
Nell’ambiente militare si considera e definisce “terra di nessuno” quella porzione di territorio fra eserciti contrapposti dove è costantemente incerto il suo controllo.
Ieri c’è stata la visita del Presidente del Consiglio a Caivano, scelta coraggiosa e meritevole del Governo, come atto di solidarietà riguardante l’orribile violenza a danno di 2 minori. Ma questo episodio è l’ultimo di tanti altri. ieri a Caivano c’erano tutti. Domani tutto tornerà come prima.
Ma quanti Caivano ci sono in questo Paese, dai quartieri delle periferie delle metropoli ai circondari popolosi del mezzogiorno. Questi sono terreni di caccia delle mafie che reclutato gregari e mano d’ opera. Si è instaurata una sub cultura misto di “gomorra e suburra” dove gli indici di abbandono scolastico sono elevatissimi.
Peraltro speculare a tutto questo è la “prospera” “terra di nessuno dei social”, espressione di neo linguaggi e comportamenti distorti e non di rado immorali.
Che fare quindi? Come al solito si tira in ballo lo Stato, ma ultimamente a parte la buona volontà della gran parte magistratura e le forze dell’ ordine, che spesso sono vittime di astratte pretese garantiste, che nei fatti favoriscono soggetti che vivono al di fuori della legge, attività della pubblica amministrazione rafforzata e sostenuta, non basta pagare gli stipendi ai dipendenti.
Quindi che fare? Chi scrive non ha ricette ma è stato nipote di clivatori. Quando un terreno è pieno di sterpi per bonificarlo prima bisogna “bruciare” la mala pianta e poi gettare il “nuovo seme”. Non farlo permetterà che la “terra di nessuno ” dilaghi ovunque.





