
Se non si è capita la direzione di marcia demenziale della baronessa Ursula von der Leyen a capo della Commissione europea e dei suoi scudieri “ottimati “ da riporto, va detto che l’orizzonte è quello di una pianificazione presuntuosa e brutale di stampo sovietico, alla cui base c’è il “pretesto “ dell’ecologia e una lotta dilettantesca e locale al CO2.
Tutto questo per consentire un unico monopolio europeo dell’auto con una cultura dirigistica di stampo illiberale, perseguita attraverso una nazionalizzazione europea.
Negare il mercato e la libertà per convergere su una comune empatia del green deal sono sogni che hanno bisogno di un sollecito risveglio, sono follie imposte e veicolate da una stampa a maggioranza pietosamente servile.
Il tutto sotto lo sguardo di un sindacato impotente, impaurito e vestito a colori sgargianti ma senza una vera leadership in grado di comprendere la strategia e l’umiliazione che sta subendo .
Stellantis ex Fiat, con una sua servile stampa, fa da apripista ipotizzando di condizionare la spesa pubblica italiana a questo disgustoso disegno, tanto da costringere anche la presidenza della Confindustria a definire ufficialmente per iscritto questa direzione di marcia come “una pazzia “





