L’Essere è un mistero che continua
La teoria delle cause di Aristotele è fondata sul mistero che precede (causa iniziale) e a cui fa ritorno (causa finale) ogni discorso.
Siffatta concezione costituisce il fondamento anche dell’Essere di Parmenide.
La ‘Generazione X’ (1965 – 1980), dice Paolo Benanti, ha davvero inteso revocare questo, che è ciò che chiamiamo verità, ed è oggetto della metafisica, con un sistema artificiale e virtuale ricorsivo, capace cioè di escludere la dimensione del mistero e, quindi, la metafisica, da ogni tipo di discorso e, in fine, revocare il dubbio (scetticismo filosofico) in certezza (dogma scientifico).
Allorquando il fisico Carlo Rovelli conclude dicendo che non esistono cose sostanziali ma solo relazioni quantistiche, egli stesso nell’ambito dello sviluppo dell’attuale discorso scientifico non revoca e non può revocare il dubbio in certezza.
Del resto, già Einstein aveva affermato: “se è certo, non è fisica. Se è fisica, non è certo”.
Il pensiero di Parmenide è pertanto un pensiero metafisico, come dice lo stesso Giorgio de Santillana, suggerendo di “trattare ovunque la parola ‘Essere’ come termine indefinito, sostituendola in tutto il testo con x (…) Visto da (qui) il mondo della fisica, ciò che ‘ha luogo’ nel continuo, riceve la propria giustificazione metafisica”.
L’Essere è un mistero che continua.
La storia continua. Tutt’altro che “la fine della storia e l’ultimo uomo” della generazione “sessantottina”.


Angelo Giubileo, filosofo, giurista, giornalista e scrittore. Si è occupato e si occupa principalmente della divulgazione e comprensione del pensiero di Parmenide.


