La posizione cinese nella questione mediorientale
“Illegali le sanzioni all’Iran”. La Cina sfida gli USA. Messaggio forte e chiaro.
Il governo di Xi Jinping “adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare fermamente i propri diritti e interessi legittimi”.
Dunque, su Hormuz niente guerra guerreggiata. Gli USA hanno in esaurimento (o quasi) la propria riserva di armi convenzionali, il territorio non si presta a una guerra dall’aria, i rifornimenti di armi all’Iran sono stati massicci e continuano.
Niente guerra commerciale. Gli interessi dell’Iran corrispondono a parte importante degli interessi Cinesi. E mai come in questo caso dire Cina significa dire un insieme di Paesi che si pongono come alternativa al potere del dollaro.
Niente forzature politiche. L’atteggiamento dell’Iran, il nuovo “patto della Mecca” che vede coinvolta anche la Turchia, l’atteggiamento degli emirati sinora fedeli agli USA dicono che il Risiko nella più importante zona strategica dell’Occidente è in pieno svolgimento e non depone a favore degli “interessi che ci interessano”.
Per me due conferme.
La prima: l’avventurismo e il pressapochismo di Trump nel lanciarsi in una vicenda che è stato per lui un boomerang. Ma non solo per lui.
La seconda: l’insussistenza della teoria che questa è una guerra regionale, che “non è la nostra guerra”, che tutto dipenderebbe dalla follia omicida di Trump e Netanyahu e non da un processo che è stato per anni sotto i nostri occhi – miopi o compiacenti è da stabilire – e ha consentito di costruire una mina.
Che per la presenza di Israele e le minacce che le sono rivolte è una mina atomica.
Spero di non avere mai questa terza conferma.





