
Maurizio Landini dovrebbe ringraziare Matteo Salvini per aver precettato i lavoratori dei trasporti pubblici.
Se lo sciopero di oggi andrà bene, il merito sarà di Maurizio Landini, se andrà male la colpa sarà del Garante e di Salvini, i quali hanno gettato al segretario della Cgil un salvagente, grande come un transatlantico, per favorire la sua migrazione verso la segretaria del Pd, alla quale, evidentemente aspira, anche grazie al fatto che quanto meno lui il colore ce l’ha: rosso vivo, mentre la segretaria Schlein ha bisogno dell’armocromista che l’ha gettata fuori pista.
Quello che, a dire il vero, fa un poco pena è il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri, il quale a Un giorno da pecora, su Radio 1, si è lamentato: “Se la prende solo con Landini e si dimentica di me – ha detto. Gli regalerò un modellino di cacciabombardiere, così si ricorderà anche di me”.
Il fatto è che se fai la ruota di scorta il tuo posto è nel baule e nessuno ti vede.
Siamo lontani mille anni luce da uomini come Alceste De Ambris.
La Uil ha avuto un suo primo inizio, subito travolto dagli eventi bellici, nel 1914 quando fu fondata da Filippo Corridoni, Cesare Rossi, Michele Bianchi, Alceste De Ambris ed Edmondo Rossoni, con l’intento di favorire l’unità sindacale.
I fondatori della Uil erano massoni ed è interessante notare come le linee ispiratrici della nuova organizzazione sindacale fossero quelle di una democrazia del lavoro che ritroveremo nella Carta del Carnaro, dovuta, per l’appunto, al massone Alceste De Ambris e promulgata l’8 settembre 1929 a Fiume. Carta che servirà, in seguito, come base per la formulazione della Costituzione della Repubblica Italiana.
A quel tempo la Uil aveva idee che hanno fatto la storia, oggi ha il profilo della ruota di scorta.
Il regalo, con buona pace di Bombardieri e dei suoi modellini, Salvini lo ha fatto a Landini, perché, tutto sommato, un Pd che passasse dalle mani della Schlein a quelle di Landini sarebbe una garanzia per il centro destra che continuerebbe a non avere rivali.
Di Bombardieri nessuno si interessa.





