Home Politica IL PROBLEMA DELL’EUROPA? IL POTERE BUROCRATICO E LA POCHEZZA DEI POLITICI

IL PROBLEMA DELL’EUROPA? IL POTERE BUROCRATICO E LA POCHEZZA DEI POLITICI

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Giulio Tremonti, presidente della commissione Affari Esteri e Comunitari e presidente Aspen Institute Italia, commentando l’elezione di Donald Trump ha affermato: “La prima presidenza di Trump è stata nuova nel senso della mano pubblica nell’economia. Questa è una presidenza che va oltre quel vecchio mondo, va fuori dalla globalizzazione. Il problema vero è che globalista è rimasta solo l’Europa che ha inventato 1,2 milioni di pagine di nuove regole. Il problema dell’Europa è l’Europa”.

La conseguenza di quanto afferma Tremonti è che l’Europa è prossima al suicidio.  

La baronessa von der Leyen ci annuncia, dal podio della Montagna Incantata, che l’Europa si suiciderà in nome della setta verde climatica, fatta di adepti di una nuova religione fatta per credenti da turlupinare con una propaganda corredata da censura, mentre dietro le quinte si annida il grumo di interessi di 30 mila funzionari di Bruxelles, contornati da un esercito di nani e ballerine che si definiscono lobbisti.

In decenni il grumo si è consolidato, si è reso praticamente capace di generazione ermafroditica e ha reso i politici di seconda serie, inviati dai vari Paesi nel Parlamento e nella Commissione,  a fare da portavoce del kombinat burocratico e dei suoi intrecci con multinazionali, finanza, interessi vari.

Ora Donald Trump, in un colpo solo, ha messo in crisi la censura, il cliamate change, la dittatura sanitaria, la religione green, sicuro anche del fatto che molti soggetti finanziari hanno girato le spalle al Green Deal e che fra poco scoppierà, come deve scoppiare, anche la bolla sanitaria pandemica, con tutte le porcherie ad essa annesse, interessi obliqui compresi.

Ad un potere burocratico abnorme, corrisponde una leadership politica debolissima, composta da una squadra di inetti, incapaci di andare oltre la visione ristretta del compitino che era stato loro assegnato e impossibilitati, dalla limitatezza della loro forza, a capire che il mondo è improvvisamente cambiato.

I politici sono morti che pensano di essere vivi e ballano la danza macabra.

I burocrati e la schiera dei clientes fanno resistenza, ben sapendo che tutto ciò che hanno pensato, costruito, strutturato, cadrà come un immenso cumulo di macerie.

La baronessa Ursula von der Leyen di questa inconsapevolezza è il tragico simbolo: una maschera grottesca di chi pensa di essere vivo ed è il capofila di un esercito di morti che pensano di essere vivi.

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  • Redazione

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