Home Cronaca EVOLA E IL CONVEGNO DELLA DISCORDIA,

EVOLA E IL CONVEGNO DELLA DISCORDIA,

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di Marforius

Il prossimo sabato 2 settembre, a Gressoney-La-Trinité si parlerà di Evola e l’alpinismo, a partire da «Meditazioni delle vette». Cosa che, per qualsiasi persona dotata di buon senso e di una ordinaria tolleranza, dovrebbe essere  del tutto normale.

Ma la cosa per qualcuno normale non è, allorchè la locale sezione dell’Anpi si è schierata contro l’evento, che a suo dire avrebbe lo scopo di “sdoganare” l’antisemita Evola. La polemica peraltro ha avuto anche l’onore delle cronache nazionali, grazie al risalto dato da taluni quotidiano. Poi come se non  bastasse i relatori,  Andrea Scarabelli, Luca Siniscalco e Angelo Parrella, vengono addirittura definiti da (ex) politici «antisemiti», «propagatori d’odio» e «topi di fogna».

Non siamo su scherzi a parte, semmai siamo in una operetta tipo “il paese dei bugiardelli”.

Certamente Julius Evola, al secolo Giulio Cesare Andrea Evola, è stato un personaggio, che può essere definito anche controverso, al quale sono state attribuite nefaste influenze riferite al fascismo ed al nazismo. Ma se tanto mi da tanto come spieghiamo che esistono ancora vie dedicate a feroci dittatori, quali Lenin e Stalin.

Come pure appare assurdo che, anche se siamo di fronte a un personaggio, seppur lontano da logiche libertarie, portatore di un pensiero riferibile a una posizione aristocratica considerabile vicina a un regime fascista o nazionalsocialista, che in realtà Evola criticò quanto meno riguardo alcuni aspetti, si voglia calare la mannaia della censura, ponendosi nei fatti fuori dalla storia e fuori da un modello di società che dovrebbe aborrire la censura.

Peraltro le  idee e le visioni, politiche filosofiche e metafisiche di chiunque, in questo caso certamente non irregimentabili, che anche per questo spinsero il fascismo alla sospensione di alcune sue pubblicazioni, alimentando anche il sospetto della dirigenza nazista, non possono comunque giustificare questa sorta di tentativo di damnatio memoriae, che  vorrebbe anche nascondere, nei fatti,  il contributo di Evola nel far conoscere nel nostro Paese autori, di indiscutibile valore, quali, Guenon, Junger, Ortega y Gasset, Spengler e Meyrink, solo per citarni alcuni.

Ormai il vuoto di idee è tale che taluni, hanno ancora i riflessi condizionati, che ci ricordano i poveri soldati giapponesi dispersi nelle isole. Forse invece di praticare la cancel culture qualcuno dovrebbe resettare la sua mente e soprattutto cercare di attivarla. Ma qui comincia il difficile.

Amen awomen, la dea Woke ci assista.

 

 

 

 

 

 

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  • Redazione

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