
In una dichiarazione unica siglata a margine del Med9, Italia, Francia e Spagna, esprimono condanna e “indignazione”, per gli attacchi dell’Idf a Unifil, sottolineando che “costituiscono una grave violazione degli obblighi di Israele ai sensi della risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu 1701 e del diritto internazionale umanitario. Questi attacchi sono ingiustificabili e dovranno finire immediatamente”.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato a sua volta: “Se in futuro ci sarà la possibilità per Unifil di rispondere al fuoco? E’ una delle domande che ho fatto ai miei colleghi e omologhi israeliani, ambasciatore e ministro della Difesa. Cosa succede la prossima volta. Dobbiamo rispondere?”.
Domanda fuori tempo massimo. L’Unifil ha risposto quando Hezbollah ha occupato territori che l’Onu aveva detto che dovevano essere demilitarizzati?
Con la Risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha previsto il potenziamento del contingente militare di UNIFIL con lo scopo, tra gli altri, di prevenire la ripresa delle ostilità, mantenendo tra la Blue Line (il confine tra Libano e Israele) e il fiume Litani (il confine naturale tra il sud del Libano e il resto del Paese) un’area cuscinetto libera da personale armato, assetti ed armamenti che non siano quelli del Governo libanese e di UNIFIL.
Quante volte hanno sparato i militari di Unifil ai terroristi di Hezbollah che impunemente hanno trasportato armi, hanno installato postazioni, hanno scavato tunnel sotto il confine con Israele? Quante volte hanno impedito ai proxy di Teheran di far diventare la zona cuscinetto affidata all’Onu una base dei terroristi di Hebollah?
Sono queste le domande che vanno fatte a Crosetto e ai tre moschettieri mediterranei dell’Onu.
Israele, in un comunicato stampa della sua Ambasciata in Italia, “apprezza gli sforzi dell’Italia per prevenire l’escalation nelle nostre aree e il suo contributo all’UNIFIL”. Tuttavia, come si legge, lo Stato ebraico è “costretto a rispondere” agli attacchi di Hezbollah. “Purtroppo l’organizzazione terroristica Hezbollah ha installato indisturbata le sue capacità militari vicino alle basi UNIFIL. Da tempo Hezbollah attacca Israele operando nei pressi di queste basi, sparando sul territorio israeliano e scavando tunnel nelle vicinanze delle suddette basi per trascinare Israele in qualche provocazione”.
Perché Unifil ha consentito a Hezbollah di mettere proprie basi nei pressi della basi Onu?
Questa la domanda da fare a Crosetto e ai tre moschettieri dell’Ue.
“Israele – spiega ancora la nota dell’ambasciata – è costretto a rispondere a questi attacchi, per proteggere le proprie forze e l’incolumità dei propri cittadini”.
Nel comunicato dell’Ambasciata, “Israele ribadisce che non è interessato a un’escalation in Libano, ma è tenuto a proteggere i propri cittadini in conformità con il diritto internazionale. Come promesso, Israele ha aperto un’indagine sugli ultimi casi e trasmetterà i risultati in maniera trasparente alla controparte in Italia. A questo proposito, l’attaché militare israeliano incontrerà i vertici dell’esercito italiano, per illustrare i dettagli dell’indagine. Israele agisce in modo trasparente e in stretta collaborazione con l’Italia e con le forze UNIFIL che operano sul campo, e si rammarica per qualsiasi danno alle Nazioni Unite e alle forze non coinvolte”.
“La comunità internazionale – conclude la nota – deve esigere il disarmo e il ritiro delle forze di Hezbollah in conformità con la risoluzione Onu 1701”.
Altra domanda a Crosetto e ai tre moschettieri dell’Ue: è in grado Unifil di disarmare Hezbollah, come è suo compito, in base alla Risoluzione 1701 dell’11 agosto 2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite? Compito che è chiaro: mantenere tra la Blue Line (il confine tra Libano e Israele) e il fiume Litani (il confine naturale tra il sud del Libano e il resto del Paese) un’area cuscinetto libera da personale armato, assetti ed armamenti che non siano quelli del Governo libanese e di UNIFIL. Hezbollah non è il governo libanese, questo è assolutamente chiaro.
La domanda retorica, rivolta a Israele, che ha posto Crosetto: Cosa faremo? Risponderemo? Il ministro della Difesa italiano la dovrebbe fare a Hezbollah. Cosa faremo se non ve ne andate dalla zona smilitarizzata? Risponderemo?
La risposta è semplice. Il 18 anni Unifil si è lasciata costruire, sotto il naso, una base militare di Hezbollah enorme senza dire e fare nulla.
Questa è la questione che i tre moschettieri dovrebbero porre.
Un’analisi dettagliata della situazione, in tutti i suoi risvolti, è stata condotta da Debuglies, secondo il cui rapporto, “in molti casi, Hezbollah opera liberamente in aree in cui le LAF (Forse armate libanesi, ndr) e l’UNIFIL conducono pattugliamenti , spesso allestendo postazioni militari o lanciando razzi vicino alle basi dell’UNIFIL. L’incapacità delle LAF di frenare le attività di Hezbollah, in particolare vicino alla Blue Line, ha spesso reso l’UNIFIL inefficace nell’implementare pienamente il suo mandato di mantenere la pace e la sicurezza”.
“UNIFIL – scrive Debuglies – ha il compito di assistere le LAF nel ripristino dell’autorità nel Libano meridionale, ma è in difficoltà a causa del controllo di Hezbollah e della riluttanza o incapacità delle LAF di confrontarsi direttamente con Hezbollah. Questa relazione indiretta ha un impatto sull’efficacia operativa di UNIFIL e sulla più ampia stabilità regionale”.
“Una delle sfide più significative che l’UNIFIL deve affrontare – continua Debuglies – è la continua espansione militare di Hezbollah in violazione della Risoluzione 1701. Nonostante gli sforzi internazionali per ridurre la sua presenza militare, si ritiene ampiamente che Hezbollah abbia riarmato e ampliato le sue capacità dal conflitto del 2006. Vari rapporti di intelligence suggeriscono che Hezbollah ora possiede un arsenale di oltre 130.000 razzi e missili , significativamente più di quanto ne avesse durante la guerra del 2006. Queste armi includono razzi Katyusha a corto raggio , missili Fajr-5 a medio raggio e missili a lungo raggio in grado di raggiungere in profondità il territorio israeliano, tra cui Tel Aviv. Si ritiene che l’arsenale di Hezbollah sia fornito in gran parte dall’Iran, trasportato attraverso la Siria e immagazzinato in bunker sotterranei sparsi nel Libano meridionale. Questi bunker e reti di tunnel sono diventati una caratteristica distintiva della strategia militare di Hezbollah. L’intelligence israeliana stima che molti di questi tunnel si trovino vicino alla Blue Line , progettati per consentire ai combattenti di Hezbollah di lanciare attacchi contro le forze israeliane rimanendo nascosti alla sorveglianza aerea. Nonostante gli sforzi dell’UNIFIL per monitorare la regione, queste reti sotterranee si sono rivelate un punto cieco significativo nelle capacità di sorveglianza della missione”.
Chi avesse voglia e tempo di approfondire può leggere l’intero rapporto Debuglies al link:
https://debuglies.com/2024/10/11/report-esclusivo-il-ruolo-dellunifil-nel-libano-meridionale-unanalisi-completa-delle-sue-operazioni-e-delle-relazioni-con-hezbollah-che-ha-lanciato-finora-16-000-razzi-con/
Informarsi sui reali motivi per i quali si è arrivati alla situazione attuale non solo è possibile, ma è un dovere per ogni cittadino che non intenda mettere la testa nel sacco.





