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E se i giovani fossimo noi?

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Giovani, signora, libro

Leggere per viaggiare, stupirsi e imparare

Viaggio spesso, viaggio spesso in treno. La moltitudine colorata che invade i treni mattutini e che porta nelle grandi città i cosiddetti pendolari, i lavoratori fuori sede, è lì con il suo telefonino a sbirciare.

C’è chi gioca online, chi chatta con gli amici, chi legge le ultime notizie, tutte rigorosamente di cronaca, chi sbircia la vita altrui sui social. Tutti attaccati al telefonino cimelio, totem e coperta di Linus.

Non nego che anche chi scrive fa tutto ciò e lo fa in varie ore del giorno. Chi non ha “peccato” scagli il primo telefonino: rimarrebbero tutti ben saldi nelle mani.

Poi mi accorgo in uno dei viaggi di ritorno da Roma di una signora ben vestita e ben curata, che con disinvoltura tira fuori dalla borsa un’arma impropria: un libro.

Nessuno di coloro che sono in quel momento miei compagni di viaggio se ne accorge, troppo intenti a sbirciare la luce che proviene dai loro aggeggi infernali.

La signora inforca gli occhiali di metallo giallo e apre dolcemente il suo amico alla pagina dove riposa un segnalibro in carta. Si mette a leggere, talvolta osserva il paesaggio attorno e poi riposa i suoi occhi sulle letture del libro.

Ha movimenti lenti e ripetitivi che denotano l’apprezzare sia delle immagini sia delle parole portano alla mente altre immagini. A un certo punto, una voce indica una fermata intermedia rispetto alla mia.

La donna ripone il segnalibro e colloca il libro nella sua borsa, si toglie gli occhiali e si prepara a scendere. Lei ha appreso emozioni, sensazioni, vita propria in quel breve viaggio ed è stata con la mente in un’altra realtà, ha vissuto e vive con il libro un’altra vita.

Questa è la spiegazione del motivo che chi legge resta giovane, curioso, attento, pronto alle novità. Non perdere il piacere di stupirti e di imparare.

Resta “giovane” fino all’ultimo respiro perché così avrà un senso critico del vivere che è l’unico modo di gustare la vita e non di “lasciarsi vivere”.

Autore

  • Massimo Rossi

    Massimo Rossi, laureato in Giurisprudenza, assistente volontario in Procedura Penale, Dottrina Generale del Processo e Teoria Generale del Processo anni 1990/2005 presso l'Università degli Studi di Siena. Dottorato di ricerca in Procedura Penale presso l'Università di Genova. Avvocato. Ha pubblicato diversi lavori giuridici in riviste specializzate e ha partecipato come autore in varie pubblicazioni giuridiche collettanee. Relatore in convegni di carattere nazionale e istituzionale anche nelle sedi parlamentari. Dal 1994 al 1997 ha svolto funzioni di Vice Procuratore Onorario presso la Procura di Siena. Già consulente della Presidenza della Prima Commissione Parlamentare sulla morte del dott. David Rossi ed estensore unitamente ad altri consulenti della relazione finale nel 2022. Attualmente è docente a contratto presso l'Università di Firenze in Procedura Penale con insegnamento presso la Scuola Nazionale dei Sottufficiali dell'Arma dei Carabinieri.

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