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ARTICOLI DEL DIRETTORE

CRANS MONTANA, LE DOMANDE CRESCONO ASSIEME AI DUBBI

CRANS MONTANA, LE DOMANDE CRESCONO ASSIEME AI DUBBI

A quattro giorni di distanza dalla tragedia di Crans-Montana, nonostante l’incendio sia attribuito alle candele pirotecniche, si rafforzano le domande a cui l'inchiesta dovrà dare una risposta, in quanto gli interrogativi restano numerosi. 

Senza entrare in logiche complottiste, non rinunciamo a porre domande. Cos' come abbiamo fatto ieri in https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/articoli-del-direttore/27074-incendio-di-crans-montana-giu-la-maschera.html

Sabato le autorità giudiziarie svizzere hanno aperto un’inchiesta penale nei confronti dei due proprietari del bar Constellation con l’accusa di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo.

Il comune di Crans-Montana ha annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile nel caso. 

Le domande si concentrano sulla struttura, sulle autorizzazioni, sui criteri di sicurezza.

Tuttavia una delle domande da porsi e che si pone anche il giornale svizzero Le Nouvelliste è: “Quale impatto avrà la tragedia di Capodanno sugli eventi di Coppa del Mondo di Crans-Montana in programma dal 30 gennaio al 1° febbraio?”.

Dal 30 gennaio al 1° febbraio la pista La Nationale sarà animata dal ritmo della Coppa del Mondo di sci alpino. Quarant'anni dopo l’edizione del 1987, Crans-Montana e il Vallese si preparano a tornare a essere l'epicentro dello sci mondiale. Dal 1° al 14 febbraio 2027, infatti, i migliori atleti di ogni nazione si sfideranno sulle piste del Mont Lachaux e della Nationale per aggiudicarsi i titoli di campione del mondo.

Il direttore dei Campionati 2027 Didier Défago e il suo team si stanno preparando per la tradizionale prova generale che precede di dodici mesi la cerimonia di premiazione.

"Le gare di Coppa del Mondo si svolgeranno tra un mese. Il nostro lavoro – ha dichiarato Didier Défago al giornale Le Nouvelliste - nei prossimi giorni sarà quello di definire il contesto in cui si svolgeranno".

È del tutto chiaro che in un contesto che è segnato dalla strage, le reputazioni del luogo e della Svizzera sono seriamente compromesse.

Sicuramente a rovinare la reputazione ci sono le tre questioni poste da Le Nouvelliste riguardanti i lavori di ristrutturazione: 1. I lavori sono stati eseguiti a norma?  2. Perché una delle uscite di sicurezza non era aperta? 3. I mezzi antincendio erano insufficienti?

Prenderemo in esame queste tre domande in base alle osservazioni del giornale svizzero, ma c’è una domanda che urge e riguarda un video che circola. Il video è promozionale delle feste che si tengono nel locale Constellation dove si vedono le cameriere che indossano caschi integrali e che hanno nelle mani bottiglie con le candele pirotecniche.

Casco 4

Il casco, a quanto sembra, è quello denominato DomPerignon.

elmetCasco tre

Il video  (vedi https://www.tio.ch/svizzera/attualita/1894218/bottiglie-di-dompe-scintillanti-e-un-soffitto-forse-infiammabile) ci fa porre una domanda. Dal momento che chi gestiva il locale usava le candele pirotecniche e lo faceva sapere attraverso video pubblicitari, il personale avrebbe dovuto anche sapere che le fiamme potevano essere pericolose a causa della presenza di pannelli fonoassorbenti sul soffitto, o no?

Una testimonianza di una persona che ha partecipato ad un’altra festa simile in passato rende noto che il personale avvisava i clienti della pericolosità dell’uso del fiamme pirotecniche, invitando a tenerle lontane dal soffitto.

Per quale motivo, pertanto, si è consentito a una cameriera con il casco di salire sulle spalle di un uomo mascherato e di alzare la fiamma della bottiglia in prossimità del pannello fono assorbente? E se non era una cameriera chi era?

Per quale motivo non sono indagati tutti gli appartenenti al personale?

Altra questione.

Visto che il locale si presentava nel video di pubblicità con i caschi che impediscono di vedere il viso di chi li indossa, chiunque avesse avuto intenzione di incendiare il locale avrebbe avuto un’ottima condizione per farlo in totale incognito.

Complottismo? No. Domande.

Domande relative, ad esempio, alla tempistica.

Un locale brucia determinando una tragedia, con immagini che fanno il giro del mondo, a pochi giorni dall’inizio dei campionati del mondo di sci alpino. Strana coincidenza.

È lecito porsi domande, o dobbiamo accontentarci di guardare le candele? O di piangere le vittime?

I famigliari chiedono giustizia, ma la giustizia presuppone verità e attenzione a tutte le piste, non ultima quella dell’incendio doloso.

Veniamo ai quesiti posti da Le Nouvelliste.

1. I lavori sono stati eseguiti a norma?

Poco dopo la tragedia, sui social hanno cominciato a circolare le fotografie della ristrutturazione del Constellation, avvenuta nel 2015. Immagini in cui si vedono i pannelli fonoassorbenti (in schiuma) – che hanno preso fuoco nella notte di Capodanno – in fase di installazione, su soffitto e pareti. Secondo molti esperti, l'infiammabilità di questi pannelli, spesso in poliuretano, favorisce una rapida propagazione del fuoco quando questo materiale non viene trattato con prodotti che ne ritardano la combustione. 

La larghezza dell'unica scala che conduce alla zona bar nel seminterrato, che secondo quanto già emerso negli scorsi giorni, sarebbe stata ristretta durante i lavori del 2015. L'inchiesta dovrà chiarire se le sue dimensioni sono state ridotte al di sotto del minimo di 1,20 metri, limite imposto dalle norme antincendio. 

Come si evince dalle fotografie pubblicate nel 2015, i lavori di ristrutturazione erano stati eseguiti dal proprietario, che sui social aveva dichiarato di «aver fatto praticamente tutto da solo». A suo dire, inoltre, il locale sarebbe stato controllato 3 volte in 10 anni dal comune: una contraddizione, rispetto a quanto dichiarato dalle autorità di Crans-Montana. In conferenza stampa, giovedì, il sindaco Nicolas Féraud aveva infatti dichiarato che i controlli erano stati eseguiti in maniera regolare, con cadenza annuale o biennale. 

2. Perché una delle uscite di sicurezza non era aperta?

Dopo la tragedia, numerosi testimoni hanno riferito che un'uscita di sicurezza che conduceva alla parte residenziale dell'edificio era bloccata o chiusa, e che ha dovuto essere sfondata dall’esterno. Due ex dipendenti hanno dichiarato a BFM TV che nel 2023, «l'uscita antincendio era chiusa a chiave perché conduceva direttamente all'interno dell'edificio». Ai dipendenti, inoltre, era «vietato» aprire questa porta.

Resterà, dunque, cruciale determinare perché la porta fosse bloccata.

3. I mezzi antincendio erano insufficienti?

Altrettanto importante è l'aspetto che riguarda i mezzi antincendio. Negli scorsi giorni, è diventato virale il video in cui si vede un giovane provare a spegnere le prime fiamme con un indumento. Dov'erano gli estintori? Ce n'erano e la loro posizione era adeguatamente segnalata?

Nei filmati diffusi online non si sente nemmeno suonare l'allarme antincendio.

Ulteriore domanda. In un mondo pieno di telecamere, è possibile stabilire chi è entrato e chi è uscito dal locale? Prima, durante e dopo l’incendio?

Infine, rimane il mistero del personaggio che, non contento di brandire una bottiglia dotata di candela incendiaria, sale sulle spalle di un individuo mascherato e avvicina al soffitto la fiamma.

BMF Uno

Con tutte le persone presenti e, ammesso che il casco sia quello di Dom Perignon, per quale motivo questo tizio con casco integrale ha scelto di salire proprio sulle spalle di un altro mascherato? E di un mascherato con la maschera di Guy Fawkes?

Se, come dice un sito che si occupa di bandire il complottismo, le maschere erano gadget a disposizione dei clienti, per quale motivo il tizio o la tizia con il caso integrale ha scelto proprio la maschera di Guy Fawkes?

Pura coincidenza o voluta firma di un delitto?

Nessuna affermazione. Solo domande.

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