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INSEGNARE SENZA MODE ESTEROFILE

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di Marco Pugliese

Esempio di definizioni piene d’inglesismi che servono a dare un tono “global” a quello che invece è naturale e soprattutto non schematico: insegnare.

Una lezione può cominciare invece con una bella storia, una narrazione avvolgente che espliciti il senso della lezione stessa. L’esercizio dell’ascolto in una lezione frontale è fondamentale per destrutturare e rielaborare in un secondo momento ciò che si è sentito. Lo si può fare una tantum anche passeggiando, credo sia più innovativo rispetto a tanti altri presunti approcci “moderni”.

Insegno perchè mi piace. Leggo tutto quello che trovo sulle materie nel mio tempo libero, si cresce in una disciplina aumentando la conoscenza. Il paradigma non può essere che questo.

Ci sono varie linee di pensiero ma un docente serio ha sempre in mente l’obiettivo didattico, ovvero aver trasmesso qualcosa, anche passione. Però l’obiettivo è che il discente ricostruisca il sapere destrutturato da un programma. Il metodo è relativo, conta il risultato che se positivo automaticamente rende il metodo efficace. Il metodo lo decidi molto spesso guardando negli occhi chi ti ascolta.

Si sta perdendo l’astrazione per la continua mania di “fare”, il pensiero astratto è fondamentale invece per la fantasia, porta a teorizzare, ipotizzare, insomma a ragionare.

Lo scrivo anche per voi genitori: volete ragazzi che “facciano” o “ragionino”? Perché da giovani serve “una grammatica della fantasia” (ah, il caro buon Rodari) per sognare cosa essere domani.

Insegno a ragionare anche durante corsi o eventi dedicati alle aziende, perché senza il nucleo astratto non s’arriva da nessuna parte. La mia è una controproposta al “fare” privo di teoria che ora spopola nella narrazione didattica presente.

Serve valorizzare la cultura del nostro Paese tramite una esplicita rielaborazione astratta (Croce docet) del nostro vissuto millenario.

Sono sempre riflessioni che arrivano da un dicente d’istituzione pubblica, con vent’anni di servizio e soprattutto gran estimatore di Benedetto Croce, oltre a letture approfondite sulla pedagogia di Gianni Rodari e Maria Montessori (ma non mi innamoro di metodi).

Autore

  • Redazione

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