AVS boicotta i prodotti israeliani nelle farmacie comunali di Sesto Fiorentino
AVS, il partito di Nicola Fratoianni e di quella miserabile compagnia che crede di essere entrata nella grande politica agitando manifesti e distribuendo patenti morali, ha trovato un altro modo per esibirsi: boicottare i prodotti israeliani nelle farmacie comunali di Sesto Fiorentino.
Io sono farmacista e so che cosa rappresenta una farmacia. È un presidio sanitario, non la sezione politica di AVS.
Farmaci, dispositivi e prodotti per la salute devono essere scelti in base alla qualità, alla sicurezza, all’efficacia e alle necessità delle persone, non alla nazionalità indicata sull’etichetta.
Ma qui il boicottaggio è soprattutto uno stampo identificativo: serve ad AVS per dichiarare pubblicamente la propria appartenenza ideologica.
Non avendo una politica credibile, questi signori hanno bisogno di un nemico permanente.
E il nemico scelto è sempre Israele.
Non boicottano un singolo provvedimento del governo israeliano: mettono all’indice “i prodotti israeliani”. Colpiscono indiscriminatamente aziende, ricercatori, lavoratori e cittadini.
E quando uno Stato ebraico viene trattato come una contaminazione da eliminare dagli scaffali, l’ostilità politica scivola pericolosamente nella stigmatizzazione collettiva degli israeliani e, inevitabilmente, degli ebrei.
Vorrei poi vedere fino a che punto intendano spingere la loro pagliacciata.
Vogliono rinunciare soltanto ai farmaci israeliani oppure anche alle tecnologie, ai brevetti, ai dispositivi medici, alla ricerca scientifica, all’informatica, alla cybersecurity, all’ingegneria, all’agricoltura e alle innovazioni nate in Israele e integrate nei prodotti che utilizziamo ogni giorno?
Vogliono controllare anche l’origine dei componenti, dei capitali, delle conoscenze e delle scoperte scientifiche?
Il mondo della ricerca e della produzione è interconnesso. La scienza non possiede la purezza nazionale immaginata dai boicottatori.
Anche mentre proclamano il loro rifiuto di Israele, questi pagliacci probabilmente continuano a utilizzare strumenti, servizi e tecnologie che devono qualcosa all’intelligenza e al lavoro israeliani.
Questo manifesto non aiuta un solo palestinese, non avvicina la pace e non risolve nulla. Serve esclusivamente a esibire l’odio per Israele come certificato di appartenenza alla loro sinistra.
Ed eccolo, il famoso campo largo della Schlein: una baracca elettorale nella quale riformisti immaginari, Cinque Stelle, massimalisti e boicottatori fingono di appartenere allo stesso progetto.
Un circo tenuto insieme non da una visione politica, ma dal bisogno di conquistare il potere e dall’avversione verso gli stessi bersagli.
Al centro della pista, Fratoianni e AVS.
Con il loro manifesto, la loro presunzione morale e l’ennesima miserabile esibizione contro Israele.





