
di Angelo Ciccarella
Il mio Maestro ci insegnava, tra il nostro stupore, che il corpo è anima e viceversa e il mondo, e tutto ciò che contiene è formato da una sola sostanza fondamentale. Insomma, non vi sarebbe dualità tra anima e corpo. Tutti e due insieme costituiscono il vivente che è soggetto, il corpo vivente che io sono e non che “ho”, come dicono i cartesiani. Non si dovrebbe dire che “io ho” un’anima ma che “io sono un’anima” vivente. Anima vivente o corpo vivente è la stessa cosa, perché il corpo vivente che sono io non è altro che l’anima vivente che sono io e che informa una materia. Non ha senso domandarci dov’è l’anima, come se fosse alloggiata in qualche parte del corpo, perché l’anima vivente è ciò che costituisce il corpo vivente tutto intero. Tutti lo abbiamo provato: se sono preoccupato è tutto il corpo che ne risente. Se sono felice, il mio corpo sta bene ed è leggero. Se tengo in forma il corpo, l’anima ne riceve benessere. La vita è aurosomatica.
Se alleni il corpo alleni la mente. La scuola della sapienza ci richiede di essere rilassati, centrati, uniti, anche nel bel mezzo di una tempesta. Pare facile a dirsi. Intanto per rilassarci è necessario essere consapevoli del proprio corpo. Viviamo troppo dentro i nostri pensieri, e consideriamo così il corpo un carretto che trasporta la mente. Gli esoteristi oggi discettano di astrattismi, teoremi, cerebralizzano per sentirsi più moderni. Per cambiare la nostra realtà dobbiamo iniziare dalla cosa più vicina a noi stessi: il corpo.
La tecnica del rilassamento è basata sulla capacità di unire pensiero-respiro-azione. In pratica, richiede la comprensione del rapporto tra pensieri, sentimenti e cambiamenti fisiologici.
Ogni giorno affrontiamo stress di tutti i tipi, e la nostra risposta è personale: alcuni sopportano un livello di stress che altri troverebbero difficile gestire. La nostra capacità di affrontare i fattori di stress cambia in base alle fluttuazioni ambientali. I fattori di stress sono anche cumulativi e la risposta generale a un eccesso di stress è attivare la reazione di attacco/fuga: il fegato rilascia nel flusso sanguigno il glucosio immagazzinato, il cuore batte più veloce, i muscoli si preparano all’azione e il sistema digestivo si ferma. I corpi sono quindi pronti per la fuga o il combattimento, ma se non c’è possibilità di risoluzione fisica o psicologica, possono svilupparsi problemi cronici. Per esempio, la tensione muscolare può trasformarsi in mal di testa e dolori al rachide cervicale. La lotta per soddisfare aspettative irrealistiche rafforza sentimenti di ansia e bassa autostima, che producono altro stress.
Iniziamo a identificare i sintomi dello stress. Poi, esaminiamo le nostre abitudini e atteggiamenti, e chiediamoci se è più probabile che riducano o aumentino il sovraffaticamento. Convinciamoci che dobbiamo cambiare il nostro stile di vita. Non tutto riusciremo a controllare. Un fattore scatenante del nostro mal di vivere è la parola sbagliata che ci accompagna durante la nostra giornata tipo. Quando ci aspettiamo che le cose vadano male, ci predisponiamo al peggio. I pensieri determinano il nostro stato. Pensieri funesti provocano stati di coscienza negativi. Un’idea dominante elevata e un’immagine luminosa che ci condurranno lungo il percorso esistenziale, saranno di buon auspicio e coloreranno il giorno.
Lo stato d’ansia è comune a molti di noi. Mille situazioni lo provocano, ma mille atteggiamenti sbagliati innescano la pesantezza del cuore. Che fare? Per prima cosa, impariamo a respirare profondamente, impariamo ad aver coscienza del respiro che è il ritmo che diamo alla nostra vita. Poi, i pensieri di autoaffermazione riducono lo stress. Di fronte ad un impegno di lavoro, un’esame da superare, pensare che vadano male non ci aiuta: partiamo col piede sbagliato. Spesso l’esistenza ci induce a veder tutto nero. Alzarsi a mattina e visualizzare una giornata migliore, di crescita, aiuta parecchio. Alcune idee-chiave della new Age non erano poi così stupide, anzi. Il pensiero positivo, non è un’illusorio palliativo. L’approccio al vivere è fondamentale. Mi attiro buone cose se mi predispongo a riceverle.
Si dice che sotto pressione mostriamo chi siamo veramente. Spesso siamo inadeguati o inappropriati di fronte a situazioni pesanti. Essere in grado di rilassarci significa usare questa abilità in una vasta gamma di situazioni. Cominciamo col distendere i muscoli dalle tensioni accumulate. Le spalle chiuse, le mani strette a pugno, il respiro corto, sono tensioni che ci accompagnano per buona parte del tempo. Cambiamo postura, quindi. Curvi, chini? Recuperiamo un’assetto ortogonale al terreno: proviamo ad osservarci e ci accorgeremo che dobbiamo allinearci. Prendiamo consapevolezza del nostro posto nell’Universo. Un portamento eretto, è indice di nobiltà, quella vera non di sangue. Dritti acquistiamo sicurezza, ma questo dovrà avvenire senza sforzo. Come? Immaginandoci persone migliori, nobili appunto. È una questione di stile: misurati nel parlare e, soprattutto, nel pensare. Se sono cose giuste, pure, amorevoli, di buon augurio, allora pensiamo a queste cose.
Pensa bene e avrai bene.





