
CHI COMANDA ALLA CASA BIANCA? POISON DÉMOCRATIQUE
L’interrogativo del titolo apre una questione di fondamentale importanza per tutti noi, in quanto sapere chi comanda davvero alla Casa Bianca riguarda gli equilibri del mondo, possibili azioni di guerra, l’economia, la finanza, la sicurezza dell’Occidente.
Venerdì scorso il presidente Joe Biden ha tenuto la sua prima riunione di Gabinetto dopo quasi un anno intero e ha prontamente passato la parola alla first lady Jill Biden, seduta a capotavola.
Tra i membri del Gabinetto di un presidente figurano il vicepresidente e i segretari dei 15 principali dipartimenti esecutivi.
Joe Biden ha detto, in apertura di seduta: “Ho sentito quell’applauso, non era per me, quando siamo entrati. Questa è la prima volta che Jill si unisce a noi, e dimostra quanto sia importante la questione”.
La first lady era presente per parlare di un’iniziativa per finanziare programmi per la salute delle donne.
Questione sicuramente importante, ma non tale da essere messa all’ordine del giorno della prima seduta di gabinetto del 2024, dopo che l’ultima si era tenuta a ottobre del 2023.
“La nostra nazione – ha esordito Jill Biden – ospita la migliore ricerca sanitaria al mondo, ma la salute delle donne è poco studiata e la ricerca è sottofinanziata. E sappiamo ancora troppo poco su come prevenire, diagnosticare e curare efficacemente una serie di condizioni di salute nelle donne, dalle malattie cardiache ai tumori”.
Questione, ripeto, sicuramente importante, ma che solo chi crede che gli asini volino può pensare essere davvero l’oggetto della presenza della moglie di Biden.
Alcuni osservatori, ovviamente, hanno visto la scenetta come prova che il presidente non è più al comando. Con altri quattro mesi rimasti alla fine del suo mandato, il presidente è stato lontano dai riflettori da quando si è dimesso dalla sua campagna di rielezione e ha ceduto le redini alla vicepresidente Kamala Harris.
L’immagine della first lady Jill Biden seduta a capo della prima riunione del Gabinetto del presidente Joe Biden in quasi un anno è stata, altrettanto ovviamente, colta da Donald Trump durante il suo comizio a Wilmington, nella Carolina del Nord, sabato.
“Non so se è ancora il presidente. Sto cercando di capirlo”, ha detto Trump durante il suo comizio, trasmesso in diretta e per intero su Newsmax.
Il tema da affrontare, tuttavia, non credo sia se Biden sia o non sia ancora presidente. Già da molti mesi si era capito che Biden non era in grado di reggere la carica e non a caso è stato costretto a rinunciare alla candidatura.
Se il linguaggio dei simboli ha ancora un significato, credo che la scenetta del Gabinetto abbia mandato una serie di messaggi il cui effetto vedremo nei prossimi mesi.
E’ noto che Biden si è ritirato dalla corsa costretto a farlo da Nancy Pelosi, Hillary Clinton e Barack Obama.
E’ altrettanto noto che la moglie di Biden era contrarissima alla sua rinuncia, anche per il fatto che c’è il figlio Hunter da salvaguardare e che ci sono i noti affari di famiglia da tutelare.
Il primo messaggio, pertanto, è, come una bomba a grappolo, rivolta a chi ha costretto Sleepy Joe a mollare. Poison démocratique.
In questi mesi che restano il trio Pelosi, Hillary e Obama e tutta la squadra che ha collocato a riposo Biden farà i conti con la signora Jill, armata di ettolitri di veleno da spargere con doviziosa attenzione. Poison démocratique.
L’altro messaggio è rivolto a chi la stava ascoltando ed è del tipo: “Cari signori, comando io e sappiate che non avrete vita facile, visto che non avete sostenuto il presidente. Sappiate inoltre che se vince Kamala sarete tutti a spasso. Chi ha orecchie per intendere, intenda”. Poison démocratique.
Un messaggio ulteriore è rivolto anche all’esterno e potrebbe essere: “Guardate che a Washington non comandano Obama, la Hillary e nemmeno la Pelosi. Comanda la famiglia Biden”. Poison démocratique.
Infine, un messaggio è anche rivolto agli elettori ed è del tipo: “Davvero volete votare chi è il frutto di una cospirazione?”.
Poison démocratique.
Ne vedremo gli effetti.





