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Gli alleati dei mullah che non ti aspetti

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Esodo 33, 5: “Il Signore disse a Mosè: «Riferisci agli Israeliti: Voi siete un popolo di dura cervice; se per un momento io venissi in mezzo a te, io ti sterminerei.”

E meno male che si rivolgeva agli Israeliti e non agli Italioti, sennò sai tu che strage! Ad essere onesti è l’Occiniente intero ad essere in preda ad un deficit cognitivo di proporzioni disastrose.

L’argomento Iran impazza ovunque.

Io ho raccomandato prudenza ad alcuni amici che, giustamente, auspicavano la pronta caduta di un regime sicuramente crudele e repellente alla nostra mentalità.

Poi leggo qualche giorno fa un articolo sul nostro amato giornale che mi fa trasecolare. Si dice il peccato e non il peccatore.

Riassunto: uno stato non può non essere completamente laico!

Questa tesi ha lo stesso pregio del diritto internazionale pubblico: una fiaba, ma di quelle oscure che fanno parte dei motivi per i quali almeno i due terzi del mondo odiano l’Occiniente.

Premetto che il primo complesso da cui uscire è quello che suggerisce alle nostre menti che il sofferto prodotto della storia che noi definiamo democrazie occidentali sia il miglior modello possibile e che sia insuperabile.

Sono sciocchezze agli occhi del resto del mondo, che possiede altri usi e altre tradizioni.

Far comprendere, ad esempio, a due miliardi di musulmani che lo stato debba necessariamente essere laico risulta un’impresa impossibile quanto ridicola.

Ricordo una bella mattina al tribunale civile di Casablanca quando visitai la sezione ebraica, accompagnato dall’avvocato cassazionista che avevo ingaggiato per risolvere i problemi di una grande ditta italiana.

La sezione ebraica, perché nel Regno del Marocco vige la Sharia per cui ebrei e cristiani vivono in condizione di dhimmitudine, cosa che ha molti lati negativi, ma comporta il rispetto delle regole del diverso in certi casi.

In effetti nella concezione islamica vi è una sovrapposizione tra concezione personale e territoriale del diritto, simile per certi aspetti a quanto avveniva in Ancien Régime.

A proposito, lo sapete che in arabo non esite la locuzione “diritto internazionale” e che il mondo si divide in Dar al-islam, la casa dell’islam, lo spazio territoriale e politico soggetto alla legge islamica e abitato dalla umma, o comunità dei credenti, nella quale è vietato condurre guerre, opposto al dar al-harb, la casa della guerra, ossia il territorio extra islamico nel quale è lecito e doveroso condurre il jihad.

Così, tanto per dire.

Il dhimmi, la minoranza protetta che vive in mezzo ai “veri” credenti, ha diritto ad avere una propria corte in certe materie che la Sharia non regola per i non mussulmani, esempio tipico il diritto di famiglia.

Ovviamente sto semplificando molto, ma ho utilizzato questo esempio per far capire come il voler esportare i nostri modelli ad altre culture sia intrinsecamente un’operazione fallimentare e un tantino presuntuosa.

Soprattutto in quanto l’Occiniente è stato ormai identificato in molte aree del mondo come un esempio da evitare, non da imitare.

Non abbiamo più alcuna statura morale superiore, checché raccontiamo nei nostri soliloqui.

Non siamo intervenuti quando avremmo avuto il diritto di intervenire come proprio avremmo dovuto fare proprio contro l’Iran nel 1979 quando questi bravi ragazzi rapirono 52 funzionari dell’Ambasciata americana.

Un antico romano avrebbe celebrato il funerale simbolico dei 52 ostaggi e il giorno dopo avrebbe rimandato l’Iran all’età della pietra senza nessuna pietà.

Un comportamento siffatto avrebbe rafforzato enormemente la Convenzione di Vienna, uno dei trattati fondamentali e più sacri del diritto internazionale. Invece quel fesso di Carter mandò le forze speciali e accadde uno dei peggiori disastri nella storia di queste operazioni.

Forse pensava di essere Israele …

Altro intervento mancato fu quello a Gaza.

Quando Hamas prese il potere (uccidendo molti funzionari dell’Autorità Palestinese) gli stati garanti degli accordi di Oslo avrebbero dovuto intervenire immediatamente per ristabilire l’ordine.

Non lo hanno fatto e il tumore Hamas ha ucciso Gaza e non solo, perché le terribili azioni necessarie a estirpare questo cancro hanno avuto conseguenze pessime per tutti.

Di Cipro che da 50 anni aspetta giustizia su queste pagine virtuali abbiamo scritto in molti ultimamente.

Ma quale faccia di corno si deve avere per partecipare sorridendo una cerimonia a Nicosia, nel mentre in cui Cipro assume la presidenza di turno dell’Unione europea con i carri armati turchi a pochi chilometri?

Siamo spesso intervenuti, invece, quando non avevamo il diritto di intervenire.

La lista è lunga e qui al NGN la ripetiamo come un mantra: Belgrado, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria e chi più ne più ne metta …

E la super democratica UE?

In Romania oltre metà degli elettori si chiede ancora che fine abbia fatto il loro voto, il loro candidato e la giustizia in genere.

Con un commissario europeo che minacciò di annullarle ancora se i romeni avessero votato “male”, cioè per il candidato sgradito alla UE.

E non lo hanno messo in prigione. Non si è neppure dimesso.

Vogliamo parlare del Digital Services Act? O di Jacques Baud?

E il paladino del mondo libero Zelensky che è scaduto da due anni?

Vogliamo parlare del giudice inglese che in videoconferenza ha freddamente detto in faccia ad una ragazza molto malata che per il suo “bene” doveva morire, mentre la poverina (che il Signore la accolga) voleva vivere fino all’ultimo istante del suo viaggio terreno?

Insomma, si potrebbe andare avanti per ore.

Quando saliamo sul piedestallo politico per dare lezioni facciamo per lo più la figura dei pagliacci in malafede. Punto.

Agli occhi di gran parte del mondo, non solo non siamo credibili, siamo pericolosissimi.

Khomeini, ospitato lussuosamente in Francia per anni e anni fu riportato dall’occidente trionfalmente in Iran. Che meraviglia …

La povera gente che si sta facendo massacrare nelle città iraniane non gode affatto dell’appoggio soverchiante della popolazione … anzi.

Il regime sta certamente ricorrendo alla propaganda, ma le precedenti rivolte sono in gran parte fallite per la mancanza di sufficiente appoggio da parte delle popolazioni rurali e di coloro i quali detestano il pensiero di diventare come gli occidentali.

Sì, signori, che vi piaccia o meno noi occidentali siamo involontariamente una delle colonne del regime dei mullah.

Noi facciamo capire agli iraniani che farebbero meglio a diventare come noi e molti iraniani, magari assai scontenti del regime, non accettano volentieri il nostro lifestyle come alternativa.

In molte nazioni, soprattutto della sfera islamica, ma non solo, il nostro stile di vita è visto come indecente, degenerato, immorale e ipocrita.

Lo dicono e lo pensano anche i russi e, in ottica leggermente diversa, i cinesi. In fondo a Belgrado abbiamo ammazzato l’ambasciatore cinese e sua moglie. W il diritto internazionale!

La follia woke è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Per gran parte del mondo è apparsa immediatamente come una pazzia pericolosa e, soprattutto, contagiosa attraverso quelle vere e proprie armi rappresentate dai social media.

Non a caso in Iran, in queste ore, internet rappresenta un campo di battaglia tra i più combattuti.

In UK, però, sono stati proprio gli islamici (la gente normale, non gli estremisti) a protestare con veemenza contro la sessualizzazione ambigua e transessualista imposta sin dall’asilo ai loro bambini, mentre gli altri, terrorizzati dal regime woke, non osavano protestare per paura di finire in prigione.

Inoltre, poiché nella maggior parte delle nazioni esiste il patriottismo quale valore positivo, l’autoflagellazione tipica dell’Occiniente non è comprensibile, se non in un quadro di colpa estrema ed insopportabile, ovvero come atteggiamento falso e bugiardo.

Ecco spiegato come le nostre diuturne autoaccuse siano state percepite in gran parte, non quali superiori e nobili atti di coscienza, come pretenderebbero i sicofanti dei padroni oscuri, ma come un’inarrestabile confessione fatta da popoli talmente orrendi da non poter tacere sui propri crimini coloniali e razzisti. Ovvero come un artifizio per continuare a derubare i deboli.

Si prenda ad esempio la differenza tra Francia e Russia nel commercio di uranio con il Niger:

Niger – Russia: 1000 tonnellate di uranio per 102 miliardi di CFA (circa 155 milioni di euro)

Niger – Francia: 1000 tonnellate di uranio per 555 milioni di CFA (circa 840 mila euro) e la Francia ha mantenuto il 50% dell’importo in deposito nella sua banca in “garanzia”.

Abbiamo certamente dimostrato ai poverissimi bimbi nigerini la nostra superiorità morale e la profondità delle nostre autoflagellazioni!

Questa opinione negativa che tanti paesi hanno di noi verrebbe poi confermata dal nostro stile di vita, considerato degenerato.

Ecco come ci vedono in tanti: depravati che confessano i loro grandi crimini, cosa che nessuna persona sana di mente farebbe.

Negli USA, a livello ufficiale, la preponderante narrativa woke sullo schiavismo si rifiuta di anche solo considerare le attività criminali operate dagli arabi o dagli stessi africani eseguite in concorso o indipendentemente da quelle occidentali.

Prima di “ha stato Putin” ci fu “ha stato maschio bianco”

Risultato? Nazioni che ancora praticano forme moderne di servaggio, quali l’Arabia Saudita, all’ONU fanno la morale al nostro passato coloniale e schiavista, che terminò grazie ad un’autonoma presa di coscienza dell’Occidente, derivante dal suo retaggio giudaico-cristiano tanto bistrattato, non perché altri popoli abbiano imposto con la forza questo cambiamento virtuoso.

Però, se sei un povero lavapentole proveniente dal Bangladesh, in molti paesi arabi ti sequestrano il passaporto e ti trattano da schiavo. E quasi nessuno osa rammentare il diritto internazionale in questi casi.

Che ci frega di cosa accada nelle cucine degli hotel di lusso di Dubai … noi andiamo a fare i soldi no?

Avete mai sentito nessuno scusarsi per quel massacro durato venticinque anni chiamato Mfecane? Ne avete mai sentito parlare?

Quando i carri dei Boeri si spostarono nell’entroterra dell’Africa meridionale nel 1836, durante il Groot Trek, la fuga per sottrarsi al controllo britannico, le ruote dei loro carri scricchiolavano sui tappeti di scheletri di coloro che erano stati uccisi dal Mfecane.

Gli anni dal 1815 al 1840 furono probabilmente il periodo più devastante e violento della turbolenta storia del Sudafrica.

Il Mfecane (Zulu) o Difaqane (Sotho) fu il risultato di molti fattori, tra cui il conflitto intestino tra le tribù Zulu stesse.

Di fronte all’ira del grande re Shaka, Mzilikazi (La Strada) fuggì con i suoi seguaci, che divennero i Matabele, seminando distruzione, saccheggi e genocidio in tutta l’Africa meridionale, dalla terra degli Zulu (oggi KwaZulu-Natal) all’Highveld nel nord.

Migliaia di rifugiati fuggivano dal percorso del furioso Mzilikazi, portando alla creazione di nuove nazioni e alleanze tra i Boeri in arrivo e i nemici dei Matabele.

Sconfitto definitivamente nel 1836 dai Boeri in una battaglia durata nove giorni, Mzilikazi attraversò il fiume Limpopo e fondò il regno dei Matabele in quello che oggi è lo Zimbabwe, cosa questa che contribuisce a spiegare la fierezza di quelle genti.

Ma il Sudafrica, che si spaccia quale esempio di democrazia e correttezza, si straccia forse le vesti per il Mfecane?

Provate a discutere con i Turchi in relazione al Genocidio degli Armeni.

Gli Stati Uniti, così orrendi in certe narrative, hanno combattuto una guerra civile terribile in nome di certi principi.

E ancora, sono intervenuti per spezzare la morsa nazifascista.

Tanto per cambiare in questi tempi travagliati possiamo solo guardare con speranza verso il movimento che in America chiede un ritorno alla ragione, anche se tale movimento dovrà spezzare questa Europa matrigna e maligna.

In conclusione, l’Occiniente da una parte si spaccia quale paragone morale e non lo è, dall’altra si presenta come il criminale supremo e non lo è.

Con la nostra ipocrisia destiamo ribrezzo, con la nostra indecenza provochiamo timore e con la nostra presunta superiorità facciamo ridere.

Speriamo che il logos (anche e soprattutto in senso ratzingeriano) torni presto nelle nostre terre e che la nostra cultura riprenda a volare come un tempo.

Prima però bisogna sconfiggere questa cospirazione nichilistico-gnostica che, utilizzando metodi tipici dei rivoluzionari rossi, tuttora ci stringe come una morsa.

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  • Redazione

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