
di Savino Discanno
I dati riportati oggi sui quotidiani derivanti dalla rilevazione Ocse-Pisa su elaborati Invalsi circa lo stato della cultura italiana tradotti in termini militari risulterebbero catalogati alla voce “disfatta”.
Si leggono valori di analfabetismo funzionale allarmante e disarmante. Si apprende, come se già non fosse noto, che il livello di apprendimento di materie come la matematica ha raggiunto livelli minimali mai registrati negli ultimi decenni. Si apprende che buona parte della popolazione scolastica, e non solo si potrebbe aggiungere, non comprende ciò che legge. Povertà di linguaggio e contenuti, afasia intellettuale nella elaborazione di pensieri compiuti, inespressione di elaborati dottrinali.
Ma ciò assume elementi di paradosso e di grottesco considerando l’ elevato numero di dottori, professori, scienziati, analisti, esperti in circolazione, risibilita’ di contesti accademici ove ogni giorno si celebrano conferenze e convegni che spaziano dalla riproduzione della rana della foce del Po alla coltivazione del quadrifoglio irlandese.
È necessario essere concreti lasciando le pagliacciate ai soloni ministeriali bravi solo nel verificare l’ accredito mensile dello stipendio.
Scriviamolo senza timore. Tutto ciò che è accaduto è frutto, comunque la si voglia vedere, di una trasformazione sociale. È mutata la famiglia che doveva evolversi invece di dissolversi, i modelli culturali sono decaduti grazie a forme televisive stile “tentata vendita di pentole” che hanno illuso la popolazione che con le famose comode 36 rate si potevano comprare anche relazioni e sentimenti. Nella sintesi finale poi il colpo di grazia è arrivato con la affermazione della società liquida, della filosofia demenziale woke, con l’abominio della proposta del metaverso e del transumanesimo.
È necessario reagire.
Proprio nella giornata di ieri chi scrive ha trascorso qualche momento nella biblioteca cittadina-paesana per visitare una mostra sulla cultura bibliografica dell’ Illuminismo. All’ ingresso una cartografia di Voltaire.
Nelle 2 sale esposti libri antichi, sulle pareti illustrazioni della “bellezza” come le statue marmoree del Canova e tanto altro.
Visitatori? Solo chi scrive. Interpellata la titolare della mostra si apprendeva l’ impegno a coinvolgere le scolaresche per una visita.
Purtroppo al rientro verso lo studio, le scolaresche si visionavano davanti ai bar impegnate in contatti a mezzo cellulari tramite wazap e altre amenità. Non è colpa loro.
Si è smarrito il principio del ” ruolo” che ognuno dovrebbe avere chiaro per sé stesso e gli altri.
Non serve lamentarsi ma bisogna agire, e come diceva Padre Pio, solo con le opere si vince il male.
Ripartiamo dai Valori.
Il Rinascimento, fenomeno universale di cui culla fu l’ Italia, nacque in risposta ai cosiddetti “secoli bui” e si sviluppò tra il XV ed il XVI secolo. Artisti, poeti, scienziati (quelli veri) mecenati , espressero un movimento culturale unico al mondo ispirato, nella semplificazione, al Bello, all’Assoluto, al Divino.
I tempi cambiano ma l’ umanità resta sempre la stessa sia se usa carri trainati da buoi maremmani sia se usa automezzi con motori endotermici.
Non basta avere librerie piene di libri esposti perché i libri bisogna leggerli e non collezionarli.
La Scuola. È il fondamento con la famiglia della società. Piccole idee. Si spengano i cellulari in classe. Si reintroducano i corsi di ortografia, si riappendano alle pareti le famose cartine geografiche mute.
Ed a proposito di ruoli mai dimenticare che la scuola forma ma è la famiglia che educa, e quindi i genitori restino fuori dalle aule perché a fare i sindacalisti per le insufficienze scolastiche dei figli non li aiuta, oltre al fatto che restare di più in casa a studiare con loro invece di trascorrere il tempo extra lavorativo in attività “estemporanee” migliorerebbe la società in generale.
Si conclude. Il vero grande pericolo è che menti perverse ma raffinatissime nella valutazione di una umanità inutile ridotta al mero soddisfacimento dei bisogni corporali elementari proponga, ma si ritiene lo abbia già fatto, un nuovo modello di governo, la IA come nuova divinità assoluta scevra di difetti e sentimenti ma idonea a modellare una società decadente.
Ebbene è tutto da dimostrare che la IA abbia più qualità della “mente” umana ed in ogni caso visto che se di fede trattasi la scelta resta per il Cristianesimo,e quindi si preferisce l’ imperfezione del genere umano che la perfezione delle macchine intelligenti.





