Il potere mediatico di distruggere una parte politica
C’è un grande equivoco in Italia, i giornalisti, soprattutto quelli di inchiesta, sostengono di essere un argine al potere politico, al Governo, cani da guardia della democrazia.
E questa è una balla gigantesca.
Partiamo da qui.
Dov’è il potere vero in Italia?
Sono il potere i governi che si vedono disapplicate le leggi dai magistrati?
Sono il potere le decine di presidenti di regione inquisiti e/o arrestati e poi assolti?
Sono il potere le centinaia, migliaia, di amministratori locali e imprenditori, inquisiti e/o arrestati e poi assolti con le aziende intanto andate in fumo?
Sono il potere le migliaia di dirigenti pubblici che non firmano nulla per paura delle Procure?
A Milano, tanto per fare un esempio a sinistra, il potere è il Comune, le grandi imprese, dell’immobiliare e della moda o un singolo PM che decide di metterle sotto inchiesta?
Bisogna rispondere a queste domande per decidere dove sta il potere.
E bisogna rispondere anche a un’altra domanda: il giornalismo di inchiesta e il giornalismo in generale, quello dei talk e degli opinionisti a contratto qua e là, quante inchieste hanno fatto contro un magistrato, dico uno, uno solo, che ha condotto queste inchieste poi andate in fumo?
Inchieste per le quali sono state chiuse aziende, licenziati i lavoratori, decapitate intere Giunte elette nei Comuni e nelle Regioni.
Quante inchieste?
Quante inchieste di Report, di Formigli, di Floris, di Gruber, di Berlinguer, di Labate… quante?
E quindi di che minchia di giornalismo di inchiesta parliamo?
Tutte queste vedove e questi vedovi di Ranucci e di Report alla Ranucci, cosa hanno perso, cosa piangono?
Piangono per la perdita di un servitore del potere reale.
Un servitore che voleva diventare principe, grazie a Lavitola, che attovagliava famosi combattenti contro il potere, da Mieli al direttore di Repubblica.
Ma di che parliamo? Di cosa parlate?
E cosa piange la sinistra tutta? Anche di fronte a uno che usava il suo potere per le stagiste in camera e le giornaliste a cena.
Cioè, dal Me Too al To me, vieni a me. Vieni.
Report era un luogo del linciaggio. Punto. A senso unico. Punto.
Ma di che parliamo, di cosa?
Era un luogo di giornalismo fazioso, di parte, creatore di mostri, attraverso linee che univano puntini e storie improbabili o false, come nel caso di Nordio in casa della Minetti. Falso.
Vedovi e vedove varie, un po’ di pudore.
Un po’ dai.





