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ARTICOLI DEL DIRETTORE

CRANS MONTANA, TRAGEDIA COLPOSA O TRAGEDIA DOLOSA?

CRANS MONTANA, TRAGEDIA COLPOSA O TRAGEDIA DOLOSA?

Farsi e fare domande è uno degli aspetti fondamentali del nostro mestiere. In caso contrario saremmo dei dispensatori di veline in concorrenza con le macchinette del caffè a gettone.

Ne abbiamo fatte ieri https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/articoli-del-direttore/27093-crans-montana-le-domande-crescono-assieme-ai-dubbi.html e ne facciamo oggi. 

Al fine di chiedersi e di chiedere chi possa esserci dietro alle cause che hanno determinato l’incendio del locale di Crans Montana è necessario partire dagli effetti.

Le cause dell’incendio sembrano ormai evidenti: le bottiglie che emettono scintille capaci di incendiare hanno dato fuoco al soffitto fatto di materiale altamente sensibile al fuoco.

A questo punto, però, è necessario partire, per capire se siamo di fronte a una coglionaggine svizzera degna di un Paese di lanzichenecchi dediti agli orologi a cucù e a contare banconote, oppure se siamo di fronte ad un atto deliberato costruito per destrutturare l’immagine della Svizzera come Paese sicuro.

Partiamo dagli effetti.

Elemento numero uno: a Crans-Montana, il Golf-Club Crans-sur-Sierre ospita ogni anno l’Omega European Masters. Questo torneo di golf è noto in tutto il mondo. Disputato per la prima volta a Crans-Montana nel 1939, è il torneo europeo più antico a svolgersi ogni anno sullo stesso percorso. Da allora, l'Omega European Masters ha continuato a evolvere e offre ogni anno un'esperienza fuori dal comune ai suoi 50.000 spettatori.

Ecco uno dei punti sul quale riflettere: 50 mila spettatori che saranno ospitati nelle strutture di ricezione del luogo. A questo punto si sentiranno sicuri?

Tra gennaio e febbraio di quest’anno si aprono, a Crans-Montana, le gare della Coppa del mondo di sci alpino, che si concluderanno nel 2027. All’evento finale partecipano, di solito, circa 12 mila persona. In questa fase dimezziamo pure o tagliamo per tre. In ogni caso stiamo parlando di miglia di possibili presenti nelle strutture ricettive. Tutti tranquilli anche questi?

Procediamo con ordine.

Ieri il sindaco di Crans Montana Nicolas Féraud e le autorità comunali hanno tenuto una conferenza stampa per fare il punto sulla sicurezza e sulle responsabilità e dalla conferenza stampa si apprende che il bar Le Constellation devastato dalle fiamme non era più stato sottoposto a controlli dal 2020.

Il Consiglio comunale della stazione sciistica ha affermato di "rammaricarsene profondamente" e di aver deciso di adottare misure immediate, come il divieto di utilizzo di dispositivi pirotecnici di qualsiasi tipo nei locali chiusi, su tutto il territorio comunale. Il Consiglio comunale ha inoltre deciso di incaricare un ufficio esterno specializzato per "effettuare senza indugio un controllo di tutti i 128 esercizi pubblici del comune, compresa la qualità dei materiali, nonostante la legge non lo preveda".

Féraud ha precisato che la normativa "non menziona il controllo di qualità dei materiali", come la schiuma fonoassorbente infiammabile da cui si sarebbe propagato l'incendio.

Siamo nel Paese che funziona come un “orologio svizzero” o nel Paese di Bananas?

Dal comunicato del Consiglio comunale emerge una lacuna mostruosa riguardante la legge svizzera, che non prevede, a quanto si legge, il controllo sulla qualità dei materiali.    

Comincia a sgretolarsi la credibilità del Paese dove tutto funziona come un “orologio svizzero”.

 Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, nel corso di una conferenza stampa, ha affermato papale papale: “I controlli periodici non sono stati svolti tra il 2020 e il 2025. L'amministrazione comunale ha avuto conoscenza di questo stato dei fatti consultando i documenti consegnati al pubblico ministero. L'amministrazione comunale se ne rammarica amaramente".

Nel frattempo l’amministrazione comunale che faceva? Da licenziare illico et immediate tutti i funzionari che non hanno accertato quanto doveva essere accertato mi pare il minimo.

Féraud ha poi affermato che "la giustizia dirà l’influenza che ha avuto un tale mancanza nella catena di causalità che ha portato al dramma" e che il Comune si assumerà "tutta la responsabilità che la giustizia determinerà".

Prima domanda fondamentale da farsi e da fare. Gli effetti tragici dell’incendio, dopo le prime dichiarazioni, mettono in discussione la serietà, la credibilità, la sicurezza della Svizzera. Tutto questo è frutto di una tragedia colposa o di una tragedia dolosa? In altri termini: dietro le cause c’è l’immensa coglionaggine di un mondo che si rivela colpevolmente pressapochista o c’è la manina intenzionale di chi vuole colpire il Paese di Guglielmo Tell?

Mai dimenticare la tempistica.

L'Unione Europea ha applicato sanzioni a dicembre 2025 contro l'ex colonnello svizzero Jacues Baud, inserendolo nelle liste di persone sanzionate per aver diffuso propaganda filorussa e teorie complottiste, minando la stabilità dell'Ucraina. Provvedimento che ha sollevato aspre critiche all’autocrazia di Bruxelles.

Le sanzioni comportano congelamento dei beni, divieto di viaggio nell'UE e divieto di transazioni finanziarie.

Baud è un ex alto ufficiale e analista strategico dell'esercito svizzero e la sua inclusione nella lista è parte di una più ampia azione dell'UE contro campagne di destabilizzazione russa. 

La Svizzera, tuttavia, ha fatto sapere che non adotta le misure dell’UE che riguardano le cosiddette “attività destabilizzanti” e quindi non applicherà sanzioni a Baud. 

C’è qualche nesso tra la tragedia e i giochi pericolosi che si svolgono in un‘Europa ormai decisamente autocratica e allo sbando? Domande.

Commentando un video precedente all’incendio che mostrava fuochi accesi sopra bottiglie di alcol, il sindaco Féraud ha denunciato "la negligenza dell’esercente nella gestione dell’attività" e "una cultura del rischio inconsiderato".

Per quale motivo in Svizzera si è permesso di fare propaganda ad un locale con un video che mostra festeggiamento con bottiglie potenzialmente incendiarie, portate da persone con casco integrale, ossia irriconoscibili? Domande.

Nelle testimonianze che emergono in relazione a eventi passati si afferma che i camerieri avvertivano i clienti della pericolosità delle bottiglie con la fiamma. Nei festeggiamenti per il 2020, nel bar “La Constellation” di Crans-Montana erano presenti le stesse candele scintillanti, e un dipendente del bar invitava alla prudenza.

Per quale motivo si è consentito ad una tizia (sembra una donna dalla corporatura) con casco integrale Dom Perignon, di salire sulle spalle di un tizio, con la maschera di Guy Fawkes (proprio quella) così da avvicinare la fiamma a contatto con il soffitto altamente incendiabile?

BMF Uno

Ci sono testimoni tra i membri del personale del locale? Che hanno da dire?

Diverse fonti confermano la presenza di personale del locale tra i deceduti: almeno due vittime francesi lavoravano quella notte nel bar come barman e DJ (o in ruoli simili di servizio) e tra i nomi delle vittime francesi identificate figurano persone descritte come serveuse (cameriere/a), barman o impiegati stagionali nel settore della ristorazione/bar nella zona di Crans-Montana. I gestori (Jacques e Jessica Moretti) sono sopravvissuti (lei con ustioni a un braccio).

Sulla questione se il bar fosse a norma, come sostenuto dal gerente, torna anche la NZZ am Sonntag, secondo cui non è chiaro se la ristrutturazione interna del locale sia stata autorizzata. Negli ultimi undici anni, scrive il giornale, nessuna domanda di costruzione è stata pubblicata nel “Bulletin officiel du canton du Valais”, dove generalmente devono essere pubblicate le richieste di autorizzazione edilizia.

Tuttavia, è possibile che non sia stata richiesta alcuna autorizzazione edilizia per la ristrutturazione, in quanto i lavori sono stati considerati insignificanti. Secondo il giornale, la legge vallesana prevede questa eccezione.

I giornali hanno riportato che il proprietario ha fatto da solo le ristrutturazioni.

Siamo precipitati nel Paese di balocchi? La Svizzera esce di giorno in giorno sempre più con le ossa rotte.

Le misure di sicurezza e i materiali utilizzati nel bar “Le Constellation” sono oggetto di indagine, ha dichiarato la Procura ai media. La stampa si è interessata in particolare ai materiali di insonorizzazione utilizzati, quelli che nei video si vedono prendere fuoco rapidamente. Sulla base delle foto scattate nel bar, la NZZ am Sonntag ha ipotizzato che potesse trattarsi di un materiale economico e facilmente infiammabile. Due esperti intervistati dalla SonntagsZeitung hanno affermato, sulla base delle foto, che il materiale isolante non era stato posato correttamente.

A questo punto sorge un altro problema. La posizione dei proprietari del locale, sotto inchiesta, ma a piede libero.  

La situazione giudiziaria dei coniugi Moretti, ambedue corsi, formalmente indagati per omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo, viene affrontata da Le Matin Dimanche, il quale scrive: “Il pubblico ministero avrebbe potuto metterli in prigione per tutta la durata dell’inchiesta. Per il rischio di fuga”.

Se la coppia tornasse in Francia, potrebbe sfuggire alla giustizia svizzera. Parigi infatti nega l’estradizione di suoi cittadini.

La Procura ha forse giudicato questa ipotesi poco credibile? Motivo?

Una detenzione sarebbe stata possibile anche per impedire qualsiasi contatto con parti o elementi coinvolti, ad esempio i dipendenti, al fine di concordare una versione comune.

Emerge poi un particolare inquietante.

Secondo quanto riportato da media francesi come Le Parisien, RTL, Le Dauphiné Libéré e altri, Moretti (originario della Corsica, circa 60 anni) risulta noto alla giustizia francese per reati gravi risalenti a circa 20-30 anni fa, quali: sfruttamento della prostituzione e incitazione alla prostituzione (condannato nel 2008 dal tribunale di Annecy per un caso legato al reclutamento di giovani donne per un salon de massage a Ginevra); truffa; rapimento e sequestro di persona.

Moretti è stato detenuto in Savoia nel 2005.

Una fonte di polizia citata da Le Parisien lo definisce «pas un inconnu des services» (non uno sconosciuto per i servizi di polizia).

I reati ascritti al Moretti sono tipici di chi appartiene alla malavita e anche qui sorge una domanda: In questi anni il Moretti è uscito completamente pulito o ha conservato contatti con il sottobosco malavitoso?

Possibile che gli attenti poliziotti svizzeri non ne sappiano nulla di un corso finito in gattabuia per sfruttamento della prostituzione, truffa e rapimento e sequestro di persona? Non si tratta di reati minori da ladro di polli.

Molte le domande da porre, perché non può finire tutto dando la colpa ai due gestori.

Per ora mi associo a quanto ha detto l'ambasciatore italiano in Svizzera Lorenzo Cornado: "Tragedia assurda ed evitabile". Sì, evitabile non solo con accurati controlli e impedendo l’uso di materiale infiammabile in locali inadatti, ma anche con un’accurata operazione costante di intelligence che è il modo attraverso il quale si evita che qualche manina pilotata crei disastri, morti e dolore. Speriamo che il tutto rientri nell’ambito della colpevole incuria di un Paese che esce con la credibilità a pezzi, ma non possiamo non porci domande anche sulle manine pilotate.

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