
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito ieri sulla situazione a Gaza per discutere una risoluzione presentata dal Gruppo Arabo per il cessate il fuoco “immediato” tra Israele e Hamas, che è stato bocciata, però, per il veto degli Usa.
La Gran Bretagna si è astenuta e 13 membri del Consiglio hanno votato a favore.
Gli Stati Uniti, che lunedi hanno fatto circolare una bozza di risoluzione alternativa in cui tra l’altro si chiede a Israele di non lanciare una offensiva di terra a Rafah, hanno preannunciato il veto sulla bozza, che chiede anche il rilascio di tutti gli ostaggi e il rispetto “scrupoloso” delle misure a protezione dei civili.
La rappresentante permanente americana all’Onu, Linda Thomas Greenfield, prima di mettere il veto sulla bozza ieri in agenda ha detto che la risoluzione araba influenzerebbe negativamente, se adottata, i delicati negoziati in corso che rappresentano “l’unica” via per una pace duratura nella regione. La diplomatica ha annunciato ufficialmente il progetto di Washington per una risoluzione alternativa: “Ci sono molte cose su cui possiamo andare d’accordo”, ha detto Thomas-Greenfield invocando un cessate il fuoco “appena praticamente possibile”, la prima condanna di Hamas in una risoluzione del Consiglio di Sicurezza e un monito a Israele a non lanciare un’offensiva di terra su Rafah.
Il “cessate il fuoco immediato”, come richiesto nella risoluzione araba, “darebbe copertura a Hamas per non rilasciare tutti gli ostaggi”, ha sottolineato Thomas Greenfield, parlando con i giornalisti fuori dal Consiglio di Sicurezza. Spiegando altri motivi che hanno indotto Washington a mettere il veto, ha osservato che “la condanna di Hamas dovrebbe essere contenuta in ogni risoluzione Onu su Gaza”, anche se a voce, nelle dichiarazioni di voto, si sono espressi in questo senso quasi tutti i suoi colleghi nel Consiglio di Sicurezza.
Thomas-Greenfield ha aggiunto che “ogni vita conta” a Gaza ed è per questo che “Washington è al lavoro sul campo 24 ore su 24 e sette giorni si sette” per arrivare a una soluzione: “Nessun altro lo sta facendo”, ha aggiunto l’ambasciatrice”.





