
Il mondo sta vivendo un periodo terribile in cui mai come ora ci troviamo di fronte alla concreta possibilità di una nuova guerra mondiale.
Ci sono molte analogie tra la situazione geopolitica contemporanea e alcuni eventi storici del passato con conflitti che si sono svolti dopo il crollo dell’Impero romano come ad esempio le guerre gotiche di 1500 anni fa. Queste ultime durarono per circa sessanta anni e fu un periodo in cui la popolazione in Italia visse momenti caratterizzati da invasioni, povertà, pestilenze, fame e con un altissimo tasso di mortalità.
Le guerre gotiche terminarono con la sconfitta dei barbari e la vittoria dei Bizantini nella battaglia di Tagina del 552 d.C nei pressi dell’Appennino umbro-marchigiano e con la battaglia dei monti Lattari e del Volturno del 554 d.C.
Il crollo dell’Impero Romano d’ Occidente non fu la fine del mondo ma la fine un mondo con un periodo di oscurantismo sotto ogni profilo. Le strade romane si riempivano di erbe senza manutenzione, le navi dei porti marcivano e la gente in preda al panico per l’arrivo dei barbari si rifugiava nei castelli. Si è assistito alla fine di un periodo che aveva visto nascere un Impero vastissimo con i romani che costruivano ponti, strade, palazzi in ogni territorio dell’Europa occidentale e orientale. Roma la patria del Diritto romano, del sapere, non senza violenza aveva conquistato territori sterminati che si estendevano dalla Britannia (Gran Bretagna), all’Asia Minore (Turchia) e dalla Spagna allaTracia (Bulgaria). L’Impero crollò secondo gli storici per molteplici cause tra le quali la pressione dei popoli dell’Europa settentrionale e delle steppe dell’Est, l’enorme spesa per mantenere l’esercito, la burocrazia pervasiva senza alcune riforme dell’amministrazione pubblica, guerre civili, carestie e pestilenze. Il trauma a livello sociale fu notevole, il nuovo costituito da popoli e guerrieri di cui in parte si era servita Roma per vigilare i suoi estesi confini, spazzò via il vecchio costituito da una classe dirigente corrotta, dedita a ozio e vizi senza più nessun desiderio di varare riforme che avrebbero rallentato l’inevitabile fine.
L’aspetto che vorrei stigmatizzare sono le sofferenze delle popolazioni a causa delle guerre e quindi vorrei soffermarmi sul racconto di Procopio di Cesarea che descriveva lo stato in cui versava la popolazione italica di quel periodo.
“Le persone che abitavano sui monti mangiavano ghiande di quercia come grano e ne facevano pane che mangiavano. Ne avveniva naturalmente che i più fossero colti da malattia di ogni sorta, solo alcuni riuscivano a salvarsi. Nel Piceno si dice che ben cinquantamila morissero di fame e anche ben molti di più di là del Golfo ionico. Quale aspetto avessero e in quale modo morissero, essendone stato io stesso spettatore ora vengo a dire: tutti venivano emaciati e pallidi, la carne loro, mancando gli alimenti, secondo l’antico adagio consumava se stessa e la bile, prendendo dominio sulle forze del corpo, dava a questo un colore giallastro e con il progredire del male ogni umore in loro veniva meno, la cute asciutta pareva di cui aderiva alle ossa e il colore fosco cambiatesi in nero, li facea parere come torce abbrustolite. Nel viso erano come stupefatti e come orribilmente stralunati nello sguardo. Taluni furono che, sotto la violenza della fame, mangieronsi l’un l’altro; ben molti travagliati dal bisogno di fame, se mai in qualche erba s’incontravano avidamente vi si gettavano sopra e appuntando le ginocchia, cercavano di estrarla da terra, ma non potendo perché ogni loro forza era esausta, cadeano morti su quell’erba e sulle loro mani.“ (Procopio di Cesarea). Questo storico, testimone oculare dell’epoca raccontò con estremo realismo le immagini terribili di un mondo in disfacimento e di morte che sarebbe durato ancora a lungo in attesa del lontano Rinascimento.
Chi ci garantisce che oggi con il dissolvimento di un altro impero non accadranno più questi eventi? Alcune Nazioni sono irrequiete e si stanno muovendo militarmente per non perdere i loro domini e la loro influenza. Le dinamiche di oggi sono le stesse del passato, nulla è cambiato in duemila anni. Le immagini che ci ha raccontato Procopio delle popolazioni affamate le abbiamo viste nel 1915-18 e nel 1939-45 con le guerre mondiali, con le guerre in Medio Oriente, nei paesi dell’Est e in Africa.
La fine dell’Impero Britannico fu meno traumatica. Gli inglesi crearono il più grande impero che l’umanità avesse mai visto grazie alla sua potenza militare navale e alla Compagnia delle Indie, Iniziarono a colonizzare il Nord America, Stati Uniti e Canada. Con la Rivoluzione le colonie americane ottennero l’indipendenza dagli Hannover; i quali poi colonizzarono l’Australia, l’India, la Nuova Zelanda, il Sud Africa e il Nord Africa. Dopo la fine della seconda guerra mondiale nonostante vittoriosi, gli inglesi furono costretti a concedere l’indipendenza all’India di Ghandi, al Sud Africa, al Nord Africa e l’ultima colonia, Hong Kong fu restituita nel 1997 alla Cina. A questa situazione contribuì il declino economico dell’Impero a causa della concorrenza americana e tedesca, alle pressioni internazionali degli Usa e alla nascita di organismi come l’ ONU con la creazione di un nuovo ordine mondiale.
Gli Imperi sorgono e cadono diceva Tolomeo generale di Alessandro Magno e faraone d’ Egitto con capitale Alessandria nel film “Alexander”, ma solo Alessandro aveva una visione innovativa che riguardava l’unificazione tra Occidente e Oriente con la quale gli uomini si potessero considerare fratelli e vivere in pace sotto un’unica guida. La visione di Alessandro era troppo innovativa per quell’epoca ed è per questo che si narra che il Re Macedone fu avvelenato dai suoi stessi generali.
L’Impero russo nel 1895 si estendeva dall’Europa all’Asia e finì sconfitto a causa delle diseguaglianze sociali, durante la guerra mondiale non riuscendo a superare la crisi che scaturì dalla Rivoluzione bolscevica.
L’Impero Spagnolo del 1810 invece terminò per molteplici fattori. Le guerre napoleoniche indebolirono la Spagna che perse molte colonie e molte altre iniziarono una lotta per l’indipendenza. Nel 1898 a Parigi la Spagna firmò il trattato con gli Usa ai quali finì per cedere molti territori.
Come abbiamo potuto vedere molti Imperi finirono nel passato a causa di crisi economiche epocali e conflitti armati che si lasciarono dietro una scia di morti, povertà, carestie e a soffrire furono sempre gli ultimi.
In questi ultimi sessanta anni abbiamo assistito al crollo dell’Unione sovietica alla nascita di altre super potenze come l’America che è uscita vittoriosa dalla guerra fredda. Oggi con la Cina come nuova super potenza economica e militare gli Usa sono costretti a indietreggiare nonostante rimanga ancora un grande Nazione con enormi potenzialità mentre nel mondo si stanno ricreando zone d’influenza come a Yalta nel 45.
Si pensava che con le nuove tecnologie la vita degli individui sarebbe migliorata, non ci sarebbe stato più il pericolo di nuovi conflitti, ma sarebbe sorto un nuovo umanesimo in cui gli uomini avrebbero condiviso progresso e benessere senza diseguaglianze.
Tutto quello che sta accadendo e che riguarda i conflitti in corso forse è solo un’ illusione e a volte vorremmo vegliarci da questo brutto sogno per scoprire che invece è maledettamente reale. Corsi e ricorsi storici perché l’umanità non impara mai dagli errori del passato ed è come se fosse costretta a ripeterli in un loop senza fine.





