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Indagine su ex dei Servizi segreti italiani

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Indagine

Un terremoto che apre una pagina inquietante

Giuseppe Del Deo da dirigente dei Servizi è passato ad essere indagato nella torbida inchiesta sulla «Squadra Fiore», che usava i fondi dei servizi italiani per acquistare a prezzi stratosferici software “da università” e, stando alle accuse, con le banche dati dell’intelligence faceva dossier anche per privati, nell’arco di meno di due anni, dal 2024 al 2026.

Giuseppe Del Deo è indagato per peculato, accesso abusivo a sistema informatico e violazione della legge istitutiva dei servizi segreti.

Open, il giornale online edito da una società a impresa sociale fondata da Enrico Mentana, con Franco Bechis come Direttore Responsabile, scriveva ieri, a notizia fresca:  “Nei primi tempi del governo Meloni Del Deo era considerato in ascesa, tanto da essere scelto dalla stessa Giorgia Meloni come numero due del Dis, il vertice di coordinamento degli 007, nell’estate del 2024. Poi, due vicende lo mettono in ombra, la prima perché lo collega ai controlli dell’allora compagno della premier, Andrea Giambruno, da parte di uomini dei servizi segreti. La seconda che lo vede coinvolto nelle intercettazioni ai danni del capo di gabinetto della premier, Giuseppe Caputi, avvenute quando Del Deo era all’Aisi, i servizi segreti che si occupano di questioni interne. Le due vicende lo costringono a lasciare i servizi nel 2025, con uno strano pre-pensionamento ad personam, a nemmeno 52 anni”.

Ora, l’inchiesta del Ros coordinata dal procuratore aggiunto di Roma, Stefano Pesci delinea un quadro fosco, in cui gli interessi privati si incrociano con inchieste di alto livello.

I carabinieri del ROS hanno effettuato perquisizioni nei confronti di più persone ritenute coinvolte nell’indagine “Squadra Fiore”, gruppo clandestino composto da ex appartenenti alle forze dell’ordine, sospettato di costruire dossier per conto di terzi.

L’indagine trae origine, in parte, dagli elementi acquisiti dall’Autorità giudiziaria romana dal procedimento penale relativo alla cosiddetta inchiesta “Equalize” diretta dalla Procura della Repubblica di Milano con il coordinamento della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e, in parte, da sviluppi investigativi della Procura capitolina tesi a verificare l’operatività di una struttura, fiduciariamente denominata Squadra Fiore, dedita all’attività di dossieraggio su importanti persone fisiche ed imprese italiane attraverso l’accesso abusivo a banche dati istituzionali.

Le prolungate attività di indagine dirette dalla Procura della Repubblica di Roma hanno permesso, in primo luogo, di riscontrare l’effettiva operatività della Squadra Fiore, attiva dal novembre 2024, i cui componenti (in parte ex appartenenti alle forze di polizia ed all’Agenzia informazioni e sicurezza interna – AISI) sono indagati per associazione per delinquere finalizzata alla interferenze illecite nella vita privata, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, nonché intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche.

Gli interessati avrebbero acquisito e commercializzato in cambio di remunerazione mensile o per singoli contratti – anche su commissione di imprenditori, professionisti ed intermediari finanziari – informazioni riservate illecitamente estrapolate dalle banche dati nazionali protette da sistemi di sicurezza, realizzando dossier con la profilazione di persone fisiche e giuridiche.

Avrebbero inoltre eseguito, dietro compenso corrisposto per ogni singolo intervento, attività di fraudolenta interruzione di intercettazioni telefoniche/telematiche e di installazione di dispositivi per la captazione fraudolenta di conversazioni private.

Della Squadra Fiore, si sarebbe avvalso Giuseppe Del Deo, ex dirigente in posizione apicale del Sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica, attuale presidente esecutivo di Cerved Group Spa.

Nel dettaglio, gli interessati risultano indagati a vario titolo dei reati: peculato in concorso (sarebbero implicati imprenditori e il già citato ex dirigente in posizione apicale del comparto d’intelligence nazionale) poiché, nel 2023, si sarebbero appropriati di fondi dell’AISI, per alcuni milioni di euro destinati a saldare un contratto di fornitura, di fatto mai eseguito, stipulato tra la citata Agenzia e una società operante nel settore della produzione di sistemi software e hardware.

Ed ancora: accesso abusivo ad un sistema informatico e telematico, poiché il già menzionato ex dirigente in posizione apicale del Sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica avrebbe utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del predetto comparto; truffa aggravata, poiché – nell’ambito di una operazione di acquisizione di società operanti nel settore della consulenza e progettazione di reti digitali infrastrutturali e soluzioni di intelligence per l’innovazione – l’imprenditore titolare della acquisenda società, al fine di aumentarne il prezzo di vendita attraverso una clausola di earn-out (che lega una componente aggiuntiva del prezzo di vendita al raggiungimento di specifici obiettivi finanziari o commerciali), con artifici e raggiri, nel conto economico del 2023, avrebbe esposto valori fittizi di fatturato tali da incrementare, falsamente e per oltre 40 milioni di euro, il margine operativo lordo (Ebitda) della società, usato quale parametro per la maturazione della componente di prezzo integrativa.

Tale operazione, avrebbe procurato all’imprenditore un profitto di circa 8 milioni di euro non dovuti, con correlativo danno anche a Cassa Depositi e Prestiti, di cui è azionista di maggioranza il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in quanto, attraverso Cdp Equity Spa, deteneva una parte del capitale della società acquirente.

Da ultimo, le indagini hanno permesso di acquisire elementi, da un lato, circa presunti progetti finalizzati a raccogliere nelle mani di una sola holding l’intera galassia delle aziende attive nel campo delle intercettazioni di conversazioni telefoniche, tra presenti e telematiche, e, dall’altro, circa rivelazioni dell’esistenza di specifici atti d’indagine nell’ambito degli accertamenti disposti nel procedimento in corso.

Nell’inchiesta spunta anche il Vaticano. Nelle intercettazioni in cui una collaboratrice di Del Deo parla con Bonomo – che poi verrà fuori essere un presunto membro della «Squadra Fiore» – i due accennano al fatto che i sodali di Del Deo avrebbero fatto «casini dal Vaticano».

Tra gli indagati c’è anche Giuliano Tavaroli, in passato già coinvolto nell’indagine Telecom Sismi perché accusato di aver gestito un sistema di dossier su personalità della politica, dell’economia, dello spettacolo e del calcio.

In uno dei decreti di perquisizione di cui l’agenzia AGI è in possesso, a Tavaroli è contestata l’associazione a delinquere “allo scopo di commettere una pluralità di reati di accesso abusivo a sistemi informatici di interesse per l’ordine e la sicurezza pubblica, di captazione fraudolenta di comunicazioni informatiche e telematiche e interruzione di comunicazioni relative a sistemi informatici o telematici; di utilizzazione di segreti d’ufficio da parte di pubblici ufficiali e di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio”.

In particolare, a Tavaroli e altri indagati la procura di Roma contesta di aver costituito e gestito un gruppo criminoso, con base logistica a Roma, “che acquisiva e commercializzava informazioni riservate illecitamente esfiltrate dalle banche dati nazionali protette da sistemi di sicurezza, avvalendosi di strumenti informatici e operativi analoghi a quelli in uso alle forze dell’ordine (dispositivi elettronici per la captazione di conversazioni private e per l’individuazione e inibizione della captazione, punti di accesso alle banche dati protette da sistemi di sicurezza)”.

L’inchiesta sulla ‘Squadra Fiore’ relativa a un gruppo clandestino accusato di realizzare dossieraggi, secondo quanto si apprende da fonti investigative, è diversa rispetto a quella che riguarda a Milano Equalize. In questo caso, infatti, le vittime sarebbero nomi meno noti e a operare sarebbero ex appartenenti all’Intelligence e non una vera e propria società di investigazioni private.

Le prolungate attività di indagine dirette dalla procura di Roma hanno permesso, in primo luogo, di riscontrare l’effettiva operatività della suddetta ‘Squadra Fiore’, attiva dal novembre 2024, i cui componenti (in parte ex appartenenti alle forze dell’ordine e all’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna – Aisi) sono indagati per i delitti associazione per delinquere finalizzata alle interferenze illecite nella vita privata, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, nonché intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche.

 

Autore

  • Desina Novalis

    Segretaria di professione, detective per passione, ama far luce sui punti oscuri di cronaca, politica nazionale ed estera.

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