
di Giulio Galetti
Pensare che ieri l’altro si sia tenuta una manifestazione a Roma che festeggiava il pogrom del 7 ottobre, giustificandolo (esattamente come Khamenei), mi riempie di una profonda amarezza.
In 5000 sono accorsi da tutta Italia, come testimoniano i 38 fogli di via, spiccati dalla Prefettura per persone provenienti da Varese, Livorno, Campobasso, Brindisi, Napoli, Salerno, Torino, Firenze, Milano, Perugia, Modena, Catania, Bari, ecc.
Al corteo non autorizzato hanno partecipano i rossobruni plasticamente sotto le bandiere di Forza Nuova e di Rifondazione Comunista, riuniti da un rigurgito antisemita. Hanno avuto anche il coraggio di innalzare la bandiera gialla di Hezbollah.
Non odio coloro che esprimono tali aberranti concetti, perché finirei divorato dal medesimo loro demone.
Li considero, piuttosto, una variabile impazzita della logica, l’aberrazione sublimata e palesata con l’ignorante consapevolezza dell’antisemitismo che lega i sostenitori della Jihiad con gli antimperialisti occidentali (degli imperialismi iraniani, russi, cinesi loro non se ne occupano… poveri patati).
Tanti sciroccati (troppi) con uso di kefiah mischiati a propalatori di odio professionisti di chi vuole incendiare le piazze al grido “IL 7 OTTOBRE É INIZIATA LA RIVOLUZIONE”, risuonato nel quartiere Ostiense di roma dai ProPal ormai ottenebrati dal loro stesso odio antisemita.





