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I COMPLESSI DI “STO-COLMA”

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C’è la sindrome di Stoccolma e ci sono i complessi di “Sto-colma”.

Nel primo caso, la sindrome di Stoccolma è un particolare stato psicologico che può interessare le vittime di un sequestro, le quali, in maniera apparentemente paradossale, cominciano a nutrire sentimenti positivi verso il proprio sequestratore. Sentimenti che possono andare dalla solidarietà all’innamoramento.

Soffermiamoci, per ora, sulla sindrome.

Nel 1992 l’operazione Mani Pulite ha messo fuori gioco la Prima Repubblica e i suoi partiti, salvando la sinistra democristiana e gli ex comunisti.

Il Partito comunista italiano si era sciolto il 3 febbraio 1991 durante il XX Congresso Nazionale, quando la maggioranza dei delegati approvarono la svolta della Bolognina del segretario Achille Occhetto (succeduto tre anni prima ad Alessandro Natta). Contestualmente si costituì il Partito Democratico della Sinistra (PDS).

Per vedere la fine della Dc bisogna aspettare il 18 gennaio 1994, con l’esodo degli ex Dc nel Partito Popolare Italiano (in maggioranza) e nel Centro Cristiano Democratico (in minoranza).

Nel corso degli anni in cui Massimo D’Alema è stato segretario nazionale del Partito Democratico della Sinistra (dal 1994 al 1998) e dei Democratici di Sinistra (dal 2000 al 2007), gli ex comunisti sono stati sequestrati dalla sinistra democristiana e, colti dalla sindrome di Stoccolma, hanno sviluppato un sentimento di solidarietà che si è successivamente consolidato nella creazione di un blocco di potere che è stato definito la Ditta.  

Il simbolo della sindrome di Stoccolma in politica è stato l’Ulivo, cartello elettorale prima e formazione politica poi, fondato da Romano Prodi (sinistra democristiana) e da Massimo D’Alema. Siamo nel 1995.

Nel frattempo Mani Pulite ha mandato al macero i partiti della Prima Repubblica e sul Britannia si è deciso di svendere i gioielli di famiglia del Bel Paese, a cominciare dal’Iri, al tempo guidato da Romano Prodi.

La solidarietà tra ex comunisti e democristiani di sinistra ha trovato espressione anche nei due governi D’Alema-Mattarella, l’uno di seguito all’altro, dal 1998 al 2000, dove gli ex comunisti hanno vissuto un’altra sindrome di Stoccolma, quella nei confronti della Nato. In questo caso non c’è stata solo solidarietà, ma innamoramento, a tal punto da andare, proprio con il Governo D’Alema in carica e Sergio Mattarella ministro della Difesa, a bombardare il Kossovo con proiettili ad uranio impoverito, in una guerra Nato senza copertura dell’Onu e senza che il Parlamento avesse potuto prendere atto che l’Italia era di fatto in guerra.

Catturati dalla sinistra Dc e dalla Nato, gli ex comunisti della Ditta, sono entrati pienamente in quella che negli anni successivi è stata l’occupazione dello Stato nei suoi gangli più sensibili, in base ad una logica di porte girevoli e di totale occupazione del potere.

Come ho scritto ieri, qualsiasi Pinocchio si sia messo di traverso è stato trattato da burattino e condotto nel Paese dei Balocchi per diventare somaro.

Delle porte girevoli della magistratura è testimone Luca Palamara, il quale nel suo libro, scritto con Alessandro Sallusti, “Il Sistema”, ha messo a fuoco il problema delle correnti dei magistrati e dei rapporti degli stessi con la politica.

E qui arriviamo ai complessi.

In primo luogo c’è il complesso industrial-militare che vede, ora, con lo scandalo Colombiagate, proprio Massimo D’Alema nel mirino della giustizia. In questo caso, importanti asset industriali del comparto militare hanno, secondo i documenti emersi, trasferito notizie secretate o comunque riservate a un gruppo che faceva riferimento a D’Alema per fare affari nel campo delle forniture militari.

Il complesso industrial-militare italiano, in buona sostanza, sarebbe stato messo a disposizione di privati, per affari privati, violando tutti i criteri che riguardano il commercio degli armamenti.

In secondo luogo c’è il complesso industrial-farmaceutico, dove ancora una volta la Ditta è stata presente a livello ministeriale e, soprattutto, in tutti i gangli del ministero della Salute e dei vari enti ad esso riferentisi, soprattutto nel periodo della pandemia, con il ministro Roberto Speranza, guarda caso segretario del partito di D’Alema. In questo periodo sono venuti allo scoperto business che sono sotto le lenti della magistratura e, soprattutto, è venuta alla luce la questione dei vaccini: un business colossale sul quale ancora oggi la nebbia è fitta, anche per i silenzi della signora Von der Leyen.

In terzo luogo, c’è il complesso industrial-green climatico, che ha visto l’alleanza sinistra dc-ex comunisti sostenere tutta la linea folle dell’Unione Europea. Linea che ora sta crollando miseramente.

Il complesso assolutamente più pericoloso è stato quello della psycological operation messa in atto durante la pandemia dal governo giallo-rosso, per limitare le libertà fondamentali. Complesso che perdura da parte dell’alleanza tra sinistra Dc e ex comunisti della Ditta anche in merito all’ideologia woke, altra iniezione di illiberale tentativo di conculcare le libertà e di limitare la democrazia. Ne è testimonianza la reazione al libro del generale Vannacci, con la segretaria del Pd, Elly Schlein che ha dichiarato che “non tutte le opinioni sono garantite dalla Costituzione”.

L’art.21 della Costituzione afferma: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Se nel manifestare il proprio pensiero una persona commette un reato, sarà la magistratura ad occuparsene, non sicuramente il Ministero del Pensiero Unico Politicamente Corretto, retto permanentemente dalla sinistra radical chic, che si arroga il diritto di scegliere cosa si può dire e cosa non si può dire. La logica della censura apparteneva al sant’Uffizio e all’Indice ed è entrata nelle corde della sinistra orwelliana.

E qui arriviamo al titolo: “I complessi di Sto-colma”.

Chi è Sto-colma?

E’ la Misura, che dice a chiare lettere di essere colma, perché ormai i complessi in funzione da quando gli ex comunisti, catturati dalla sinistra Dc, a causa della sindrome di Stoccolma, hanno costituito un blocco di potere onnipervasivo, sono usciti completamente allo scoperto e con i loro protagonisti e la protervia degli stessi.

La Misura dice a gran voce: “Sto colma” e lo dice a nome di quel popolo che sarà anche bue, come qualcuno pensa e sostiene pensandosi élite, ma non è somaro.

Se la Misura dice di essere colma, è ora di voltare pagina, disgregando definitivamente il blocco di potere che tiene in ostaggio l’Italia la quale, a quanto sembra, non soffre della sindrome di Stoccolma e non intende innamorarsi di chi la sequestra e la opprime.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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