Non è una provocazione, ma “oggi cancellerei la parola sinistra in quanto appare un brand colpito da un virus da “campo largo”, sulla via del “camposanto”. Per un po’ di anni a venire risulterà inutilizzabile”
Osservo la realtà nuda e cruda per fare una domanda: “Quanti hanno letto o conoscono la filosofia politica portante della Bad Godesberg e l’intrinseco significato politico e geopolitico del suo certificato di morte «per mano amica»?”
Assistiamo a uno spettacolo penoso e lo chiamiamo sinistra. Siamo di fronte a “un brand” da affermare privo di contenuti come fossimo nella Pubblicità Regresso del Carosello sostenuta dai budget di Mediaset, dove si vorrebbe giocare il futuro delle alleanze politiche variabili?
Cose da “pappagalli spennacchiati” da riportare sulla retta via della rieducazione.
Al pari di un virus già tristemente conosciuto, “sinistra” pare stia avanzando con la stessa traiettoria del modello fideistico religioso che fu il prodotto del dott. Anthony Fauci.
Ancora oggi non ho mai capito cosa voglia dire “stare a sinistra” come postura astratta e solo con la radice giustificativa della cultura contrattuale dell’antistato, utile solo come forma di un incomprensibile trasformismo.
Un gioco che si vede ancora meglio oggi dopo che Bettino Craxi non mise il veto all’entrata dei rancorosi eurocomunisti – così si definivano i PDS – PCI di Occhetto – e acconsentì di dare il via libera nel PSE.
Mossa politicamente azzardata se non addirittura sconsiderata: buttare il cuore oltre l’ostacolo e quel cuore generoso fu mangiato maldestramente. Un gesto che andrebbe definito come “cannibalismo politico”: un gesto storico che pesa.
Scelta politicamente strategica anche dal punto di vista della geopolitica, il congresso di Bad Godesberg della socialdemocrazia riconosceva il mercato e la democrazia partecipativa nella vita delle imprese come elemento di stabilità, in un storico periodo della ricostruzione della vita economica e produttiva dei Paesi europei: la costituzione della CECA.
Per chi lo ha vissuto da parte sindacale o imprenditoriale sa bene quanto segnava un percorso ben delineato e politicamente significativo.
Sono i fatti che contano nella storia dello sviluppo industriale ed economico. Il nominalismo politico del definirsi di “sinistra”in rapporto ai contenuti dei valori non ha mai avuto un senso pratico, se non di vaneggiamenti fuori dal tempo reale.
Tutto nasce e prende forma dal piano Marshall: progetto di vasta ricostruzione dei Paesi europei devastati dalla Seconda guerra mondiale, messo in atto dagli Stati Uniti.
Il 5 giugno 1947, all’Università di Harvard, il segretario di Stato statunitense G. Marshall tenne un celebre discorso in cui annunciò la decisione del Paese di intraprendere il piano che da lui prese il nome.
Nell’aprile del 1948 il presidente statunitense H. Truman istituì l’Economic Cooperation Administration (ECA), ente incaricato di definire le politiche di aiuto, e l’European Recovery Program che aveva il compito specifico di gestire gli stanziamenti all’interno di ciascun Paese. Il piano venne avviato nella primavera del 1948 e si concluse formalmente nel giugno 1952.
Il primo consuntivo di verifica della bontà de progetto di economia e geopolitica diede in tempi reali risultati positivi nel rilancio dell’iniziativa imprenditoriale, nel consolidamento di una logica concorrenziale e nell’apertura commerciale, nonché nella promozione dell’integrazione tra le economie europee.
Una visione che ha lasciato in eredità ancora oggi segni di una strategia durevole nel tempo.
E ancora oggi, se si osserva bene quella traiettoria geopolitica di lungo periodo, non si possono non vedere anche le evidenti contraddizioni che durano nel tempo, certificate nelle dichiarazioni di opportunismo e da un trasformismo che la cosiddetta sinistra dura mostra nel suo vissuto quotidiano.
Sono posizioni funzionali a un gioco congiunturale pieno di contraddizioni palesi – e per logica irrisolvibili – in quanto il brand “sinistra” non è altro che una costola politica dell’antistato che intreccia alleanze e sudditanze con il mondo della finanza globalista, colpendo a morte la filosofia della cogestione elaborata nel congresso storicamente straordinario di Bad Godesberg, con l’illusione di sostituirlo con la cogestione con il mondo della finanza globalista, supportando acriticamente l’adesione, da camerieri di seconda scelta, alla strategia del Green Deal.
Tendenza e risultati sono sotto gli occhi di tutti, pagati sulla pelle degli operai, dei pensionati e dei ceti più bisognosi; ma allora di che sinistra parliamo?
Di una sinistra antistato, disgiunta dai contenuti di uno stato di diritto definito sulla base dei ruoli e dei programmi rispettosi del ruolo delle istituzioni a partire dal ruolo degli ordini di polizia preposti e con regole di ingaggio inadeguate alla gestione dell’ordine pubblico dei nostri tempi.
Se si parla di stato di diritto la questione deve essere posta all’ ordine del giorno con priorità assoluta.
Attualmente “un esame di realtà serio e oggettivo proietta sul territorio nazionale molti questi film da brivido”. Oggi, più di ieri, le parole esprimono valori e contenuti e non possono essere sostituiti da banale propaganda priva di una valutazione degli effetti che produce nella realtà.
Qualcuno spieghi e non imbrogli su posture nominali astratte prive di riscontri reali. Obbiettivo e imporre con la forza il fermo delle grandi infrastrutture del paese?
Sinistra o sinistrati a servizio di quale strategia di lungo periodo? Ottimati più o meno balordi, sostenuti da giornali e TV, con precisi interessi economici e finanziari disgiunti da mandati elettorali chiari e verificabili, dove portano e quali garanzie democratiche danno?
C’è un percorso chiaro di cui oggi serve prendere solo atto: “sinistra” è un brand scaduto, finito per autolesionismo culturale e politico. La sinistra, avendo suicidato la strategia della vera socialdemocrazia nata nel congresso di Bad Godesberg, ha perso con essa l’anima e resta solo una reliquia vuota e fatua da utilizzare per i gonzi e gli spregiudicati.
Quindi allo stato dell’arte le sue garanzie sono cambiali senza valore certificato in quanto la postura anti – stato continua a prevalere.
Oggi, nell’era della IA, la propaganda serve solo per imbonire e/o imbrogliare “l’uomo pappagallo” al servizio dei “giochi carsici dell’antistato” dei soliti noti, ma oggi vale solo ciò che la documentazione comprova e fatti reali possono dimostrare.
La Spagna di Ceuta è un simbolo: un simbolo di una storia di immigrazione fuori controllo e attualmente racconta l’effetto di un disastro già annunciato e ipocritamente sottaciuto per opportunismo politico. Racconta l’imbroglio presuntuoso di una UE di Maastricht che implode in diretta, dove le autorità di fatto si è dissolta.
È così che in Europa avventuristi hanno reso obsoleto e politicamente insignificante il brand “sinistra”.





