Home Politica estera A QUANDO UNA EUROPA INCLUSIVA SENZA I BUROSAURI

A QUANDO UNA EUROPA INCLUSIVA SENZA I BUROSAURI

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di Ugo Busatti
 
Mi dispiace moltissimo che mi sembra di vedere molto interesse tra voi che mi seguite sulla discussione che sto cercando di aprire sul tema delle proposte di Draghi per la UE. E mi dispiace perché é un punto focale del nostro futuro. É la dimostrazione che quanto propone SEI (Stato Etico) ormai da dieci anni, inascoltato per lo piú, sta diventando tema anche per altri, che sicuramente non conoscono SEI ed il suo programma.
E dall’altro lato sono contento perché ho capito che ho ragione nel perseguire questa strada. La gente sta cominciando a capire che é il “modello” che va cambiato.
In un articolo interessantissimo su Huffpost, purtroppo senza firma, é questa la domanda che ci si pone, partendo dalle stesse premesse di SEI.
L’articolo ci ricorda che “Draghi fa esplicito riferimento a due concorrenti per l’Europa: gli Stati Uniti e la Cina. In conclusione ricorda che essi “sono in vantaggio perché possono agire ciascuno come un paese unico con un’unica strategia. Se vogliamo raggiungerli…”. Appunto, raggiungerli. Ma un vero cambiamento radicale è quello che ti fa giocare meglio la partita che stai già disputando o quello che ti fa proprio cambiare il tavolo da gioco – magari ribaltandolo?”
La domanda che si pone l’estensore dell’articolo é: “a cosa serve davvero un’economia? Si potrebbe dire a moltiplicare le risorse e migliorare il benessere dei membri della comunità. Ma questo, a pensarci bene, non è il vero scopo finale, che invece è il mantenimento del patto sociale, senza cui nessuna comunità può esistere.”
Giá, il patto sociale. Quello che ogni cittadino sottoscrive alla nascita, inconsapevolmente, che dovrebbe proteggerlo dalla arroganza dei piú forti. Il patto sociale é quello che ti fa “rinunciare” a certe libertá, per avere una “protezione” dalla comunitá.
Una societá piú “giusta ed equa”.
Fino a qui ci siamo arrivati. Grazie anche alle politiche espansive. Oggi, salvo casi particolari, la fame non é piú un problema da noi in occidente. Anzi. Gli obesi aumentano, ed i consumi pure. Dunque la ricetta, secondo Draghi, dovrebbe essere quella di aumentare la competitivitá? Per cosa? Per avere una macchina elettrica in grado di competere con quelle cinesi? É su questo terreno che ci dobbiamo confrontare con chi produce a costi minori, con chi ha le materie prime che noi grazie alle guerre in corso stiamo facendo diventare sempre piú care e introvabili? O piuttosto dobbiamo calmarci, riprendere fiato, e dedicarci a quello che sappiamo o possiamo fare, dando il valore aggiunto che la nostra creativitá é in grado di offrire, e ridisegnando un patto sociale che tenga in considerazione l’essere umano come bene piú prezioso di un telefonino?
Non é utopia tutto ció. Lavorare meno per lavorare tutti. Essere pagati meglio per far lavorare altri. Mettere in moto un circolo virtuoso dove ognuno, come in un giusto patto sociale, dica la sua e riceva protezione.
Utopia sta diventando invece la ricerca di una unitá politica tra 27 Stati troppo diversi, ognuno con la mania di prevalere sull’altro, con visioni economiche e sociali diametralmente opposte. Pretendere che chi ha conquistato il potere nei singoli Stati, lo ceda ad una autoritá superiore che decide oltre la taglia delle telline e delle banane come oggi, ma pretenda di piú.
L’Europa, che comprende la Russia anche se non piace a tutti, ha dei valori sociali ed economici comuni, ha delle capacitá uniche, una inventiva ed un gusto per la bellezza invidiato dal resto del Mondo, ed é su questo che dovrebbe concentrarsi. Non sulla competitivitá. Le scarpe italiane, devono costare di piú di quelle cinesi perché sono piú belle.
L’unitá che si richiede all’Europa, non é quella di fare debiti e confrontarci con altre economie che possiedono risorse infinite di materie prime e di lavoratori meno pagati. Ma lasciare liberi i cittadini di girare senza confini, di poter aprire un conto in banca, ottenere un finanziamento, comperare una casa, un’auto con qualunque targa, un’assicurazione, vedere un programma televisivo, insomma vivere in un continente inclusivo. Invece pretendono una unitá politica, ci impongono obblighi di ogni genere, e ci levano le libertá di base. Per tutelare gli interessi dei singoli Stati.
No signori, la strada non é la “competitivitá” ad ogni costo. É il patto sociale che deve cambiare tra i cittadini di una Europa (che contenga la Russia) e che sia aperta al Mondo e possa diffondere la sua creativitá e le sue bellezze. E soprattutto tutelando i cittadini che vanno protetti, e non usati per aumentare la “competitivitá”, valore che va sostituito da ” produttivitá sostenibile” in termini economici ed etici.

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  • Redazione

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