
di Ugo Busatti
Uno dei problemi che affligge l’Italia è la burocrazia. La quale nasce dalla volontà di potere a vari livelli. Potere che poi non può essere esercitato liberamente perché il burocrate di turno rischia incriminazioni per le troppe leggi. Scritte male e interpretate peggio.
Il che porta a blocchi e intoppi a volte insormontabili, o a situazioni di ricatto amministrativo tipiche dei comuni che fanno cassa sui veti che troppo spesso si intrecciano a vari livelli.
Il caos, visibile e tangibile, è dovuto non solo alla incapacità mediterranea di essere pratici ed effettivi, ma anche e soprattutto alla eccessiva frammentazione dei poteri.
La strada maestra per il benessere dei cittadini, di tutti i cittadini, è la semplificazione e la centralizzazione dei poteri, per ridurre e non amplificare, i processi decisionali.
Quindi, nel pieno rispetto della volontà dei politici di complicare le cose per poter meglio “ravanare” nel torbido, e nel più assoluto disprezzo per il sacrificio di chi ha donato la vita per una Italia unita, ci stiamo incamminando verso l’autonomia delle Regioni, che se pur temperata dai LEP ( livelli essenziali di prestazioni) resterà la porta principale per ulteriori problemi per i cittadini.
Inoltre, chi controllerà che i LEP verranno rispettati? E nel caso non lo saranno, arricchiremo i tribunali di ulteriore contenzioso?
In questo modo non solo avremo Italie diverse, ma avremo più spese per i maggiori controlli che essendo difficili da definire, alimenteranno il caos già ampiamente attuale.
Grazie Italia. O quel che ne resta





