
In questi giorni che precedono l’elezione del nuovo papa si sprecano i commenti improntati a sorpresa per le invasioni di campo della politica.
Un rapido ripasso della storia dovrebbe calmare gli animi e rendere giustizia ad un metodo che, al di là dell’intervento dello Spirito Santo, caro ai credenti, fa capire che la politica, la geopolitica, gli interessi degli Stati entrano da sempre nella Cappella Sistina.
Un tempo non lontano entravano addirittura per diritto, ora entrano comunque, in forma meno diretta, ma non meno significativa.
Lo ius exclusivae (o ius exclusive in alcune grafie) è un termine giuridico latino che si traduce letteralmente come “diritto di esclusione”. Nella storia, si riferisce a un privilegio o facoltà riconosciuta a determinate autorità, in particolare nel contesto della Chiesa cattolica, di escludere o sottoporre a veto un candidato ritenuto non idoneo durante un’elezione, soprattutto in un Conclave.
Lo ius exclusivae era un diritto esercitato principalmente da alcune potenze cattoliche europee (come Spagna, Francia e Austria) tra il XVI e il XX secolo. Queste nazioni, attraverso i loro cardinali o rappresentanti, potevano esprimere un veto formale contro un candidato papale considerato contrario ai loro interessi politici o religiosi. Tale diritto non era codificato nel diritto canonico, ma era una consuetudine accettata, derivante dall’influenza politica di queste potenze sulla Chiesa.
Un esempio celebre è l’uso dello ius exclusivae da parte dell’Austria nel conclave del 1903, quando l’imperatore Francesco Giuseppe, tramite il cardinale Jan Puzyna de Kosielsko, oppose il veto all’elezione del cardinale Mariano Rampolla. Questo portò all’elezione di Giuseppe Sarto, che divenne Papa Pio X.
In seguito, Pio X abolì formalmente questa pratica con la costituzione apostolica Commissum Nobis (1904), dichiarando che qualsiasi cardinale che avesse comunicato un veto sarebbe stato scomunicato.
Mariano Rampolla del Tindaro era un nobile siciliano il quale ebbe una carriera strepitosa, ricoprì numerose cariche importanti, fu segretario di Stato per Leone XIII e nel 1887 divenne cardinale col titolo di Santa Cecilia.
Nel 1903 fu ad un passo dal divenire Papa, era il preferito, forse il migliore, quasi tutti i cardinali non avevano dubbi, eppure…non ci riuscì. All’epoca era ancora valido lo ius exclusive, cioè la possibilità per i re di Francia, di Spagna e per l’Imperatore d’Austria di porre il veto su un candidato al soglio pontificio e così avvenne.
Il cardinale di Cracovia al momento della scelta si alzò in piedi e fece presente che a Francesco Giuseppe non garbava il cardinal Rampolla, che aveva tentato di negare una sepoltura cristiana al figlio suicida dell’imperatore e quindi da quel Conclave uscì papa Pio X.
In un articolo di don Francesco Ricossa sulla rivista Sodalitium (Anno XXIII n. 1 – febbraio 2007), esce, tuttavia, un’altra possibile versione dell’esclusione del cardinale siciliano dal soglio pontificio.
Don Francesco Ricossa cita il libro L’Eglise eclipsée? (Delacroix, 1997, seconda edizione), opera collettiva de Les amis du Christ-Roi, secondo il quale aveva fondato in Vaticano una retro loggia e durante le sue vacanze in Svizzera si recava di “sabato in una retro-loggia presso l’abbazia di Einsiedlen e ogni quindici giorni nella Loggia di Zurigo”, la quale faceva parte dell’O.T.O., l’Ordo templi orientis di cui, in effetti, Rampolla era membro”.

Sempre citando L’Eglise eclipsée? (Delacroix, 1997, seconda edizione), don Francesco Ricossa ricorda che “non è senza interesse sapere che l’Ordo templi orientis fu fondato da Aleister Crowley” e che “ Monsignor Jouin, fondatore e direttore della Revue Internationale des Societés Secretès (R.I.S.S.), avendo le prove dell’affiliazione del cardinal Rampolla, incaricò il suo capo redattore, il marchese della Franquerie, di mostrarle ai cardinali ed ai vescovi di Francia”.
Ovviamente, nell’articolo, che si può leggere per intero scaricandolo al link: https://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/60.pdf
ci si riferisce all’Ordo templi orientis come ad un’organizzazione massonica, creando, come al solito una confusione che la Massoneria dovrebbe finalmente chiarire, essendo l’O.T.O. un’organizzazione che nulla ha a che fare con la tradizione massonica vera e propria.
Rimane il fatto, non secondario, che le frequentazioni dell’O.T.O. svizzera del cardinale, sempre che sia vero quanto asserito dai testi citati, erano in un luogo assai vicino a Stein, sede di un importante nucleo dell’Ordo templi orientis.

L’Ordo Templi Orientis (O.T.O.) (Ordine del Tempio d’Oriente) è un’organizzazione religiosa iniziatica internazionale fondata tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo da Aleister Crowley e comprende la Ecclesia Gnostica Catholica, che è la ramificazione ecclesiastica dell’Ordine stesso. Il suo rito centrale e pubblico è chiamato Liber XV o Messa Gnostica.
Come si può ben vedere, oltre alle esclusioni per motivi politici, potrebbero, se quanto asseriscono libri e riviste in merito, entrare in Conclave anche esclusioni dovute a ben altri motivi.





