
Duemila militanti, ossia niente. Siamo lontani anni luce da quando Enrico Berlinguer, come il 14 settembre 1980, chiudeva la Festa dell’Unità davanti a folle sterminate.
Se il conto dei partecipanti ha dei riflessi sulla mobilitazione della piazza annunciata dalla Schlein, c’è da spettarsi un flop annunciato.
Difficile anche capire cosa dice questa segretaria dadaista.
Schlein, concludendo la Festa ha detto: “Il Pd è plurale, ha l’ambizione di unire culture diverse, ma anche di immaginare un progetto nuovo. Dobbiamo essere plurali, larghi, aperti, generosi, insieme”.
Alla destra che governa riserva il solito stanco ritornello: “Si possono travestire quanto vogliono ma sono sempre gli stessi. Li conosciamo, non accetteremo tentativi di riscrivere la storia, la destra non fa i conti col suo passato – aggiunge – quando sente il richiamo della foresta difende e protegge gli estremisti, noi saremo sempre dall’altra parte”.
La segretaria Dem annuncia: “Dopo l’estate militante non ci riposeremo, ci attende un autunno di impegni e partecipazione, il Pd è pronto a scendere in piazza per una grande mobilitazione nazionale, è il nostro tempo, riprendiamoci il nostro futuro”. Con duemila militanti ad ascoltarla alla chiusura della Festa dell’Unità c’è da pensare che quella dell’autunno sarà una grande mobilitazione.





