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IL PIANO MATTEI PARTE DALL’EGITTO

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E’ fuori dubbio che va aggiornata la strategia del governo italiano nel darsi una politica di autorevolezza nei paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo.

Già nel passato Enrico Mattei si dedicò con successo, attraverso l’Eni, ad elaborare proposte di equità che superassero le politiche avventurose di un colonialismo di rapina come quelle inglesi e di altre nazioni europee, Francia inclusa .

Quella fondamentale impostazione, centrata su solide fondamenta di lealtà reciproca – fatte alcune eccezioni da parte di immobiliaristi italiani colonialisti d’assalto – alla prova dei fatti, vedi la collaborazione con la stessa Eni , ha retto e preservato il buon nome dell’Italia .

In un contesto europeo di rinnovamento è più che opportuno che il Governo segni un cambio di passo proprio nei paesi come l’Egitto, dando precise priorità di obbiettivi: strada principale che deve dare il segno tangibile su questioni rilevanti, come quelle del gas , della gestione rilevante del governo dell’acqua (fonte di sviluppo fondamentale di una pianificazione agricola) ,ma anche su un piano di un progetto sulle iniziative spaziali, che si configurano come strumento sinergico per garantire credibilità a strategie che garantiscono una presenza propositiva da protagonisti sul mercato delle materie prime, oggi questione centrale collegata per tutti ad obbiettivi di sviluppo duraturo .

Speculatori e improvvidi finanzieri d’assalto – come sta avvenendo in alcuni casi anche nel Sinai egiziano – è pertanto bene che stiano preventivamente alla larga da impostazioni di tipo coloniale, perché una tale impostazione non può essere interpretata come lo specchietto delle allodole cui attrarre avventurieri e ingenui e sprovveduti investitori .

C’è una priorità fondamentale da rispettare in quei paesi come l’Egitto, dove si attua un piano dal valore geopolitico significativo: la tutela dell’ambiente e regole trasparenti, fuori dalla portata del clientelismo utile solo ad opportunisti di giornata di ogni natura e specie .

Oggi c’è da domandarsi quali alleanze politiche si devono produrre all’interno dell’Europa per un governo, come quello italiano, che abbia come priorità questa strategia .

Deve esserci una reciproca consapevolezza fra partner del valore politico simbolico di significato che può servire come modello anche per altri paesi africani.

Il passo verso l’Egitto con queste credenziali non può essere giocato con la bussola madre della finanza e la bussola di tutti i colonialismi in Africa e non solo in Africa .

A cosa servono i commissari Europei che seguono esclusivamente la volontà e le priorità di una cerchia ristretta del mondo speculativo della finanza ?

Basterebbe guardare in profondità l’imbarazzante andamento delle valutazioni impazzite delle materie prime di questi tempi, dove ispira un vento velenoso di guerra anche in Europa , per capire la stupidità di questi ambigui ottimati che straparlano di boicottaggio in un mondo che da sempre si basa sul mercato delle triangolazioni.

Lo schema proposto nel rapporto governo Italiano e governo Egiziano è una grande opportunità che va colta da ambo le parti come un segno di geopolitica propositiva e un piccolo o grande contributo verso la distensione, condizione per uno sviluppo equilibrato nel segno di una politica reale e di leale collaborazione .

E si potrebbe continuare su molti versanti per capire che è in gioco il principio della trasparenza dei ruoli istituzionali e delle responsabilità basate su un criterio universale di democrazia e partecipazione .

La cultura del piano di Enrico Mattei come progetto propositivo può dare linfa a nuove regole paritarie e sviluppare opportunità molto significative, specialmente nei paesi più bisognosi e che hanno nel sottosuolo materie prime strategiche .

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

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