
di Elio Truzzolillo
La prof. Di Cesare ieri ha cancellato subitaneamente un tweet di cui evidentemente lei stessa si è vergognata (la stessa rettrice della sua Università si è detta “sconcertata”), un po’ come fanno quelli che rompono una freccia di un’auto e poi scappano sperando di non essere visti. Ora ha capito (cribbio, ci cascano sempre) che sui social tutti ti vedono se rompi la freccia di un’auto mentre fai manovra, non serve scappare.
Cara professoressa, le polemiche e le critiche pubbliche e trasparenti sono assolutamente compatibili con la democrazia, anzi ne costituiscono la spina dorsale.
Le assicuro che la democrazia la hanno messa in pericolo molto di più quelli che sparavano (di destra e di sinistra).
Non abbiamo dubbi che lei avversi i primi e ne siamo felici, purtroppo ha scritto a chiare lettere di condividere gli ideali dei secondi che considera “compagni” (non compagni che sbagliano, solo compagni).
Mai che uno di questi fenomeni abbia la dignità intellettuale per chiedere scusa. Almeno ammettendo di avere usato espressioni poco felici. Mai, sono sempre vittime di un attacco alla democrazia.
P.S.: per il contenuto del tweet che la coraggiosissima prof. Di Cesare ha cancellato dopo le prime critiche sperando che nessuno se ne accorgesse si veda il post precedente.





