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L’UNIONE EUROPEA PRIGIONIERA NELLA TANA DELL’ORSO

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Ieri in Germania si è consumato l’atto estremo del suicidio delle élite che governano l’Unione Europea.

Per la prima volta dal 1949 il cancelliere candidato è stato bocciato dal Parlamento e ha dovuto, con una forzatura (una delle tante ormai), chiedere una seconda votazione, per essere eletto.

Tuttavia, la frittata è fatta, ed è impossibile riportare le uova nel guscio e fingere che non sia accaduto nulla.

Lo sfregio a Merz è lo sfregio ad un’alleanza blindata che proietta sull’Unione Europea la tracotanza di un asse tra Partito popolare e socialisti che è ormai solamente un distillato di protervia parolaia, impotente sullo scenario internazionale e oppressivo, come un nazismo in stile terzo millennio, nei confronti delle popolazioni del Vecchio Continente che subiscono derive politiche antidemocratiche ormai insopportabili.

Per cambiare la costituzione in Germania si è usato il vecchio equilibrio parlamentare sconfitto dalle elezioni. Poi si è inventata la follia dell’esclusione di un partito di destra che conta il 20 per cento dell’elettorato. Intervistato dal Fatto quotidiano, il filosofo Massimo Cacciari ha parlato di quello che sta avvenendo come di «ballon d’essai», meccanismi per saggiare l’opinione pubblica. «Mi parrebbe folle se un partito con il 20% come AfD venisse messa fuori legge. Una cosa è l’ostracismo che si legge dai comportamenti dei padroni dei media e dei social, che non danno più spazio a questi movimenti, altra cosa sarebbe una messa fuori legge formale che al momento non c’è». E che se arrivasse «sarebbe l’ennesimo atto che attesterebbe il suicidio delle élite». 

La risposta al «ballon d’essai» è arrivata dalla bocciatura di Merz: un avvertimento che la sua politica, in tandem con lo stracotto Emmanuel Macron e in simbiosi con Ursula von der Layen, porta inevitabilmente al suicidio.

La tedesca von der Leyen dopo aver varato il piano di riarmo ha centralizzato gli acquisti e li ha affidati ad un generale tedesco. Inoltre, gran parte del piano riguarda l’adeguamento delle strutture (viarie, ferroviarie, portuali, ecc.) per adeguarle, in dual mode, anche a trasportare velocemente armamenti e truppe, in una direzione ovest est, che elimina interventi nord sud. Gli investimenti di miglioramento infrastrutturale, riguarderanno, guarda caso, ancora una volta la Germania, la quale sta riconvertendo le fabbriche di auto in fabbriche di carri armati.

Nell’Unione Europea, per blindare un blocco di potere, si è esclusa dalla corsa all’Eliseo Marine Le Pen, in Romania si è fatto in modo che venisse escluso il candidato alla presidenza critico nei confronti di Bruxelles e, ora, in Germania, si tenta di escludere Afd.

Merz, nel pomeriggio, è riuscito a ricucire quello che, a tutti gli effetti,  è uno strappo all’interno del suo partito, dove una frangia di deputati sarebbe stata più incline a trattare con AfD piuttosto che con i socialdemocratici.

Il messaggio è chiaro e lo è anche per Bruxelles, ultima ridotta dei neocon Usa anti Trump, con l’Europa che con gli Usa ha intrapreso una guerra politica senza rendersi conto che, nel frattempo, è caduta prigioniera dell’Orso russo.

Dello sbandamento politico, intellettuale, strategico dell’Unione Europea è emblema canoro l’alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e le politiche di sicurezza, Kaja Kallas, la quale ha diffidato tutti i Paesi facenti parte dell’Unione Europea e quelli che sono in attesa di essere integrati nel blocco europeo da partecipare alle commemorazioni per l’80° anniversario della vittoria sul nazismo in programma il 9 maggio a Mosca.

Sarebbe interessante capire in base a quel potere esprime diffide a capi di Stato e di governo lei che è semplicemente una signora nessuno, non essendo l’Unione Europea uno Stato, ma non è questo il punto.

Il punto è che mentre Merz difende con tracotanza un presunto primato della Germania sull’Europa, insieme al francese cacciato dall’Africa e alla tedesca che Trump non vuole incontrare, l’Europa è prigioniera nella tana dell’Orso.

Gli Usa, con il trattato stipulato con Kiev, sono di fatto diventati i padroni dell’Ucraina e hanno messo in un angolo i Paesi europei per quanto riguarda la ricostruzione, lo sfruttamento delle risorse e anche il fondamentale approvvigionamento del gas.

La Russia, ora, può tenere nella tana l’Europa per mesi, per anni, con una guerra a bassa intensità, di continua pressione sul fronte ucraino, senza sfondare, ma tenendo impegnate le truppe di Kiev e i soldi degli europei, i quali devono mettere nel conto che se continuano a fare la guerra a Trump potrebbero trovarsi a dover sostenere in proprio lo sforzo bellico.

Gli strateghi dell’Unione Europea, asserragliati nel fortino dell’alleanza tra democristiani e socialisti, con i democristiani sempre più infastiditi e i socialisti sempre più sturm truppen dei neocon, catturati nella tana dell’orso e abbandonati da un alleato atlantico al quale fanno la guerra, potrebbero implodere, trascinando l’Unione Europea in un disastro.

Per la Germania non è un bel momento, con il partito dell’AfD accusato dai servizi segreti di essere estremista e con i cittadini che, secondo i sondaggi, lo scelgono invece come primo partito del Paese.

La grande coalizione fa acqua, come ha dimostrato il voto.

Quanto è accaduto in Germania non è favorevole alla ripresa di un suo ruolo guida nell’Unione Europea.

Una cosa è certa. Gli Usa hanno deciso di trattare con Putin e al centro delle trattative non c’è l’Ucraina e nemmeno l’Europa.

Un’altra cosa è certa: la Nato è nata per contenere i russi, tenere in Europa gli Usa e tenere sottomessi i tedeschi.

Cosa potrà dire e fare la Nato, comunque guidata dagli Usa, se gli Usa decidono che con la Russia si tratta e che la Germania è alla testa di un’Unione Europea demo-socialista che contrasta Donal Trump?

Se stiamo al compito per cui è nata la Nato, sottomettere i tedeschi è un punto essenziale. Ne consegue che una Germania che fa la guerra agli Usa di Trump per conto dei neocon, blindando il fortino con un’alleanza tra democristiani e socialisti, può a ben vedere diventare un nemico da colpire duramente.

L’incrinatura esplosa nel gruppo Cdu-Csu al primo voto per il cancelliere è il segnale che è necessario cambiare. Lo capirà il Ppe? O andrà dritto verso l’abisso?

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  • Redazione

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