Home Opinioni Berrnard da sistemare

Berrnard da sistemare

0

Il secondo morto di Minneapolis è con tutta evidenza vittima di un omicidio commesso da agenti federali e la cosa non è ovviamente accettabile in una grande democrazia. Detto e ribadito questo, resta il fatto politicamente rilevante. Le politiche Woke, azione positiva, quote ovunque, porte spalancate alla immigrazione clandestina, stanno trasformando, forse hanno già trasformato, gli USA in un aggregato di tribù etniche l’una contro l’altra armate. Lo ripeto, l’infermiere ucciso dagli agenti è con tutta probabilità vittima di un omicidio, ma le manifestazioni che in questi giorni sconvolgono gli USA ci sarebbero state anche se fosse stato LUI il primo a sparare e la polizia avesse agito per legittima difesa. Il copione è scritto da tempo: se il membro di un certo gruppo viene colpito si scatena l’inferno. Non importa se sia stato legale o meno colpirlo, non importa se fosse o non fosse in corso una rapina: avete toccato uno dei “nostri” e noi spacchiamo tutto. E’ la logica della guerra civile. E non è una logica che scatta oggi, con Trump. Episodi simili ci sono stati sotto tutti i presidenti: con Trump ma anche con Biden e Obama. Se l’universalismo democratico viene sostituito dal tribalismo dei gruppi etnici ogni contrasto, ogni conflitto di idee, interessi, valori può dar vita a un processo in grado di far saltare le basi stesse della civile convivenza.
Dar la colpa di tutto al cattivissimo Trump è una idiozia. Certo, il presidente USA farebbe bene a cambiar stile una volta per tutte, a pensarci dieci volte prima di fare certe dichiarazioni, a pretendere che le forze federali agiscano con professionalità e rispetto per le persone, ma solo degli sciocchi, o peggio, possono pensare sul serio che la responsabilità per lo stato miserevole in cui si trova la potenza guida dell’occidente sia conseguenza del “trumpismo”. Semmai è vero il contrario: gli eccessi e quanto di negativo può esserci nel “trumpismo” sono la conseguenza della sottocultura e della conseguente follia politica “woke”.
Intanto, mi si permetta una considerazione ultra polemica. Mentre i “progressisti occidentali piangono per i due morti di Minneapolis, il mondo scopre che nelle recenti repressioni in Iran sono morte (secondo fonti attendibili, NON trumpiane) più di 30.000 persone, massacrate dai guardiani della rivoluzione in due o tre giorni. Le stesse autorità della teocrazia parlano di oltre 3.000 vittime. Eppure, parlando di Iran, i “democratici progressisti” strillano sul rispetto del “diritto internazionale”. Da piangere, o da ridere. Probabilmente da vomitare.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui