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FLORENCE NIGHTINGALE

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di Gianvito Caldararo

La prima infermiera moderna. Generalmente quando si parla di sanità l’attenzione è rivolta all’attività dei medici. Sono i medici che caratterizzano il mondo sanitario, grazie a Massimo Temporelli, fisico, già direttore scientifico della collana della Hoepli “Microscopi “e dal 2017 ambasciatore dell’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), che veniamo a conoscenza della prima infermiera moderna: la signora Florence Nightingale.

La Nightingale appartiene ad una nobile e ricca famiglia britannica, dalla quale eredita “uno spirito liberale e una mentalità molto aperta. Si dedica al lavoro infermieristico, che all’epoca era considerato un lavoro particolarmente disonorevole. Infatti, fino alla metà dell’Ottocento, come sottolinea Temporelli, “il mestiere di infermiera godeva di poco prestigio, anzi era un lavoro molto umile e che non necessitava di alcuna competenza”. Solo grazie alla tenacia e caparbietà di Florence Nightingale, che la professione di infermiera acquista sempre maggiore prestigio, divenendo quella che è oggi.

Nel 1854, quando scoppiò la guerra in Crimea, che vide l’Inghilterra impegnata in prima linea, Florence Nightingale decise di dare, a suo modo, il suo prezioso contributo. Con circa 40 infermiere da lei formate, partì verso il fronte per andare a risolvere i tanti problemi organizzativi e sanitari che ormai erano diventati insopportabili e decimavano miglia di soldati.

Arrivata al fronte, come ci ricorda Massimo Temporelli, Florence avviò tutta una serie di attività, in primis “migliorando l’igiene e assicurandosi che l’ospedale fosse sempre pulito. Poi istituì delle lavanderie, per garantire che i pazienti avessero lenzuola pulite, e migliorò la nutrizione dei malati, introducendo anche attività ricreative per migliorare il morale”. Si prese cura dei soldati feriti sia di giorno che di notte, portando con sé una lampada per illuminare il cammino attraverso le corsie dell’ospedale.

Questa immagine, come descrive Massimo Temporelli, “è diventata iconica e oggi questa grande pioniera viene spesso ricordata come “la dama con la lampada “o “la signora con la lanterna”. Grazie alle sue azioni, Florence Nightingale riformò completamente la vita e l’organizzazione degli ospedali militari al fronte, tanto che dove prestava servizio il tasso di mortalità scese drasticamente.

Il nome di Florence Nightingale è diventato un simbolo di amore e compassione verso gli altri, e il suo metodo ha cambiato la storia dell’assistenza sanitaria. Ha lasciato molti iscritti e la sua opera più famosa è  “Notes in Nursing“ (Cenni sull’assistenza agli ammalati) del 1859, considerata ancora oggi un classico e uno dei testi fondamentali dell’assistenza infermieristica moderna.

Così come in Italia è cambiata la professione di infermiere, in passato disciplinata dal Dpr n. 225/1974, con il cosiddetto noto  “Mansionario”, abrogato con la legge n. 42/1999, con la quale l’infermiere passa dalla mansione tecnica (professionale) a quella attuale (professionista). Con la legge n°251/2000 si stabilisce che gli infermieri devono possedere un titolo di studio specifico e devono essere iscritti a un albo professionale, assicurando così un livello di qualificazione e competenza adeguato. E proprio con la legge n. 251/2000 che si punta a conseguire i seguenti obiettivi: miglioramento della qualità delle cure; miglioramento riconoscendo e valorizzazione  sociale e istituzionale; incremento dell’autonomia e della responsabilità.

Infatti, gli infermieri hanno guadagnato maggiore autonomia decisionale, hanno acquisito un ruolo più attivo nella gestione del paziente e nella pianificazione delle cure. L’importanza del lavoro degli infermieri è emerso prepotentemente durante il periodo del Covid, durante il quale è stato possibile conoscere l’incessante impegno e sacrificio verso i malati, senza guardare agli orari e prestando la loro opera con generosità, altruismo e amore. La professione di infermiere è divenuta una delle attività fondamentali della organizzazione della sanità italiana, non retribuita adeguatamente.

Infatti, si registra una forte carenza di infermieri e molti dei giovani laureati in scienze infermieristiche preferiscono andare a lavorare all’estero, dove le retribuzioni sono molto più soddisfacenti. E in nome di Florence Nightingale, continua a vivere proprio attraverso il lavoro di coloro che continuano a seguire le sue orme nel campo dell’assistenza sanitaria. La sanità italiana è ormai al collasso per la mancanza di medici e infermieri e per le lunghe liste di attesa del SSN (Servizio Sanitario Nazionale), fissate con date assurde di anni. La situazione è tale che milioni di italiani, non potendo rivolgersi alla onerosa sanità privata o al servizio a pagamento di intramoenia del SSN, rinunciano a curarsi. La sanità italiana è una gravissima emergenza, da affrontare con la massima urgenza.     

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  • Redazione

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