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IL VARCO. UNA VIA D’USCITA

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A volte mi faccio trascinare dalla cronaca che è solo la punta dell’iceberg emergente dalle onde delle dissipazioni terrene in cui ci troviamo. Mi indigno oltre misura, lo ammetto, nell’osservare i comportamenti di taluni, orrende persone capaci di portarci verso l’apocalisse atomica per meri interessi di bottega. So bene che i capibastone ed altri figuri sono meri esecutori d’ordini, ma ciò non li giustifica affatto.

Al di là della rabbia impotente (fino ad un certo punto) che nutriamo nei confronti di un’élite di spietati criminali, è bene concentrarci su ciò che potrebbe salvarci dall’incombente fine dell’era oscura.
L’irruzione dell’invisibile nell’immanente avviene ogni istante fin dalla fondazione del mondo, ma paura e sovrastrutture mentali ci impediscono di vedere oltre il conosciuto. Alcuni tentano di leggere i segni dei tempi, almanaccando su numeri simboli ricorrenze, nel tentativo di cercare una traccia che porti oltre l’orizzonte degli eventi. Ci vogliono però occhi nuovi, anzi antichi, per vedere oltre il conosciuto. Occhi liberi da pastoie sensoriali e ideologiche.
Alla vigilia del fatidico anno 2012 dichiarai sul blog Il Grande Ignoto, il formarsi di un Varco (lungo 3,2 anni luce) che avrebbe reso possibile un salto dimensionale, un cambiamento di stato dell’Umanità. Qualcosa di immenso stava accadendo. Certo, i fatti sembrano darmi torto. Il mondo è precipitato nel caos; insicurezza odio rabbia dolore, sono i sentimenti più diffusi che ci devastano. Come posso ancora concepire una transizione di fase animica?
A un decimo di millesimo di miliardesimo di metro dal nostro naso si nasconde la vera natura dell’Universo: un ‘baratro senza fondo’ – l’Abisso biblico – capace di ridimensionare tutte le nostre manie di grandezza e tutte le nostre convinzioni materialistiche. Eppure, se solo ricordassimo di cosa siamo fatti, della stessa materia della coscienza… Presi atomo per atomo e particella dopo particella, siamo composti di una incredibile “sostanza”, spanta dalla gravità. Tale sostanza è l’impasto dello spazio, analogo alla farina granulare, e del tempo, liquido come l’acqua.
Il più grosso salto l’Umanità lo farà quando si renderà conto che la materia è luce densa, mentre il pensiero può materializzarsi. Parte della sofferenza umana è la conseguenza del disconoscimento che tutto quel che ci capiti sia correlato ai nostri pensieri in primis e ai nostri atti in seguito. Gli indù, millenni fa, affermavano che “tutto è coscienza”. Avevano capito ogni cosa.
Il Varco è la risposta ad ogni nostro dubbio paura scetticismo. Ma bisogna imparare a considerare la realtà quale essa è. Si incomincia ad affinare e incantare i sensi. Io l’ho fatto, nessuno ve lo impedisce.
Un rilascio energetico pari a infinito avvenne nella finestra temporale che va dal 2008 al 2012 e coinvolse l’intera Via Lattea. Fu un fenomeno rilevato perfino strumentalmente dalle agenzie spaziali, ma tenuto nascosto perché la massa rimanesse ignorante, così che i padroni del vapore potessero dominare indisturbati. Grazie all’accelerazione dovuta al dispiegarsi del processo trasformativo, attraverseremo un numero di territori maggiore di quello riscontrato dall’inizio del kali-yuga fino ai nostri giorni. Tutto ciò spiega in certo qual modo cosa sta succedendo: l’Universo sta dispiegando un processo di auto-metamorfosi che ci condurrà alla Rivelazione. Purtroppo la nostra staticità ci trascina verso il futuro usando solo lo specchietto retrovisore. Soltanto pochi di noi, gli “accesi”, giungeranno al confine del tempo come testimoni del nuovo Avvento di Cristo che tutto rinnoverà, creature e cose.
Si tratta di un processo universale o di un fenomeno localizzato? L’osservazione influenza la cosa osservata. È possibile che alcuni dati vengano in un certo qual modo pregiudicati dal fattore tempo, che può essere percepito in accelerazione: il riavvolgimento di una bobina magnetica è più veloce verso la fine. Possiamo contribuire a mantenere un determinato assetto rinvenendo in noi il processo d’innovazione. E il Varco a cosa servirebbe? A percepire che passato presente e futuro sono dati in blocco; a porci in cima al ‘monte analogo’ ad osservare il disvelamento tutt’intorno a noi; a percorrere l’intero spettro psichico dal rosso all’ultravioletto…
Non cadete nella rete antroposofica o di qualche magliaro dell’occulto. Plato, Francesconi e Marletta, sono degni di rispetto e ascolto. Ci diversifichiamo per temperamento ed esperienza, ma sono i pochi che potrebbero indirizzarvi in questo scorcio temporale.
Non c’è soverchio bisogno di tecniche iniziatiche. Il Varco è accessibile attraverso il ricordo di antiche lontananze, un richiamo ancestrale, un flebile tremito che risveglierebbe la nostra particolarità genetica che ci immette nel senzatempo, perché siamo una dominante universale ed eterna.

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  • Redazione

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