Home Opinioni LA ‘DEMOCRAZIA GIUDIZIARIA’ E’ UNA DEMOCRAZIA ILLIBERALE

LA ‘DEMOCRAZIA GIUDIZIARIA’ E’ UNA DEMOCRAZIA ILLIBERALE

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di Lucio Leante

Dicono “un ministro, e in generale, il potere politico e persino il governo sono soggetti alla legge”. Certo! Ma, a ugual titolo ed a più forte ragione, i magistrati dovrebbero sentirsi, essere ed apparire “soggetti alla legge” (come recita la Costituzione). Anzi dovrebbero essere anche politicamente neutrali ed anzi “bocca della legge”, leoni indipendenti, ma “sotto il trono” del potere legislativo e politico, e non sovrapporsi ad esso. Verità lapalissiane.

Senonché solo la prima suscita gli applausi di molti “liberal-democratici” che fingono di non accorgersi che il principio della soggezione alla legge e dell’imperio della legge a fronte del potere politico viene troppo spesso usato per affermare la violazione della legge da parte di alcuni magistrati politicizzati ed ideologizzati che rifiutano esplicitamente (e addirittura con disdegno orgoglioso) il ruolo di “bocca delle leggi” ed, anzi, rivendicano il diritto di interpretare queste ultime “creativamente” e arbitrariamente. Lo fanno, oltre che con artifici dialettici e retorici, anche appellandosi a normative e sentenze europee anch’esse interpretate “creativamente” o persino appellandosi direttamente alla Costituzione, anch’essa spesso interpretata “creativamente”.

Grazie alle infinite risorse dell’interpretazione si configura così un’usurpazione delle funzioni e dei poteri della Corte Costituzionale a cui sola spetta il controllo di costituzionalità delle leggi, ma ne risulta anche, come effetto complessivo, un’usurpazione delle stesse funzioni e poteri del Parlamento e del Governo.

Si forma così un “governo ombra” (parallelo a quello legale espressione della volontà popolare) costituito da un partito di magistrati (di solito PM) politicizzati o ideologizzati che intervengono direttamente, con artifici dialettici e pseudo-giudiziari interpretativi, nella lotta politica in appoggio a certe determinate forze politiche che quei magistrati sentono a loro vicine. Quel partito rafforza l’opposizione al governo legale quando quelle forze politiche, come accade oggi in Italia, sono all’opposizione e rafforza, invece, il governo quando le forze politiche amiche e sodali sono al governo.

In ogni caso si tratta di una distorsione della fisiologia democratica e di una degenerazione della democrazia liberale in “democrazia giudiziaria” e quindi in “democrazia illiberale” in quanto configura una violazione del principio di separazione dei poteri; in particolare si configura un’esondazione-usurpazione da parte di una parte del potere giudiziario del campo e dei poteri del legislativo e dell’esecutivo (oltre che di quelli della Consulta) e di tutte le altre funzioni statali, incluse quelle delle forze di sicurezza.

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  • Redazione

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