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IN VENETO IL PRI APPOGGIA IL CENTRO DESTRA

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di Francesca Delle Rive

Il 23 e il 24 novembre prossimi, il Veneto si appresta alle urne per la nomina del suo nuovo Presidente. Dopo un tempo lungamente sospeso circa l’eventualità di un terzo mandato a Luca Zaia, andato sfumato, il centro destra si presenta compatto nell’aver individuato nella persona di Alberto Stefani, trentatreenne di Borgoricco (Padova) , laureato in giurisprudenza, parlamentare e vice segretario federale della Lega, con un approccio alla politica sin dall’età di 15 anni e fondatore di “Veneto Domani”.

La novità in Veneto è che a sostenere la candidatura di Alberto Stefani per lo schieramento di centro destra vi sia il  PRI, il più antico partito d’Italia, fondato nel 1895, un partito storico che ha attraversato tutta la storia d’Italia dalla dittatura fascista all’avvento della Repubblica, sopravvissuto anche al trentennio di “disordine” politico, anche traumatico, che ha traghettato la Nazione dalla Prima alla Seconda Repubblica. Il PRI del Veneto nelle persone di Pierre Zanin e Paola Bergamo hanno siglato un accordo con  Flavio Tosi  per Forza Italia sostenendo da questo posizionamento la candidatura di Alberto Stefani.

Flavio Tosi, come è nata questa intesa con il PRI?

“Dalla comunanza di valori e ideali. Ci uniscono la visione liberale della società, lo spirito riformista, l’orizzonte europeista e atlantista. Condividiamo l’agenda economica che mette al centro il ceto produttivo, l’impresa, il lavoro, la detassazione; e quella sociale, con spazio a famiglia e terzo settore. Siamo per il decentramento e l’autonomia. Forza Italia ha lo sguardo largo, vuole allargare un consenso di area, mobilitare l’elettorato moderato, pragmatico, che vuole e cerca concretezza anziché demagogia e urla. In questo contesto, l’intesa con il Pri è naturale”.    

Paola Bergamo, come è nata questa intesa con Forza Italia in Veneto?
“E’ l’idea di una alleanza al Centro per un Veneto moderno, autonomo e competitivo. Nonostante la crisi economica, politica e sociale che ha colpito l’Europa, il PIL del Veneto è in crescita con una previsione di aumento dell’1%. La nostra Regione si colloca al terzo posto in Italia per produzione di ricchezza complessiva e continua ad avere un’occupazione record con il calo del 3% della disoccupazione. Era quindi fondamentale per noi individuare non solo la persona capace di portare avanti il buon governo della regione, e Alberto Stefani, lo è,  ma farlo da una posizione coerente dal punto di vista politico e che poggia su una certa comunanza di valori fondanti sulla libertà economica, sulla responsabilità istituzionale e sociale, in cui convivano europeismo e autonomia. E’ stato tutto questo a portare Pierre Zanin della Direzione Nazionale del Partito Repubblicano e me a vedere in Flavio Tosi e in Forza Italia il perfetto interlocutore per costruire un percorso politico di coerenza per il bene della nostra regione.
In questa alleanza si riconosce la parte migliore del Veneto, del Veneto che produce, che affronta con grande consapevolezza e impegno i vertiginosi cambiamenti in atto nello scacchiere mondiale riuscendo a restare competitivo. E’ quindi fondamentale proseguire su questa strada.

Flavio Tosi, lei è segretario regionale di Forza Italia e si presenta capolista in tutte le circoscrizioni. La lista vede molti giovani preparati. Forza Italia si appresta quindi a giocare un ruolo decisivo in Veneto?

“Forza Italia è un partito in grande e costante crescita. Basta solo vedersi i risultati elettorali degli ultimi cinque anni: in Veneto siamo passati dal 3,5 al 9% e alle prossime Regionali arriveremo abbondantemente in doppia cifra. Ci siamo radicati fortemente sul territorio, con donne e uomini che sono amministratori locali apprezzati e conosciuti. E stiamo allargando la base giovanile, perché i giovani sono già il presente e non solo ovviamente il futuro. Fi sarà ben rappresentata in Consiglio regionale e tornerà dopo cinque anni di assenza in Giunta: significa che incideremo sull’agenda dei prossimi anni. L’elettorato ci segue perché, come dicevo prima, vuole fatti, serietà e pragmatismo. Non populismo. E Forza Italia in tal senso è l’equilibratore del centro destra, portiamo moderazione e competenza.  

 

 

 

 

 

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  • Redazione

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