Il viceministro delle Finanze Liao ha illustrato l’attuazione di una politica fiscale attiva per promuovere uno sviluppo economico e sociale di alta qualità
La Repubblica Popolare Cinese si sta preparando a introdurre un nuovo pacchetto di politiche e misure volte a espandere ulteriormente la domanda interna e a rafforzare lo slancio della crescita economica del Paese.
Lo ha annunciato, venerdì 21 agosto 2026, il viceministro delle Finanze Liao Min.
Intervenendo ad una conferenza stampa tenutasi presso l’Ufficio Informazioni del Consiglio di Stato, Liao ha rivelato che il Ministero delle Finanze, in linea con le attuali esigenze di sviluppo economico, sta continuando a formulare nuove misure politiche che dovrebbero essere implementate nella seconda metà del 2026.
L’annuncio è giunto a seguito di importanti modifiche alle politiche entrate in vigore il 1° agosto, che hanno ampliato i sussidi sui tassi di interesse per le piccole e microimprese e i consumatori.
Questi primi sforzi hanno già mostrato risultati tangibili, sostenendo oltre 20 trilioni di yuan (circa 3 trilioni di dollari) in nuovi prestiti nei primi sette mesi dell’anno.
Le prossime misure si baseranno su queste basi, ottimizzando il coordinamento fiscale e finanziario.
Liao ha spiegato che la nuova ondata di sostegno includerà un’espansione degli aiuti sugli interessi, un aumento del numero di enti partecipanti e limiti massimi più elevati per le quote, segnalando un impegno più deciso per rendere il credito più accessibile.
L’annuncio del Vice Ministro giunge in un momento critico.
I recenti dati governativi indicano un rallentamento della produzione industriale, dei consumi e degli investimenti, portando molti economisti a stimare che la crescita del PIL potrebbe essere scesa al di sotto dell’obiettivo annuale del governo per il 2026, fissato tra il 4,5% e il 5%.
Ciò ha aumentato la pressione su Pechino affinché adotti misure di stimolo più incisive.
Le nuove politiche si inseriscono in un più ampio cambiamento strategico nell’approccio fiscale del governo.
I funzionari hanno indicato un allontanamento da una spesa incentrata esclusivamente sulle infrastrutture, a favore di un approccio più equilibrato volto a stimolare i consumi delle famiglie e i servizi.
Questo è considerato cruciale per creare quello che i funzionari definiscono un “circolo virtuoso” tra investimenti e consumi.
Il rapporto tra consumi e PIL in Cina, attualmente al 39,9%, rimane significativamente inferiore all’intervallo 50 – 70% tipico delle economie sviluppate.
Le autorità mirano ad aumentare questo rapporto di una media di un punto percentuale all’anno nei prossimi cinque anni, con il settore dei servizi che dovrebbe essere il principale motore della crescita.


Carlo Marino, Ph.D., Journalist Stampa Estera. Direttore Scientifico della Collana di linguistica, Storia e Antropologia Eurasiatica - De Frede Editore Napoli. Il Faro di Roma, Sala Stampa Santa Sede. Correspondent of European News Agency. Reporters.de. AgoraVox.fr, Nuovo Giornale Nazionale, Eurasiaticanews.eu, La Maschera di Tespi, De Regimine Litterarum. Scrittore.


