Home Cultura SEGRETI: MANZONI ESOTERICO E IL SUO VERO MAESTRO, LEONARDO

SEGRETI: MANZONI ESOTERICO E IL SUO VERO MAESTRO, LEONARDO

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di Giorgio Cattaneo

Il più delle volte, il grande pubblico si accontenta di godersi un film: tutto sembra vero, ma spesso non lo è affatto. E nel Truman Show può accadere qualsiasi cosa. Può anche succedere di vedere astronauti scorrazzare sulla Luna, a bordo di un trabiccolo tenuto insieme dal nastro isolante. O può avvenire che due aerei kamikaze riescano ad abbattere ben tre grattacieli nel cuore di Manhattan. Logico che poi esplodano guerre, che le guerre generino terrorismi, e che i terroristi ricorrano al tritolo oppure alla finanza, o addirittura al panico sanitario imposto su scala mondiale. Altrettanto scontato che, di fronte allo spettacolo degli ultimi decenni, si sia levato il coro delle versioni alternative.

Sacrosanta indignazione, vibranti denunce. E un’accusa sostanziale: voi energumeni, monopolisti del sapere ufficiale, ci avete sempre mentito su tutto. L’intera nostra storia sarebbe inventata: sarebbe stata falsata, edulcorata, corrotta da reticenze inammissibili. Corollario: da qualche anno fiorisce una vasta letteratura controcorrente, a volte illuminante, spesso invece sensazionalistica, in molti casi edificata su fondamenta fragili e quindi agevolmente liquidabile. Grosso guaio: se Antigone risulta imprecisa e dunque non completamente attendibile, il pubblico finirà per dar ragione al tiranno. E la verità, ancora una volta, resterà in soffitta.
 
Un grande investigatore italiano, il commissario Michele Giuttari, già a capo della squadra mobile fiorentina, ha legato il suo nome soprattutto all’oscura organizzazione criminale chiamata Mostro di Firenze. Nel capoluogo toscano, però, era approdato seguendo ben altre piste: si deve proprio a lui l’arresto dei picciotti di Cosa Nostra che piazzarono la bomba stragista in via dei Georgofili, accanto agli Uffizi. Nel libro-testamento “Confesso che ho indagato”, il cui titolo richiama la celebre autobiografia di Pablo Neruda (“Confesso che ho vissuto”), Giuttari insiste su un punto: mai fidarsi troppo delle ipotesi iperboliche. Mai sposare una tesi per partito preso. E soprattutto: mai innamorarsi della propria convinzione iniziale, specie se basata su una suggestione accattivante.
 
Meglio restare alla nuda essenza dei fatti. Sforzarsi di osservare tutto senza pregiudizi, analizzando gli eventi in modo minuzioso. In altre parole: studiare, e poi ancora studiare. Sorrideva, Giuttari, di fronte alle mirabolanti promesse investigative delle ultimissime tecnologie digitali, di cui si vantava ad esempio l’Fbi. Invocare test prodigiosi come quello del Dna? No: meglio usare la logica, innanzitutto. La cara, vecchia logica deduttiva. E in primis, torturarsi il cervello con la regina delle domande: perché? Per quale motivo qualcuno dovrebbe aver commesso un crimine? Una volta trovata la causa, è più facile fiutare la pista giusta. Se poi il detective ha stoffa, non ci si deve meravigliare dei risultati che potrebbe ottenere: le conclusioni a cui perverrà, magari, saranno persino più inquietanti dei peggiori incubi complottistici, delle fantasticherie più estreme.
 
Viene in mente proprio lui, Michele Giuttari, se si osserva il meticoloso lavoro di indagine, ormai pluridecennale, intrapreso da Riccardo Magnani, ricercatore atipico e dunque fatalmente solitario. Un tratto in particolare accomuna i veri indagatori: la discrezione, il ritegno, il rifiuto delle scorciatoie comode. E la riluttanza di fronte alla possibilità di strombazzare ai quattro venti, magari in modo affrettato, l’esito dei loro approfondimenti. Meglio resistere alla tentazione della facile notorietà. È consigliabile metterle per iscritto, quelle conclusioni, solo quando saranno corroborate da evidenze e prove incontrovertibili, entro un contesto di schiacciante coerenza.
(Testo estratto dalla mia introduzione al volume di Riccardo Magnani “Alessandro Manzoni e Leonardo da Vinci”, sottotitolo: “Cronaca irriverente di un viaggio ingombrante su ‘quel ramo del Lago di Como’, tra mogli gioconde e promesse spose”, disponibile su Amazon).
 

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