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Fobie euroamericane vetero marxiste per un suicidio politico

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Karl Marx

Peter Thiel introduce Girard e rompe l’egemonia progressista

Scrive l’ottimo Vito Sibilio: “L’ermeneutica marxista, ancora oggi adoperata da tanti analisti e che si ostina ad attribuire la causa dei conflitti di qualunque genere solo alla struttura economica, è oramai ampiamente smentita. La lettura del fatto storico e del dato cronachistico ha bisogno di una visione orizzontale dei piani lungo i quali essi si sviluppano, una euristica che potremmo definire strutturalista in senso accomodatizio, per comprenderli e descriverli in modo più esauriente”.

L’ermeneutica vetero marxista è quella che accomuna, sulle due sponde dell’Atlantico, i social comunisti europei e i Dem USA, ormai prigionieri della loro sinistra.

L’elemento che va acquisito, come ha ben spiegato Joseph Ratzinger nella Lectio magistralis tenuta nell’aula del Senato italiano, è che i “vetero-comunisti sono diventati senza esitazione liberali in economia”. [i]

Per dirla in modo meno raffinato, ma più comprensibile, la sinistra europea e i Dem americani sono saltati sul carro della finanza globalista, che ha improntato la politica degli ultimi quarant’anni, costruendo, accanto alle regole del mercato e a quelle sociali, un’ideologia che comprende il green, il malthusianesimo, l’eugenetica e il transumanismo e ha tentato di imporre il pensiero unico politicamente corretto, come verità per i popoli ridotti a folle, a masse.

La cosiddetta sinistra si è convertita a tutto il pacchetto globalista, alla faccia del socialismo democratico.

Una delle ermeneutiche più interessanti, al fine di comprendere, le dinamiche del periodo che ci stiamo lasciando alle spalle, la fornisce il filosofo René Girard (maestro di Peter Thiel e di J. D. Vance), il quale, nel suo: “Il capro espiatorio”, (Adelphi), scrive che la folla è “una comunità letteralmente in-differenziata, priva di tutto ciò che differenzia gli uomini tra loro nel tempo e nello spazio: e in effetti essi si rassomigliano tutti, in modo disordinato e in un solo luogo nello stesso momento. La folla tende sempre verso la persecuzione perché le cause naturali di ciò che la sconvolge, di ciò che la trasforma in turba, non possono interessarla”. [ii]

La folla “cerca l’azione, ma non può agire sulle cause naturali. Cerca dunque una causa accessibile che sazi la sua brama di violenza”.[iii]

Il problema del globalismo con il quale si è sposato in un tragico coniugio il vetero marxismo è che i popoli non si sono fatti ridurre interamente a massa, a folla e reagiscono, come dimostrano i recenti dati elettorali, al tentativo indifferenziante, grazie anche alla differenza esterna al sistema, che non consente il compimento dell’opera.

“La differenza esterna al sistema – scrive Girard – è terrificante, poiché fa intravedere la verità del sistema, la sua relatività e fragilità, la sua mortalità”.[iv]

Nei tempi correnti, le differenze esterne al sistema globalista, con tutti i suoi corollari, sono, da un lato, Donald Trump, esterno decisamente al sistema delle porte girevoli Gop-Dem che ha dato vita al globalismo e Putin, che ha contrastato, e contrasta, ogni possibile tentativo di conquistare la Russia da parte della finanza globalista e, possibilmente, di spezzettarla in vari stati geopoliticamente ininfluenti.

Le due differenze esterne al sistema, oltre a creare terrore al sistema stesso, creano una fobia che si estrinseca nella logica che Girad mette in chiaro quando scrive: “I persecutori finiscono sempre per convincersi che un esiguo numero di individui, persino uno solo, possa arrecare un nocumento esiziale all’intera società, a dispetto della sua debolezza apparente”.

Come dire: il delinquente Putin e il puzzone megalomane Trump.

Peter Thiel ha il grave difetto di essere alleato di uno dei due extra sistema, ossia di Donald Trump, il quale ha smontato la logica russofoba che esorcizza l’altro extra sistema.

Donald Trump non è un repubblicano, non è un democratico; è un outsider che ha dato vita ad un movimento, Maga, il quale ha fagocitato il vecchio Gop, togliendolo dal sistema e Peter Thiel, questo il suo peccato originale, ha dato sostanza filosofica a Maga.

È questo il motivo della sua insopportabile presenza e anche della salva di pallottole ideologiche che lo circondano in questa sua presenza in Italia.

Peter Thiel ha la colpa grave, essendo uno del mondo dell’informatica, della tecnologia, di aver deciso di veicolare nel mondo le idee di René Girard. Insomma: un traditore della tecno finanza.

È questo che fa impazzire i vetero marxisti, i globalisti e tutta la schiera dei vetero, ossia quelli che appartengono al vecchio mondo della finanza internazionale alleata al neo colonialismo.

La fondazione (o meglio, l’iniziativa) di Peter Thiel legata a René Girard si chiama “Imitatio”, un progetto dedicato alla promozione e allo studio della teoria mimetica del filosofo francese.

Thiel, che è stato studente di René Girard a Stanford e ne è diventato uno dei principali estimatori (spesso lo definisce uno degli autori più influenti sulla sua vita e sul suo pensiero), ha co-fondato Imitatio nel 2007 insieme a Robert Hamerton-Kelly (e con il coinvolgimento diretto di Girard stesso).

Imitatio fa parte della più ampia Thiel Foundation (la fondazione filantropica di Peter Thiel, che supporta scienza, tecnologia, pensiero a lungo termine e altri progetti “contrarian”).

Lo scopo di Imitatio è diffondere la teoria mimetica di René Girard (il concetto di desiderio mimetico, rivalità, meccanismo del capro espiatorio, ecc.), applicandola a vari campi: antropologia, psicologia, religione, economia, business e società.

Sito ufficiale di Imitatio: https://www.imitatio.org/.

Il vulnus di Thiel, che fa impazzire i vetero-marxisti e gli hegeliani di destra e di sinistra, è che mette in discussione il paradigma filosofico di interpretazione della realtà che ha sorretto la loro idea della storia e la loro interpretazione delle dinamiche del mondo.

Se viene meno il paradigma, cade anche il castello ideologico che sorregge ed è sorretto dal globalismo e dalla società orwelliana che lo accompagna.

René Girard è famoso per la sua teoria mimetica (mimetic theory), la quale, detto in estrema sintesi, sostiene che il desiderio umano non è autonomo, ma mimetico (desideriamo ciò che gli altri desiderano – imitazione dei modelli).

Questo genera rivalità, conflitto, violenza. Le società primitive (e in parte moderne) risolvono la crisi attraverso il meccanismo del capro espiatorio: un individuo o gruppo viene accusato e sacrificato per ristabilire la pace.

Negli ultimi anni (soprattutto dopo il 2024-2025) l’influenza di Girard via Thiel si è estesa anche alla politica americana. J.D. Vance (vicepresidente USA nel 2025) è stato finanziato da Thiel e cita Girard come influenza per la sua conversione al cattolicesimo.

Il motivo per il quale si attacca Thiel è che si attacca chi introduce nel pensiero occidentale, egemonizzato dall’hegelismo e dal vetero marxismo, un paradigma diverso, che smonta l’egemonia del pensiero unico politicamente corretto.

Veniamo all’altro elemento delle differenze esterne che impediscono la indifferenziazione delle masse-folle: Putin, sineddoche della Russia.

Qui facciamo i conti con una russofobia antica, la quale, tuttavia, costituisce oggi motivo di sopravvivenza e di autoassoluzione dell’Europa, come, ancora una volta ci spiega Girard con il suo capro espiatorio.

Un altro autore, il giornalista Guy Mettan, sottolinea “come siano state mobilitate tutte le risorse del soft power occidentale per imporre il racconto della Russia «cattiva» che sogna di divorare la pura e innocente Europa. Nella conclusione, infine, si mostra che questo discorso ostile sull’alterità russa è fondativo per un’identità occidentale mai raggiunta. L’Europa, in crisi e divisa, ha bisogno del nemico russo per realizzare la sua unità”.[v]

La Russia è la differenza esterna che non solo non consente di realizzare il globalismo, ma mette in discussione le ideologie ad esso connesse, improntate al materialismo.

Joseph Ratzinger, nella lecito magistralis tenuta nell’aula del Senato italiano, ci fa capire quanto ci sia di guerra ideologica a tutto quanto non vada nel senso delle ideologie woke, transumaniste, gender, green, che sono i corollari del globalismo finanziario.

Non “possiamo dimenticare che c’è anche una seconda radice dell’Europa, di un’Europa non occidentale: l’Impero Romano aveva in effetti, come già detto, resistito a Bisanzio contro le tempeste della migrazione dei popoli e dell’invasione islamica. Bisanzio intendeva sé stessa come la vera Roma; qui di fatto l’Impero non era mai tramontato, ragion per cui si continuava ad avanzare una rivendicazione nei confronti dell’altra metà, quella occidentale, dell’Impero. Anche questo Impero Romano d’Oriente si è esteso ulteriormente verso il nord, fin dentro il mondo slavo, e si è creato un proprio mondo, greco-romano, che si differenzia rispetto all’Europa latina dell’occidente in virtù di una diversa liturgia, una diversa costituzione ecclesiastica, una diversa scrittura, e in virtù della rinuncia al latino come comune lingua insegnata”.

Nel 1453 Costantinopoli venne conquistata dai Turchi.

“Così – prosegue Ratzinger – una delle due ali dell’Europa rischiò in tal modo di scomparire, ma l’eredità bizantina non era morta: Mosca dichiara se stessa come la terza Roma, fonda ora un proprio patriarcato sulla base dell’idea di una seconda translatio imperii e si presenta dunque come una nuova metamorfosi del Sacrum Imperium, come una propria forma di Europa, che tuttavia rimase unita con l’Occidente e si orientò sempre più verso di esso, fino a che Pietro il Grande tentò di farla diventare un paese occidentale”.

“Certamente – dice ancora Ratzinger – ci sono anche sufficienti elementi unificanti, che possono fare dei due mondi un unico, comune continente”.

La critica a Thiel è la critica a chi sta smontando un paradigma di interpretazione della realtà che, nel secolo scorso, ha prodotto nazismo e comunismo e che, falliti i due esperimenti, si è volto al mercato senza cambiare minimamente l’idea del materialismo dialettico, della struttura che determina la sovrastruttura.

Thiel, che ha mezzi, soldi e cultura, rompe lo schema: introduce Girard e non solo Girard nel fortino hegeliano e fa vedere la verità del sistema.

[i] Il 13 maggio 2004, tenne una lectio magistralis (lezione magistrale) nell’aula del Senato italiano (precisamente nella Sala Capitolare del Chiostro di Santa Maria sopra Minerva, Biblioteca del Senato, a Roma). Il titolo era: “Europa. I suoi fondamenti spirituali ieri, oggi e domani”

[ii] René Girard, Il capro espiatorio, Adelphi

[iii] René Girard, Il capro espiatorio, Adelphi

[iv] René Girard, Il capro espiatorio, Adelphi

[v] Guy Mettan, Russofobia, mille anni di diffidenza, Sandro teti, editore

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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