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A FINE ANNO E’ NECESSARIO FARE I CONTI

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di Savino di Scanno
 
Il nostro debito pubblico, valori pubblicati nel corso del mese riferibili al mese di ottobre, riporta il dato di 2.868 mld di euro in costante crescita attestandosi ormai ai vertici dei debiti pubblici occidentali.
L’indebitamento delle famiglie, dati CGIA, è mediamente di 35 mila euro a famiglia, valore tra i più bassi nell’area occidentale, a significazione che le famiglie  italiane, a differenza dello Stato, mantengono ancora (non si sà fino a quando) una adeguata posizione di risparmio.
Il debito bancario è di circa 595,1 mld di euro.
Sul valore delle cartelle esattoriali in circolazioni, motivi di stile e decenza, non si ascrivono dati, in quanto tutto da dimostrare il loro reale valore, giusto quanto affermò tempi orsono l’allora Direttore Generale Agenzia delle Entrate, dottor Befera, che stimava nella percentuale del 5% la reale esigibilità.
Gli investitori internazionali continuano a nutrire fiducia nel nostro Sistema Paese riconoscendo investimenti nei nostri titoli per 400 mld di euro annui verso cui noi paghiamo comunque circa 90 MD di euro di interessi.
Il rendimento dei BTP decennali è del 3,7%. Lo spread BTP/Bund è di 155 punti base.
Buone notizie dalla Borsa di Milano dove l’indice FTSE registra un + 28% verso il + 22% di Madrid, il 19% di Francoforte, il 16% di Parigi.
L’ISTAT conferma una decrescita della produzione industriale generale pari a  – 0,2%, registrando dati positivi nel settore della energia + 2,7% e dei beni strumentali + 1,5%.
L’UE prevede un rialzo del PIL in Italia per il 2024 del +0,9%.
Sono freddi dati e come si sa il “mestiere” di economisti ed esperti di finanza è simile a quello degli alchimisti, basta un fruscio di battito di ali di un colibrì dell’Amazzonia per trasformare l’aria in uragano in Europa.
A livello sociale, lo si ripeterà all’infinito, la classe media è scomparsa, le élite radical chic, in questo momento a Cortina e località similari, in piena salute, tanto per questa gente non cambierà mai nulla se non Capalbio o Porto Rotondo in estate.
Nelle grandi città metropolitane si vive male, la vita continua ad avere costi insostenibili come mutui, affitti, spese di abbigliamento, per non scrivere dei costi sanitari per una popolazione sempre più anziana. I nostri figli pensano altri luoghi e paesi per andare a lavorare.
Le libere professioni e le PMI ormai “fuori concorso”. La pubblica amministrazione serve solo per pagare gli stipendi .
Ma qualcosa di buono, ogni tanto, viene fatta.
SI cita il decreto-legge 124/2023 che istituisce dal 1 gennaio 2024 la zona ZES Unica per il Mezzogiorno come volano per la ripresa della economia meridionale.
Si propone di istituire zone ZES per tutte le nostre città portuali come Genova, Napoli, Palermo, Bari, Ancona Trieste e Cagliari per iniziare, in quanto città come Dubai o SIngapore hanno creato fortune con aree a fiscalità agevolata unitamente a sistemi bancari solidi per realizzare sviluppi economici. Si scrive in modo chiaro. Va benissimo una industria nel nord, nord-est, ma l’Italia è una penisola ed il mare da che mondo è mondo è ricchezza ed il Mediterraneo è il naturale passaggio di merci e commerci dal Golfo di Aden, Mar Rosso, all’Atlantico, a maggior ragione adesso che avremo la “Via del Cotone”.
Persistendo le attuali condizioni si affermeranno sempre più fenomeni come corruzione, usura, estorsioni per non scrivere dei successi delle economie mafiose e criminali che a sentire Gratteri non trovano ostacoli in quanto se “quella gente” si può permettere piattaforme tecnologiche costosissime a partire da cellulari criptati da 3,5 mila euro cadauno. mentre noi siamo fermi ancora con le centrali di ascolto presso le Procure. obiettivamente non vi è da essere ottimisti.
Ma si sà oltre l’oltraggio la beffa, come ascoltare le dotte lezioni di storia e geopolitica di persone serie e competenti come il professor Barbero od il professor Caracciolo che ci raccontano che in fondo siamo e restiamo un Paese a sovranità limitata ma pur sempre democratico, e se lo dicono loro vi è da crederci perché sempre le élite radical chic sono autorizzate in qualità di Ufficio Motorizzazione della democrazia a rilasciare le relative patenti, in quanto se le stesse affermazioni vengono espresse  da altri di opinioni diverse partono gli strali della stampa liberal fino alle persecuzioni giudiziarie.
Ultimo ma non ultimo 2 guerre, in Ucraina e Medio Oriente.
Ha ragione il professor Silvano Danesi quando scrive su questo giornale del “tradimento” realizzato dalla cultura woke nei confronti dell’Occidente, quando potenze come la Cina, la Russia o culture come l’Islam rafforzano i loro caposaldi intellettuali perché è sempre vero che dietro i disastri economici e sociali vi sono disastri culturali.
Quindi, “che fare?”.
Non si ha nessuna formula magica. Resta il lavoro personale, il senso del dovere come forma di dignità individuale, la consapevolezza di non voler o poter aspettarsi nulla dalle amministrazioni pubbliche, per lo scrivente irrimediabilmente compromesse, allontanarsi da forme di stupidità dilagante che prosperano tra social, trasmissioni televisive varie fino a capolavori come quelli prodotti da +Europa a proposito del Presepe che non meritano neanche la peggiore offesa.
Deve mantenersi la fiducia nelle nostre radici culturali secolari, nel coraggio dei nostri imprenditori, nella forza dei pochi “Servitori dello Stato” che non conoscono ferie o licenze per compiere il loro dovere, nel buon senso di quelli che un tempo la nostra fede chiamava “Uomini di Buona Volontà”.
Agli Uomini e Donne di Buona Volontà gli auguri per un Felice Anno Nuovo con la certezza, che con l’aiuto di Dio, l’Italia, la nostra Patria, andrà sempre avanti e non si piegherà mai.

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  • Redazione

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