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Il Tribunale Speciale dell’Europa ipocrita e impotente

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Tribunale Speciale dell'Europa

Peccato che tra gli ipocriti ci sia anche l’Italia

Trentasei Paesi (principalmente europei) più l’Unione Europea hanno aderito il 15 maggio alla risoluzione per istituire il Tribunale Speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, nell’ambito del Consiglio d’Europa.

La risoluzione è la dichiarazione di impotenza esiziale per quel che rimane della cedibilità dell’Unione Europea, ormai condannata all’ininfluenza, all’ipocrisia e a un delirio ideologico, in base al quale le vicende internazionali possono essere giudicate da un tribunale.

Norimberga, sia chiaro, fu una buffonata propagandistica, basta ricordare ‘Operazione Paperclip.

L’Affare Paperclip (o Operazione Paperclip) è stato un programma segreto dell’intelligence statunitense che, tra il 1945 e il 1959 (con attività simili fino al 1962), portò negli Stati Uniti oltre 1.600 scienziati, ingegneri e tecnici tedeschi (e le loro famiglie) dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa.

Tra questi Wernher von Braun, Direttore del centro di ricerca di Peenemünde, situato sull’isola di Usedom nel Mar Baltico, cuore del programma missilistico tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale e lager dove hanno perso la vita migliaia di deportati.

Alla fine della guerra, gli Alleati si resero conto del notevole vantaggio tecnologico accumulato dalla Germania nazista in campi come razzi, missili, aerodinamica, medicina aerospaziale, armi chimiche e biologiche.

Gli USA temevano che queste conoscenze potessero finire nelle mani dell’Unione Sovietica (che condusse un’operazione simile, la “Operazione Osoaviakhim”).

Il programma iniziò come Operation Overcast (luglio 1945), poi rinominato Paperclip (novembre 1945).

Se si spera in una nuova Norimberga si tifa per una nuova buffonata, ossia si è ipocriti.

Perché, ad esempio, non istituire un Tribunale Speciale (sempre all’Aja, si intende) sui laboratori gain of function presenti in Ucraina?

Tulsi Gabbard, come Direttrice dell’Intelligence Nazionale (DNI) degli USA, ha avviato, in questi giorni, un’indagine su oltre 120 laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti all’estero, inclusi più di 40 in Ucraina, con focus sul “gain-of-function” research. L’indagine avviene in seguito a un ordine esecutivo del Presidente Trump.

Gli USA al tempo dei Dem hanno investito circa 200 milioni di dollari dal 2005 in circa 46 strutture ucraine (laboratori, strutture sanitarie e siti diagnostici) nell’ambito del programma di riduzione delle minacce biologiche (Biological Threat Reduction Program).

La Gabbard ha criticato l’amministrazione Biden per aver mentito o minimizzato l’esistenza di questi laboratori e per aver minacciato chi ne parlava. Ha citato la pandemia COVID come esempio dei pericoli di tale ricerca.

Gli USA hanno confermato il finanziamento. Victoria Nuland ne ha parlato in audizione al Senato nel 2022.

Victoria Nuland, l’organizzatrice con George Soros della rivolta di Maidan nel 2014, ha testimoniato davanti al Senato USA l’8 marzo 2022 (udienza del Senate Foreign Relations Committee sull’invasione russa dell’Ucraina).

Durante l’audizione, il Senatore Marco Rubio (R-FL) le ha chiesto se l’Ucraina possedesse armi chimiche o biologiche. Nuland ha risposto confermando l’esistenza di strutture di ricerca biologica in Ucraina, esprimendo preoccupazione che le forze russe potessero impadronirsene.

Cosa ha detto esattamente Nuland (trascrizione dal video C-SPAN):

Ukraine has biological research facilities, which, in fact, we are now quite concerned Russian forces may be seeking to gain control of. So we are working with the Ukrainians on how they can prevent any of those research materials from falling into the hands of Russian forces should they approach.”

“L’Ucraina possiede strutture di ricerca biologica, che, di fatto, siamo ora piuttosto preoccupati che le forze russe possano cercare di controllare. Pertanto, stiamo collaborando con gli ucraini su come impedire che qualsiasi materiale di ricerca cada nelle mani delle forze russe qualora si avvicinassero”.

Perché non istituire un Tribunale Speciale per fare chiarezza sui laboratori gain of function, con relative possibili armi biologiche, in Ucraina, chiamando gli ucraini a darne conto?

Comunque sia, l’istituzione del nuovo Tribunale Speciale di Vattelapesca avviene mentre Stati Uniti, Cina e Russia predispongono la Nuova Yalta nella più totale indifferenza di quello che può pensare o dire il consesso degli europei, ormai autoconsegnatisi alla solitudine e all’isolamento.

La risoluzione, pura propaganda auto lesionista, è stata approvata durante la riunione dei Ministri degli Esteri a Chisinau (Moldavia).

Il tribunale avrà sede all’Aja (Paesi Bassiia) e si occuperà di processare i vertici russi (a partire da Putin) per il crimine di aggressione.

I firmatari della risoluzione sono:

Andorra, Austria, Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Moldavia, Monaco, Montenegro, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, San Marino, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina, Regno Unito. Due firmatari non europei sono Australia e il Costa Rica.

Gli Stati nel mondo sono 205, includendo entità con riconoscimento limitato o parziale (es. Taiwan, Kosovo, Abkhazia, ecc.), tra questi Cina, India, Stati Uniti.

La sceneggiata, che davvero supera i limiti del grottesco, avviene mentre l’Unione Europea si appresta a ricevere i Talebani, i quali, notoriamente, sono degli stinchi di santo ed esempi preclari di democrazia.

L’Unione Europea, infatti, sta organizzando un incontro tecnico a Bruxelles con rappresentanti dei Talebani (definiti “autorità di fatto” in Afghanistan) per discutere il rimpatrio di migranti afghani irregolari, in particolare quelli considerati una minaccia per la sicurezza.

La Commissione Europea ha inviato una lettera di invito ai Talebani, in collaborazione con il Ministero della Giustizia svedese, con l’obiettivo di facilitare i rimpatri di afghani che non hanno diritto di soggiorno nell’UE, in base a una richiesta di circa 20 Stati membri Schengen.

Ovviamente, c’era da aspettarselo, è la Germania a ospitare la più grande comunità afghana in Europa (oltre 400.000). La Germania è la destinazione principale per le richieste d’asilo afghane nell’UE e ora, con la crisi manifatturiera, non ha più bisogno di lavoratori a basso prezzo e, quindi, in buona compagnia con gli ipocriti europei li invia a casa, notoriamente “Paese sicuro”.

La notizia del rimpatrio degli afghani fa la pari con quella del rimpatrio dei siriani.

Nel marzo 2026, il cancelliere tedesco Friedrich Merz (CDU) ha annunciato, dopo l’incontro a Berlino con il presidente siriano di transizione Ahmed al-Sharaa (noto democratico che mai le corti dell’Aja si sognerebbero di convocare per i suoi crimini), l’obiettivo di far rientrare in Siria circa l’80% dei siriani presenti in Germania (tra 700.000 e 1 milione di persone) nei prossimi tre anni (entro il 2029).

La guerra civile in Siria è finita da oltre un anno (caduta di Assad nel dicembre 2024) e la situazione di sicurezza è considerata sufficientemente stabile per giustificare un rimpatrio su larga scala, soprattutto per ricostruire il Paese. Merz ha parlato di “partnership di migrazione circolare” (ritorno con possibili spostamenti futuri).

Dopo la stabilizzazione della Siria, molti Paesi europei (Germania in testa, ma anche Austria e Danimarca) stanno rivedendo le politiche di asilo.

“Arbeit macht frei”. Il lavoro rende liberi, soprattutto di andarsene quando non si serve più.

Questa la somma ipocrisia di un’Europa ormai ridotta a inscenare ridicole commedie.

L’iniziativa dell’istituzione del Tribunale Speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina è stata ritenuta necessaria perché la Corte penale internazionale non può perseguire il crimine di aggressione se attribuito a uno Stato che non la riconosce.

La Russia ha ritirato la firma dallo Statuto di Roma nel 2016 e può usare il suo veto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per bloccare qualsiasi modifica.

Il crimine di aggressione è un crimine che ricade su “una persona in grado di esercitare effettivamente il controllo o di dirigere l’azione politica o militare di uno Stato”.

In pratica, si tratterebbe della cosiddetta “troika” – il Presidente, il Primo Ministro e il Ministro degli Esteri – insieme ai Comandanti militari di alto livello che hanno supervisionato l’assalto alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina.

Ma è improbabile che verranno giudicati a breve. Presidente, Primo Ministro e Ministro degli Esteri, infatti, rimarranno immuni da processi in contumacia, cioè senza la presenza fisica dell’imputato, finché rimarranno in carica.

Il Pubblico Ministero potrebbe ancora presentare un’accusa contro Putin e il suo Ministro degli Esteri, Sergey Lavrov, ma il procedimento rimarrebbe sospeso fino a quando gli accusati non lasceranno i loro incarichi.

Per dirla in sintesi, siamo di fronte a una cialtronata propagandistica di pessimo livello.

Il processo in contumacia può essere condotto contro coloro che, al di fuori della troika, rientrano nell’ambito del crimine di aggressione, come Valery Gerasimov, il Capo dello Stato Maggiore delle Forze Armate russe; Sergey Kobylash, il Comandante dell’Aeronautica militare russa; e Sergei Shoigu, ex Ministro della Difesa e oggi Segretario del Consiglio di Sicurezza. Coloro che sono stati condannati in questo modo avranno il diritto a un nuovo processo se dovessero comparire di persona.

Vien da ridere. Lo vedete Gerasimov che si presenta in divisa in Olanda per essere processato da una corte messa assieme da un gruppo di disperati che, non avendo più alcuna credibilità, pensano di governare il mondo con i tribunali?

Potrebbero essere perseguiti anche ufficiali di alto livello della Bielorussia e della Corea del Nord, due Paesi che hanno assistito direttamente alla guerra russa. Il tribunale avrà il potere di imporre pene severe a coloro che saranno ritenuti colpevoli, tra cui l’ergastolo, la confisca delle proprietà personali e multe pecuniarie, che saranno destinate al fondo di compensazione per le vittime.

Ovviamente, le confische produrranno penalizzazioni di altro tipo, così come è stato per le inutili sanzioni.

Per avere un’idea del livello dobbiamo affidarci alla dichiarazione finale di Kja Kallas, purtroppo per noi tutti, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza: “Non ci sarà una pace giusta e duratura in Ucraina senza che la Russia e gli autori degli orribili crimini commessi contro il popolo ucraino ne rispondano. La Russia ha scelto di attaccare e invadere un Paese sovrano, uccidere il suo popolo, deportarne i bambini e rubargli la terra. La Russia deve affrontare la giustizia e pagare per ciò che ha fatto”.

Chiacchiere. Sì, utili solo ad ostacolare le iniziative di Trump e a dare man forte ai Dem in vista delle elezioni di medio termine.

A questo è ridotta l’Unione Europea. Peccato che tra gli ipocriti ci sia anche l’Italia.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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