
di Marforius
La cronaca di questi giorni narra, fra le tante cose, che il passeggero di uno scooter rubato, a causa di un incidente, forse causato anche da una guida spericolata, ha subito a causa di detto incidente l’amputazione di un piede.
Fin qui tutto normale (si fa per dire), considerato l’andazzo generale che ci porta a pensare che la cosa rientra nello standard al quale siamo purtroppo abituati.
Ma in questo caso la realtà ha superato la più fervida fantasia, in quanto, per la lesione permanente subita, il cennato passeggero ha chiesto i danni al conducente del veicolo, cosa normale, ma addirittura al proprietario del motoveicolo, alla compagnia che aveva assicurato lo scooter e al Fondo di Garanzia Vittime della Strada, chiedendo 430mila euro, motivando il tutto come segue: il proprietario del motoveicolo non aveva protetto in modo diligente il suo mezzo, favorendone così il furto.
Il giudice ha giustamente respinto la richiesta ed ha condannato l’istante a pagare le spese processuali, sostenute dai convenuti.
Non siamo su scherzi a parte, quanto descritto è accaduto sul serio.
La cosa potrebbe essere commentata con un sorriso o una battuta più o meno riuscita. Ma a ben pensare la cosa appare di una gravità inaudita.
In un Paese normale questo signore mai e poi mai avrebbe chiesto un risarcimento, peraltro sarebbe stato arrestato probabilmente per complicità nel furto dello scooter.
Ma nel paese alla rovescia, visto che i furbi spesso la fanno franca e che un peloso buonismo ha spostato sempre più i limiti e criteri adottati nei contesti giuridici, a favore dei furbacchioni ovviamente, a questo signore è parso naturale cercare pure di guadagnarci sopra, cercando nei fatti di taglieggiare il povero malcapitato che ha addirittura subito un furto.
Questo significa che è sempre più tenue il nesso tra diritto naturale e diritto positivo. Senza entrare in disquisizioni che attengono alla filosofia del diritto, appare evidente che spesso si vogliono imporre per legge, o peggio ancora in base a cervellotiche interpretazioni, logiche innaturali. Basti pensare alla legittima difesa, che spesso vede penalmente soccombente il malcapitato che si difende. Per non parlare di coloro che trovano la loro casa occupata e che in presenza di una palese flagranza di reato, debbono aspettare tempi biblici per riavere la loro abitazione.
E’ ovvio allora che i soliti furbacchioni di fronte a tutto ciò “applicano la legge” sapendo che alla fine la faranno franca, o quanto meno saranno condannati dopo anni e anni, oppure sperano in interpretazioni fantasiose, che in questo caso non ci sono giustamente state.
Una situazione del genere non è una sciocchezza, è un indice di degrado e della decrescente capacità della società a garantire i diritti delle persone per bene.
Poi cosa aspettiamo a punire seriamente le azioni temerarie, addebitando anche il costo dei processi e i danni morali e materiali, (al di là delle spese legali) che soggetti palesemente innocenti subiscono?
Purtroppo come non pensare che non è giustizia quella che attribuisce responsabilità a un derubato, nel caso non abbia ben chiuso un mezzo di trasporto. Arriveremo anche ad accusare chi tiene le finestre di casa aperte o peggio ancora la chiave nella serratura. Poi discuteremo anche se le inferriate sono adeguate e perché si detiene qualche valore in casa.
Amen awomen


Marforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.


