
“Le insufficienze dell’Europa, le carenze che vanno a scapito dei cittadini, dipendono il più delle volte proprio da un difetto di solidarietà”.
Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso a Trento in occasione della cerimonia di apertura di Trento Capitale europea del Volontariato 2024.
Come non essere d’accordo, visto che da Maastricht in poi a comandare è stata la Germania, che si è fatta i fatti suoi a discapito degli altri partner, come è evidente a proposito della Grecia, massacrata e comprata a basso prezzo.
Come non dare ragione al Presidente se vediamo che anche oggi la Germania trucca i bilanci mentre impone il rigore agli altri Stati.
Come non dare ragione al Presidente, visto che in questi decenni c’è stato l’impoverimento progressivo dei cittadini, la distruzione del welfare e un attacco continuo alla proprietà privata.
Come non dare ragione al Presidente, visto che la politica folle della Commissione, braccio esecutivo delle politiche green e climatiche del capitalismo finanziario, hanno portato all’esasperazione gli agricoltori che, finalmente, si sono ribellati alla dittatura strisciante di un élite tecno burocratica.
“L’Europa – ha detto Mattarella – è il continente dove la libertà, l’uguaglianza, la democrazia, la dignità della persona, la solidarietà “sono cromosomi di un medesimo Dna. Sono insieme fattori di identità irrinunciabili”
Vero anche questo, in teoria, ma si deve prendere atto che libertà, democrazia, uguaglianza sono stati messi a dura prova dalle logiche con le quali le élite tecnocratiche hanno governato in questi anni, riducendo gli spazi democratici e le libertà e hanno aumentato le disuguaglianze, eliminando di fatto la classe media.
“L’Europa è espressione di solidarietà: anzitutto fra i nemici delle due guerre mondiali che, con coraggio, hanno dato spazio ai valori della convivenza e dell’incontro, non a caso con un protagonista di Trento, Alcide De Gasperi. Per riproporli, all’indomani della caduta del muro di Berlino, nel ricongiungersi con i popoli del Centro-Europa“, ha rammentato il capo dello Stato che si è poi soffermato sulle “molteplici declinazioni” del termine nei Trattati dell’Unione europea: “Solidarietà tra i popoli, solidarietà tra gli Stati, solidarietà che le istituzioni devono assicurare ai cittadini, affermandone la dignità, riducendo i divari e accrescendo le opportunità, solidarietà liberamente organizzata dai corpi intermedi, che sono espressione viva, diretta della comunità”.
Belle parole, lontane dalla realtà di un’Unione Europea nata al contrario, come mercato e come valuta, senza una Costituzione, con una governance complicata che espropria la sovranità degli Stati laddove non andrebbe espropriata ed è incapace di ogni e qualsiasi azione congiunta laddove sarebbe necessaria: esercito, politica estera.
C’è un’Europa ideale, quella dipinta da Sergio Mattarella e c’è un’Europa reale, quella di Timmermans, della maggioranza Ursula, dell’inanità geopolitica e delle politiche vessatorie sui cittadini; quella di una burocrazia asfissiante che ora firma lettere contro i propri Stati; quella che non è mai stata l’Europa voluta dai padri fondatori.
Questa Europa, signor Presidente, è un fallimento; il fallimento di un’ideale e il fallimento di una realtà.





