Home Opinioni IN TEMPI BUI BASTA ACCENDERE LA LUCE

IN TEMPI BUI BASTA ACCENDERE LA LUCE

0

Il mio risveglio l’ho avuto a sette anni senza comprenderlo, eppure in quel momento mi identificai con tutto quanto esisteva nella mia stanza e poi nell’Universo, almeno secondo la cognizione che avevo in quel frangente speciale. All’io chi mi definiva sopraggiunse una coscienza completamente diversa. La mia identità non aveva limiti: ero stella ed erba.

Non sto a fare letteratura. È esperienza vissuta. La mia struttura di riferimento mutava. Da quel giorno ho sempre avuto la percezione di trovarmi allo stesso tempo in due dimensioni. La familiarità con altri mondi mi ha creato non pochi problemi. C’è sempre un prezzo da pagare. Ma vale la pena. I principi spirituali non sono astrazioni fumose come certa psicologia tende a ritenere; sono realtà potenti e creative. I miracoli arrivano come schioppettate.
Ecco perché continuo a ribadire che in tempi bui basta accendere la luce.
Difficile da capire? Perfino gli esoteristi stanno sul colpo, in una sorta di mito incapacitante. Ignorano l’esistenza delle dinamiche dominanti (la spada da estrarre dalla roccia) che abbiamo in custodia, troppo rigidi e infatuati dei dogmi tradizionalisti per attuare una realizzazione spirituale.
La fede che muove le montagne è la formula universale insegnata da Cristo, va però applicata e non soltanto citata. Intanto evitiamo moduli devozionali nei confronti di guru e fuggiamo da papolatrie. Imitiamo solamente Gesù.
Ognuno di noi può prendere in mano il destino del mondo. Noi siamo il piano di ricezione; possiamo trascendere le energie del momento e dell’inerzia. Occorre suonare la Prima Nota per vincere il Caos dilagante, ossia la dissipazione della vita usata dai nichiliferi. Ma costoro non sono più occulti. Massonerie, conventicole segrete, cospirazioni di incappucciati? Ormai il Re è nudo.
Ci troviamo di fronte un’élite infera che attrae servi e criminali. Dopo la fase pandemica e climatica, daranno il colpo di grazia ad una fetta consistente di Umanità. Come? Pianificando la guerra, intanto per ingrassare tutto l’apparato militare e industriale e, quando necessario, reclutare assassini professionisti per zittire i dissidenti. Il bersaglio è la Russia: un nemico inventato che costerà al vecchio continente la cancellazione dalle mappe geografiche.
Ho più volte sostenuto che c’è dell’altro. Per convenzione identifico quelli che muovono i fili come “arconti”. Poteri intermedi. Il vero agente è invisibilizzato ma capace di manifestarsi. La mia è un’indagine teologica, ma non può essere altrimenti. E pensare che il tema ricorrente dell’attuale biancovestito è quello di aggiungere un posto a tavola. Ogni buon cattolico inviti un povero raccolto per strada per il cenone di Natale, poi lo rimanderà per strada a fare il povero. È la nuova pastorale.
Finché ci saranno i poveri la Chiesa di Roma campa. In Vaticano usano un linguaggio sempre più quirinalizio la cui ragione sociale è pari a quella di una onlus. Viviamo tempi apocalittici e non è un modo di dire e nessuno che gridi “mille e non più mille”. Manca la Voce che faccia tremare le fondamenta di Babilonia.
Prima ancora di una guerra mondiale, occorre ridurre la vita a merce, spogliandola di ogni sacralità, riducendola a mera ‘quantità’. Uno dei responsabili è la Scienza. Da Galileo in poi ignora deliberatamente la forma e il fine delle creature, limitandosi a scomporle. Divide l’atomo e distrugge la cellula, ma ignora le origini della materia e dell’esistenza.
Una via d’uscita esiste.
Le nostre azioni, nei limiti delle responsabilità personali, non sono solo fatti materiali che portano modifiche temporanee ad un ordine fisico anch’esso transitorio. Quando pensiamo e agiamo emettiamo energie, spostiamo forze nervose e immateriali, spingiamo a dei cambiamenti d’equilibrio nella statica e nella dinamica del mondo sottile che portano a delle deviazioni o a armonizzazioni di corrente nell’aura dell’Umanità. I materialisti sorrideranno ma è un riso amaro. Il reale è più complesso di quanto i seguaci di Piero Angela possano pensare in tutte le masturbazioni mentali di cui sono capaci. La realtà riflette le intenzioni dell’osservatore.
Per quanti traguardi tagli la Fisica, non può spiegare ogni cosa che si verifichi davvero, per quanto i suoi cultori ritengono certi fatti inammissibili. Rompiamo il Velo che ci impedisce di vedere oltre il dualismo mente-materia e quello che apparirà sarà il trionfo dello Spirito.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui