di Bruno Chiavazzo
Quella che vedete qua sotto non è un “meme” ironico o una fake news, ma proprio la prima pagina del quotidiano Libero.
L’ha pensata il direttore Mario Sechi, già portavoce della Meloni, per omaggiare la sua dante causa. Sì perchè la Premier che anche se parla spesso di “orgoglio”, il senso del ridicolo lo ha.

E, infatti, dopo pochi mesi dalla nomina a capufficio stampa di Palazzo Chigi se ne è liberata, rifilandolo agli Angelucci, ras delle cliniche private romane, che avevano acquistato a prezzi di realizzo il giornale che aveva fatto fortuna con la gestione di Vittorio Feltri.
Antonio Angelucci, deputato eletto in quota Lega, ma ammanigliato a doppia mandata con l’entourage della Meloni e dei suoi parenti, non poteva dire di no e, obtorto collo, ha risolto il problema alla “uomo dell’anno” affidandogli la direzione del giornale.
L’adorante Sechi, sbertucciato da tutti, ha però trovato subito un altro “laudatores” come lui: e chi poteva essere se non il “ministro delle cerimonie”, Gennaro Sangiuliano, come l’ha soprannominato il governatore della Campania, Vincenzo De Luca.
“Giorgia Meloni si è certamente affermata sullo scenario internazionale e ha ridato prestigio alla nostra nazione, quindi è un titolo meritato”.
Questo culto della personalità sta diventando imbarazzante per la Meloni, essendo lei intelligente, non credo che apprezzi questi salamelecchi un tanto al chilo che, ogni giorno e a tutte le ore, i suoi aficionados, parenti e amici, sbavano dalle reti televisive e dai giornali.
Che i giornali e i media non siano proprio il “contropotere” all’autorità costituita è un dato di fatto da decenni, soprattutto in Italia, ma ai livelli di Sechi non si era giunti neanche ai tempi del Minculpop e della Buonanima tanto cara ai seguaci della Premier.
E’ lo “zeitgeist” (spirito del tempo tradotto dal tedesco per Mario Sechi), di questi anni più che bui, ridicoli, arlecchineschi, macchiettistici, in cui ci tocca vivere.
Buon Anno a tutti!




