
di Francesco Pontelli
All’interno di una società, vittima più che artefice del proprio progresso determinato dall’iperinnovazione tecnologica e digitale , inserire dei divieti più che delle precise regolamentazioni relative ad un determinato settore, risulta decisamente anacronistico .
Ma soprattutto può diventare persino controproducente, in quanto i potenziali sviluppi economici sociali ed anche occupazionali
risultano sempre difficili da immaginare, in particolare all’interno di contesti ancora oggi inesplorati.
La guerra Santa in corso contrappone ora i sostenitori della carne sintetica rispetto a quelli di quella da allevamento e naturale, che vede in campo anche il governo, ma rappresenta l’immagine avvilente del livello culturale espresso nel nostro paese e dalla propria classe politica.
Il divieto relativo ad un ambito di ricerca, che pone un limite puramente ideologico ad un settore inesplorato e con un ipotetico potenziale sviluppo, risulta assolutamente ideologico, in quanto ad oggi nessuno risulta in grado di comprendere quali potranno essere i margini anche di crescita legata allo sviluppo della ricerca nell’ambito della carne sintetica.
Per contro andrebbe ricordato come all’interno del fronte opposto tra i sostenitori della carne sintetica si trovino coloro i quali fino all’altro ieri si battevano contro gli OGM, indicati come “leve” delle multinazionali finalizzati non solo alla crescita speculativa dei fatturati, ma anche individuati come strumenti di controllo sulle popolazioni mondiali e quindi manipolatori della natura a favore del proprio unico interesse.
Ora i medesimi personaggi si dimostrano promotori di questa “innovazione” tecnologica applicata alla alimentazione futura ma incoraggiata e sostenuta proprio dalle stesse multinazionali.
A questo si aggiunga, poi, come molto spesso in precedenti occasioni il fronte favorevole alla carne sintetica si sia espresso a sostegno di una transizione ecologica ed energetica con l’obbiettivo di salvaguardare l’ambiente.
In questo contesto andrebbe ricordato loro come la carne sintetica ad oggi inquini venticinque ( 25) volte in più rispetto alla carne da allevamento (*), e quindi determini un impatto ambientale decisamente problematico.
Risulta, quindi, evidente la contraddizione politica, ideologica ed ambientale senza precedenti in relazione al sostegno puramente ideologico alla produzione della carne sintetica.
In termini generali allora, entrambe le due posizioni, governativa e delle opposizioni , esprimono una vera e propria insita “contraddizione carnivora”, che dimostra semplicemente la volontà di entrambi gli schieramenti di giustificare la propria esistenza in vita in assenza di altri contenuti valoriali.
(*)
1. https://www.adnkronos.com/economia/carni-sostenibili-bistecca-sintetica-25-volte-piu-inquinante-di-quella-naturale_6TI9qkcw1RW2u8mkAsNZ2T
2. https://www.bioecogeo.com/la-carne-sintetica-inquina-fino-a-25-volte-di-piu/
3. https://www.teleambiente.it/carne-sintetica-inquina-25-volte-di-piu-della-carne-bovina/





