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INCENDIO DI CRANS MONTANA, GIÙ LA MASCHERA

INCENDIO DI CRANS MONTANA, GIÙ LA MASCHERA

Dall’analisi della tragedia di Crans Montana, per quanto ci è dato sapere, soprattutto dalle fotografie e dai video pubblicati in questi giorni, emerge un particolare inquietante, il quale ci porta a pensare che quanto è avvenuto non sia una disgrazia, ma il frutto di un atto deliberato di terrorismo, la cui firma è nella maschera di una persona che regge sulle spalle un’altra persona, dotata di casco integrale, la quale avvicina la fiamma della bottiglia al soffitto, mentre tutte le altre fiamme, come si può ben vedere dalle fotografie, sono ad una distanza ben maggiore.

Siamo in una festa dove tutte le persone sono senza maschera e con un abbigliamento che fa ben capire come mettersi un casco integrale non abbia alcun senso e, soprattutto, crei una situazione insopportabile di caldo e di difficoltà respiratoria. Chi si è messo quel casco, evidentemente, voleva essere sicuro di non essere identificato.  Lo stesso si può dire di chi, reggendo sulle spalle la persona dotata di casco integrale, ha sul viso una maschera che, però, in questo caso, è relativa ad un personaggio inglese, Guy Fawkes (York, 13 aprile 1570 – Londra, 31 gennaio 1606), divenuto in seguito il personaggio di un film.

La maschera di Guy Fawkes è una firma e un’indicazione dei possibili motivi che hanno indotto qualcuno a progettare e attuare un attentato che è costato la vita a molti giovani.

Si potrebbe obiettare che i due appiccando il fuoco rischiavano anch’essi la vita, ma i video pubblicati ci fanno capire che, anche dopo che l’incendio ha iniziato a svilupparsi, i giovani nella sala hanno continuato a divertirsi e a filmare le fiamme, come se quanto stava accadendo non li avesse al momento spaventati.

In questi minuti, passati dalla percezione dell’incendio alla consapevolezza del pericolo, i due mascherati avrebbero tranquillamente potuto esfiltrare indisturbati dal locale.

Stabilire chi c’è dietro a quelle maschere è fondamentale. Da qui il titolo di questo articolo, che invita a smascherare un evento che, ripeto, può essere ben altro che una disgrazia accidentale.

La pulce nell’orecchio per scrivere questo articolo, che altro non vuol essere che la messa in ordine e in fila di vari elementi che, nell’insieme, portano ad un ragionevole sospetto, è il finale dell’articolo di Shabbat Menkaura, pubblicato in questo stesso numero del Nuovo Giornale Nazionale.

Scrive Shabbat Menkaura: “Questa volta speravo che la terribile tragedia di Crans Montana fosse, appunto, una tremenda sciagura e basta. Però la signorina che ha presumibilmente appiccato il fuoco al soffitto portava curiosamente un casco integrale nero e l’uomo che la portava sulle spalle una maschera da Guy Fawkes con tutte le possibili allusioni ad attentati, esplosioni, gesuiti e fuochi vari …Al chiuso, al caldo, questi due erano travisati e pure in modo ammiccante al disastro”.

Ecco perché ho scritto “ci porta a pensare” e non “mi porta a pensare”; perché da uno scambio di idee e di analisi emerge una possibile realtà che va ben oltre la disgrazia e porta alla necessità di andare fino in fondo alle indagini, in piena trasparenza, in quanto, se non di disgrazia si trattasse, ci sarebbe non solo l’attentato in sé, ma un avvertimento che va capito e i cui possibili successivi effetti vanno contrastati e prevenuti.

Per fare un’analisi minima che dia supporto ai sospetti sin qui elencati, è necessario partire dalle fotografie.

MascheratiBottiglie

 

Video incendio dueImmagine brucia e festa continua

 

Di seguito le immagini, scattate all’interno del locale da alcuni sopravvissuti e inviate all’emittente francese BFM TV, che documentano l’atmosfera dei festeggiamenti poco prima del rogo, e la possibile causa della scintilla che ha scatenato l'inferno- Le fotografie diffuse dall’emittente francese Bfm tv mostrerebbero il possibile momento di innesco dell’incendio scoppiato nel bar-discoteca Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, durante la notte di Capodanno. Le immagini, scattate all’interno del locale da alcuni sopravvissuti e inviate all’emittente, documentano l’atmosfera dei festeggiamenti poco prima del rogo. In particolare, si notano bengala e fontane luminose accese in prossimità del soffitto, in un ambiente affollato dove i clienti celebravano l’arrivo del nuovo anno ordinando bottiglie di champagne e vini pregiati, decorate con candele scintillanti. 

In una delle due foto, la schiuma applicata al soffitto del locale appare avvolta dalle prime fiamme, probabilmente innescate dalle scintille provenienti dalle fontane luminose. Secondo alcuni testimoni citati dai media francesi, proprio l’uso di questi dispositivi pirotecnici all’interno del bar potrebbe aver provocato l’incendio che ha poi rapidamente divorato il locale. 

La prima immagine, scattata nel seminterrato del Constellation, mostra due persone che tengono in mano bottiglie di champagne; una di loro è sollevata sulle spalle dell’altra e si trova molto vicina al soffitto. 

BMF Uno

La seconda foto immortala quello che potrebbe essere il momento esatto dell’innesco, con le scintille rivolte verso l’alto e le prime fiamme visibili nella parte superiore dell’immagine. L’incendio ha causato oltre 40 morti e numerosi feriti, secondo un bilancio ancora provvisorio. Le autorità svizzere hanno avviato un’indagine per accertare le cause del rogo e verificare il rispetto delle norme di sicurezza all’interno del locale.

Bmf 3

 

La maschera di Guy Fawkes è una rappresentazione del volto di Guy Fawkes, il membro più noto della congiura delle polveri, che tentò di far esplodere la Camera dei Lord a Londra il 5 novembre 1605.

L'illustratore David Lloyd ne ha creato, nel 1982, una rappresentazione stilizzata con un volto bianco, un sorriso beffardo, le guance rosse, i baffi all'insù e un sottile pizzo, per V, il protagonista della serie a fumetti della DC Comics, V per Vendetta di Alan Moore.

maschera Guy

La storia è ambientata a Londra, in un futuro distopico in cui il potere è nelle mani di un governo totalitario. In quest'ambiente si muove il protagonista, V, un enigmatico personaggio mascherato in cui il desiderio di libertà si fonde con uno spiccato spirito anarchico.

A rendere famoso in tutto il mondo il personaggio di V e la sua maschera è stato il film del 2006 V per Vendetta, di James McTeigue, su sceneggiatura delle sorelle Wachowski.

Successivamente, la maschera è diventata il simbolo dell'organizzazione di hackers di Anonymous per poi diffondersi ed essere adottata nelle manifestazioni di proteste contro l'autoritarismo e anticapitaliste, o più in generale, come simbolo di rivolta contro il potere costituito. Ciò avvenne per esempio durante le proteste di Occupy Wall Street o contro ACTA o da parte del movimento degli Indignados. È stata usata anche in primavere arabe e scioperi, come simbolo di ribellione.

Nel cinema, dopo V per Vendetta, la maschera è stata utilizzata, come ispirazione per quella della serie televisiva Mr. Robot e in diversi film horror.

La storia è ambientata in un Regno Unito distopico, divenuto una società totalitaria e militarizzata, governata da un regime repressivo simile a quello del romanzo 1984 di George Orwell, guidato dall'Alto Cancelliere Adam Sutler, il quale è il leader del partito fascista Norsefire (in italiano Fuoco Norreno), che prende il potere in un Regno Unito distopico dopo una crisi creata ad arte (virus, terrorismo pilotato, paura di massa).

Ogni riferimento all’attualità è puramente casuale e non implica responsabilità da parte dell’autore di questo articolo.  

Adam Sutler diventa un dittatore assoluto, instaura un regime totalitario, reprime ogni forma di dissenso, perseguita minoranze (musulmani, ebrei, omosessuali, immigrati…) e controlla la popolazione attraverso propaganda, sorveglianza e violenza.

La doppia faccia della dittatura attuale è evidente in queste anticipazioni filmiche che suonano quasi a profezie: da un lato controllo della popolazione attraverso la propaganda e dall’altro l’accusa all’altra parte di sé stesso di essere persecutore di minoranze.

Il potere double face è tipico dell’anticristo così come ci viene descritto da Soloviev.

L’aspetto di Adam Sutler (baffetti, uniforme militaresca, discorsi isterici in tv) richiama volutamente figure storiche come Hitler, Stalin e Mussolini, ma con un tocco molto british e orwelliano (leggi anche fabiano, malthusiano, eugenetico).

Curiosità interessante: l’attore John Hurt aveva già interpretato Winston Smith, la vittima del regime totalitario in 1984. In V per Vendetta passa dall'altra parte della barricata diventando lui stesso il Grande Fratello-style oppressore — un bellissimo twist meta-cinematografico.

Quindi quando si legge "dall'Alto Cancelliere Adam Sutler", si sta semplicemente parlando di lui, il tiranno che V vuole rovesciare con le sue maschere di Guy Fawkes, la realtà, come il diavolo che utilizza la maschera del filantropo, in un gioco di specchi dove si perde l’origine del gioco di Satana.

V for Vendetta è visto da molti gruppi politici come un'allegoria dell'oppressione da parte dei governi.

Libertari e anarchici lo hanno spesso usato per promuovere le proprie idee politiche. La maschera è stata utilizzata anche in scioperi con cortei di destra e primavere arabe.

La maschera si presta, pertanto, benissimo ad un gioco caleidoscopico dove si perde di vista la realtà, anche se, chi deve intendere, intende.

Nella fattispecie dell’incendio di Cras-Montana, la maschera può essere una firma per chi è in grado di intendere e un utile sistema di depistaggio per chi non è in grado di intendere.

Il Guy Fawkes storico (Guy Fawkes (York, 13 aprile 1570 – Londra, 31 gennaio 1606) è stato un militare e cospiratore inglese, noto anche sotto gli pseudonimi di Guido Fawkes (talvolta scritto anche Faux) e John Johnson, il quale era membro di un gruppo di cospiratori cattolici inglesi che tentarono di assassinare con un'esplosione il re Giacomo I d'Inghilterra e tutti i membri del Parlamento inglese riuniti nella Camera dei Lord per l'apertura delle sessioni parlamentari dell'anno 1605, passato alla storia come la congiura delle polveri.Il 5 novembre 1605 il complotto fu scoperto e i trentasei barili di polvere da sparo furono disinnescati.

Elementi da considerare al fine di tentare di capire se la tragedia di Crans Montana sia o meno un attentato.

1° Mentre il gruppo dei giovani tiene le bottiglie ad un’altezza che non è prossima al soffitto, il tizio con casco integrale (più probabile una donna, vista la corporatura), che monta sulle spalle dell’altro tizio mascherato, tiene la bottiglia a contatto con il soffitto. Non aveva alcun senso montare sulle spalle di una persona se non per avvicinare la fiamma al soffitto in modo da far scaturire l’incendio.

2° I due che tengono le fiamme più alte sono mascherati. La festa non è in maschera e, infatti, tutti gli altri ragazzi sono a viso scoperto. Inoltre, l’abbigliamento comune a tutti i partecipanti indica che nella sala c’è caldo e non si capisce come, con una temperatura simile, si possa indossare un casco integrale se non per coprire la propria identità.

3° La maschera richiama un denominatore comune che richiama incendio, attentato.  

4° - I video pubblicati indicano che per un lasso di tempo di qualche minuto, mentre l’incendio era già attivo, la festa è continuata, con ragazzi che filmavano il fuoco. Questo lasso di tempo può aver consentito ai due tizi mascherati di esfiltrare prima della tragedia.

https://www.rainews.it/video/2026/01/crans-montana-in-un-video-le-prime-fiamme-sul-soffitto-del-bar-mentre-continua-la-festa-57dec886-47e4-402a-9c8d-db832c183284.htm

https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/02/video/crans-montana_le_fiamme_avvolgono_il_soffitto_del_locale_le_immagini-425072794/

5° - I ragazzi morti o feriti appartengono a un ceto medio-alto o alto. Se non è incidente, quello di Crans-Montana è un attentato rivolto ad una ben precisa classe sociale. Un’analisi dell’elenco dei morti può essere utile per capire chi si sarebbe voluto colpire. Che morti eccellenti ci possono essere?

6° - Si è voluto colpire a fondo l’immagine della Svizzera come luogo sicuro. Le vittime, a quanto sembra dalle notizie dei giornali, sono in prevalenza svizzere.

7° - Crans-Montana è sotto shock. E lo è anche la comunità ebraica Beit Yossef, guidata dal movimento Chabad. La sede è distante pochi metri da Le Constellation, il locale andato a fuoco. «Loro sono al civico 35, noi siamo al 33. Non siamo stati testimoni dell’incendio, ma siamo testimoni del trauma», racconta a Pagine Ebraiche il rabbino responsabile della missione Levi Yitzhak Pevzner. «Anche noi, come tutti qui, ci stiamo attrezzando per dare un sostegno concreto, sia spirituale sia materiale. Alcuni frequentatori del nostro centro e delle nostre attività risultano tra i feriti e siamo in ansia per la loro sorte, ma il nostro è un supporto rivolto a tutti coloro che si trovano a Crans Montana indistintamente. Ci sentiamo parte di una comunità più ampia, una comunità che soffre per questa immane tragedia». Fondata nel 2024, Beit Yossef fa parte della Fédération Suisse des Communautés Israélites ed è un punto di riferimento per circa 200 famiglie in tutto il Vallese.

In conclusione, sono molti gli elementi inquietanti che alimentano la pista di un possibile attentato perpetrato dai due individui mascherati, la cui identità, a questo punto, è essenziale al fine di comprendere se sono esecutori di un delitto e, se così è, chi può averlo pensato, progettato, finanziato.

Per ora, non essendo investigatori, ci rimane il dovere di tenere alta l’attenzione, ponendo domande e mettendo in luce elementi inquietanti.

 

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