Home Politica ATTACCO AL CUORE DELLO STATO. MATTARELLA NIENTE DA DIRE?

ATTACCO AL CUORE DELLO STATO. MATTARELLA NIENTE DA DIRE?

0

Il Tempo pubblica e Meloni rilancia in un post sui social una mail choc di un magistrato della corrente Dem: “Meloni più pericolosa di Berlusconi. Compatti per porre rimedio”.

Siamo di fronte ad un attacco al cuore dello Stato, alle basi stesse della democrazia repubblicana. Attacco che non può vedere il Presidente della Repubblica silente, perché ora siamo arrivati al punto di non ritorno. O lo Stato vince la battaglia della democrazia o lo Stato sarà sempre più una sorta di ghetto nelle mani di un potere terzo che è esondato dai propri limiti, allaga, fa danni, riduce la credibilità delle istituzioni, disastra il Paese.

Vediamo i fatti.

Giorgia Meloni – scriveva ieri Il Tempo – è diventata il nemico numero uno delle toghe rosse. In fibrillazione perché stavolta, davanti, non hanno Silvio Berlusconi, da colpire a suon di inchieste giudiziarie per qualche scheletro nell’armadio. Meloni non ne ha, non è ricattabile, come ha più volte sostenuto lei stessa, e quindi è troppo pericolosa, un ostacolo difficile da abbattere. È questo il contenuto della mail choc scambiata ieri [sabato per chi legge, ndr] tra esponenti di Magistratura Democratica […] e l’Anm, l’associazione nazionale magistrati.

A scrivere la mail, alle 18.32 di ieri, a una nutrita mailing list di giudici schierati, è il sostituto procuratore della Cassazione, Marco Patarnello, una delle voci più autorevoli della corrente dem della magistratura.

Il giudice Patarnello, prendendo a spunto la non convalida del trattenimento migranti in Albania e le successive reazioni del Governo», scrive ai suoi colleghi: «Indubbiamente l’attacco alla giurisdizione non è mai stato così forte, forse neppure ai tempi di Berlusconi. In ogni caso oggi è un attacco molto più pericoloso e insidioso per molte ragioni. Innanzitutto perché Meloni non ha inchieste giudiziarie a suo carico e quindi non si muove per interessi personali ma per visioni politiche e questo la rende molto più forte. E rende anche molto più pericolosa la sua azione, avendo come obiettivo la riscrittura dell’intera giurisdizione e non semplicemente un salvacondotto».

La mail, resa nota da Il tempo, continua affermando che «la magistratura è molto più divisa e debole rispetto ad allora» ed «è isolata nella società. A questo dobbiamo assolutamente porre rimedio. Possiamo e dobbiamo farlo. Quanto meno dobbiamo provarci. Sull’isolamento sociale non abbiamo il controllo ma sul tema della compattezza interna possiamo averlo. Non è accettabile chinare le spalle ora o che qualcuno si ritagli uno spazio politico ai danni dell’intera magistratura».

Continua Patarnello: «Dobbiamo essere uniti e parlare con chiarezza. Non dobbiamo fare opposizione politica ma dobbiamo difendere la giurisdizione e il diritto dei cittadini a un giudice indipendente. Senza timidezze. Dobbiamo pretendere che il Csm apra un dibattito al proprio interno e deliberi una reazione chiara e netta. Che anche l’Anm mostri il proprio approccio unitario e fermo. Ieri (venerdì, ndr) ho sentito un buon Santalucia, pacato ma piuttosto chiaro. Vorrei che si sentisse chiaramente che rappresenta tutta la magistratura. Non possiamo fare molto ma essere uniti, tenere la schiena dritta e parlare con chiarezza questo sì».

La si metta come si vuole, ma questa è una dichiarazione di guerra ad una delle massime istituzioni dello Stato, ossia al Presidente del Consiglio di un Governo democraticamente eletto, sostenuto da un parlamento liberamente eletto.

Definire pericolosa l’azione del Presidente del Consiglio significa dichiarare guerra ad una delle massime cariche dello Stato, cosa sulla quale il Presidente della Repubblica non può esimersi dal prendere una posizione netta.

Patarnello, scrive Il Tempo “chiama alle armi […] contro il governo, perché «la compattezza e omogeneità di questa maggioranza è molto maggiore che nel passato e la forza politica che può esprimere è enorme e può davvero mettere in discussione un assetto costituzionale ribaltando principi cardine che consideravamo intangibili. Come corollario di questa condizione politica, anche l’accesso a un’informazione decente è ancora più difficile dell’era di Berlusconi».

Se Giorgia Meloni ha vinto molte battaglie tattiche, ha ottenuto riconoscimenti internazionali importanti, si è affermata come leader europea, ora è di fronte ad una battaglia che non è più tattica e nemmeno operativa, ma strategica. Se la perde rischia di perdere tutto quanto ha conquistato in questi anni, compresa la credibilità istituzionale interna.

La mail improvvida del magistrato, inviata ad una schiera di suoi colleghi, oltre ad essere un fatto gravissimo, ha avuto ed ha il merito di aver chiarito il livello dello scontro, riguardo al quale o lo Stato vince o perde e si consegna ad una deriva giudiziaria che può trasformare alla radice la democrazia del Paese.

Hic Rodus, hic salta.

Ovviamente, l’email ha fatto insorgere Fratelli d’Italia.

Durissimo Tommaso Foti, capogruppo FdI alla Camera. “Alcuni scambi di mail tra magistrati pubblicati oggi [ieri per chi legge, ndr] sulla stampa non possono che destare fondata preoccupazione sulla dovuta terzietà del potere giudiziario. A poche ore dall’ordinanza del Tribunale di Roma con cui si è preteso di stabilire quali siano i Paesi sicuri di provenienza degli immigrati – competenza che è e resta propria del legislatore – la mail del sostituto procuratore della Cassazione Marco Patarnello, pubblicata dal Tempo, ci conferma la propensione di una parte della magistratura ad invadere il campo della politica”. 

La mail inviata dal magistrato Marco Patarnello a una mailing list dell’Anm è finita in Parlamento.

Il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, con una lunga nota, ha annunciato un’interrogazione urgente in cui chiede “una immediata ispezione da parte del Ministero della Giustizia relativa al comportamento” dell’esponente “di Magistratura Democratica, Procuratore della Cassazione”.

“In uno scambio di mail Patarnello fa affermazioni politiche molto gravi, contestando il governo in carica e sintetizzando un programma, che secondo gli organi di stampa, rappresenta un vero e proprio ’manifesto dell’opposizione politica’, che molti settori della magistratura hanno annunciato e che ha preso corpo anche, a mio avviso, nelle decisioni della giudice Silvia Albano, Presidente di Magistratura Democratica, che ha ordinato di riportare in Italia dodici immigrati trasferiti in Albania, con motivazioni che esondano dalle competenze della magistratura”.

Dopo aver citato il contenuto della mail di Patarnello, Gasparri scrive che “questo documento rappresenta un atto eversivo, sul quale il potere ispettivo del governo deve subito intervenire”.

Il senatore Gasparri chiede un intervento del capo dello Stato: “Mi rivolgo pubblicamente al Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, il Presidente della Repubblica Mattarella, per sapere se si può tollerare una condotta di questo tipo da parte di un esponente della Corte di Cassazione. Il CSM e il Presidente della Repubblica in primo luogo non possono ignorare questo atto inaudito della magistratura, che vuole sostituirsi, e questo atto lo dimostra, al potere esecutivo e al potere legislativo. Siamo davanti a un vero e proprio attentato ad organi costituzionali da parte di un magistrato. Non lo tollereremo, e credo che il Parlamento dovrebbe riunirsi con immediatezza per affrontare questo tema. Farò una formale richiesta in questo senso”.

Mentre gran parte dell’Europa ha manifestato approvazione per il “modello Albania”, nel giorno dell’arringa a Open Arms, la sezione immigrazione del tribunale di Roma ha deciso di non convalidare il trattenimento dei migranti all’interno del centro italiano di permanenza per il rimpatrio di Gjader.

A questi due avvenimenti si somma la mail choc del magistrato Patarnello.

Una mossa giudiziaria che ha trovato la sinistra (ma quale? meglio chiamarla progressismo woke) pronta a esultare.

Giorgia Meloni, su X ha scritto: “Pd, M5S e AVS hanno presentato un’interrogazione alla Commissione europea chiedendo se intende aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia per l’accordo sui flussi migratori con l’Albania. Avete capito bene, alcuni partiti italiani stanno di fatto sollecitando l’Europa a sanzionare la propria Nazione e i propri cittadini, con il solo obiettivo di colpire politicamente questo governo. Una vergogna che non può passare inosservata”.

Sul tema è stato intervistato ​Domenico Cacopardo. Il giurista, già consigliere di Massimo D’Alema premier, in un colloquio con l’HuffPost Italia, si è detto d’accordo con la Presidente del Consiglio: “Non spetta ai giudici dire quando un Paese è sicuro e quando no. Dopo la decisione di Roma ci troviamo di fronte a un effetto irragionevole: tutti gli egiziani e i bengalesi possono chiedere di venire in Italia. La sinistra sbaglia: deve adottare un’ottica togliattiana. E sbaglia anche la sinistra a cavalcare in questo modo un tema che porta consensi a Meloni. Togliatti non lo avrebbe fatto”.

Ecco: Togliatti non l’avrebbe fatto, ma questa vociante sinistra, sinistra non è. E’ progressismo liberal e neo con, è wokismo. Tuttavia, dietro al vociare c’è un grumo di potere catto-comunista, molto più catto-sinistroide che comunista, che a tutti i costi si ritiene l’unico legittimato a governare. La Chiesa di Bergoglio questo grumo non manca di sostenerlo, facendo rimpiangere la Breccia di Porta Pia.

Lo schiaffo ai sinistroidi liberal neo-con wokisti dell’ex consigliere di Massimo D’Alema, che cita Togliatti, forse vuol ben dire qualcosa di più di un commento. Forse vuol dire che c’è qualcuno, con i “baffi”, che sta pensando che siamo arrivati davvero al punto di non ritorno e si tira fuori, richiamando il senso del limite.

Hic Rodus, hic salta. Vale per tutti.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui