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Il Pirippidi e il paradosso dell’intolleranza di Popper

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Il Pirippidi e paradosso dell'intolleranza di Popper

A lezione di intolleranza fascista

«Oggi affronteremo il paradosso dell’intolleranza di Popper. Popper sostiene che una tolleranza illimitata porti alla scomparsa della tolleranza stessa».
«Cioè, prof.?».

«Se una società tollerante, tollera chi promuove l’intolleranza, i tolleranti verranno sopraffatti dagli intolleranti. Chiaro?».

«’nsomma…».

«Vi farò un esempio. Chi conoscete di estremamente intollerante?».

«I fascisti».

«E cosa vogliono i fascisti?».

«Il fascismo».

«E quindi?».

«E quindi bisogna combattere il fascismo sennò il fascismo vince».

«Come si combatte il fascismo?».

«Dando fuoco alle scuole e alle auto».

«Fare le manifestazioni propal».

«Girare le foto, hihihi».

«Scrivere sui muri».

«Rompere le vetrine».

«Je menamo».

«Gli immigrati».

«L’antifascismo».

«Je menamo».

«È esattamente questo ciò di cui stiamo parlando. Se non applicassimo tutto quello che avete elencato, il fascismo vincerebbe e noi non potremmo più fare come vogliamo. Questo sarebbe un attentato alle libertà democratiche progressiste e perciò dobbiamo rimanere vigili e resistenti».

«E se qualcuno ci dà degli intolleranti?».

«Je menamo».

«Dopo, prima gli rispondiamo che a essere intolleranti sono i fascisti, e siccome non siamo fascisti, è automatico che non possiamo essere intolleranti».

«E se ci sfottono dicendo che siamo ossessionati da chiunque non la pensi come noi e facciamo di tutto per tacitarlo, ci sentiamo i depositari della democrazia e ci siamo messi al servizio di una religione che è più intollerante dei klingon?».

«Gli rispondiamo che chi non la pensa come i klingon è sicuramente in errore, quindi fascista, perciò…».

«Je menamo?».

«Ovvio, ma solo se sono pensionati, ragazzini e almeno un terzo rispetto a noi, se ci menano loro è aggressione fascista e ci pensano i giudici a carcerarli tutti».

«E se un fascista dice una cosa che condivido?».

«O sei intollerante anche tu, quindi fascista, o sei solo scemo, quindi fascista».

«E se un fascista condivide una nostra opinione?».

«Quale opinione?».

«Prof., è un esempio».

«No, no, dimmi cosa condividerebbe un fascista con noi».

«Non è importante, è il ragion…».

«No, ormai lo hai detto, abbi il coraggio delle tue parole. Allora?».

«Prof., era per dire… non importa».

«Lo vedete? È impossibile condividere o essere condivisi dal fascismo. Non vi fate irretire dai sofismi intellettuali, dalla dialettica, dal confronto, dal rispetto. Voi siete antifascisti, esistete solo in virtù del fascismo. Sparito lui, sparite voi, ed è per questo che dovete sempre combatterlo. Popper ci ha messo in guardia: se tollereremo i fascisti, finiremo con la tirannia del pensiero unico fascista».

«È meglio il nostro, di pensiero unico?».

«Ovvio che sì».

«Perché?».

«Perché non è fascista».

«E come lo capiamo?».

«Cosa?».

«Come capiamo se un pensiero unico è il nostro o è fascista?».

«Il nostro è giusto, quello fascista è sbagliato. Ragazzi, se non vi mettete in testa di studiare, di aprire la mente, di diventare dei veri progressisti democratici intolleranti, basta un nulla che mi diventate fascisti».

«Prof., e se la paura del fascismo fosse essa stessa il fascismo?».

«Impossibile».

«Perché?».

«Perché cosa?».

«Perché è impossibile?».
«È impossibile perché… com’è che hai detto?».

«Ho detto che… non importa».

«Per oggi finiamo qui, vi vedo provati. Mi raccomando, rimanete con la guardia alzata; il fascismo è subdolo, fa credere di non esistere e invece esiste eccome. Per domani bruciate altre scuole, menate a quanta più gente potete, scrivete le frasi progressiste sui muri e sfasciate le vetrine dei negozi. I fascisti devono sapere che Popper ce l’aveva con loro, quando ha scritto il paradosso di Popper, e che noi siamo i tolleranti che devono fermare gli intolleranti anche a costo di distruggere tutto perché sennò la tolleranz…».

«Non credo gli interessi, prof.».

«A chi?».

«Ai fascisti».

«Interessi cosa?».

«Tutto questo».

«Tutto questo cosa?».

«Non importa…».

Autore

  • Nikolàj L'vovič Tuzenbach

    Nikolàj L'vovič Tuzenbach, Cronache dal Kali Yuga è un progetto di fiction social. Su vita, universo e tutto quanto...

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