

LA MANIFATTURA DEL CUOIO NEL TARDO MEDIOEVO di Laura Righi
Oggetti, tecniche, corporazioni e lavoro fra XIII e XV secolo
SOCIETA’ EDITRICE IL MULINO
La storia materiale ed inizialmente anche pregiudiziale, di un elemento che ha le sue radici agli albori della prima civiltà occidentale.
Una storia culturale, economica, politica che riuscirà a caratterizzare larga parte del Medioevo italiano e non solo.
Leggendo questo illuminante studio proposto da un grande editore e da Laura Righi, ricercatrice all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, si scopre che il cuoio è dapprima considerato sostanza non preziosa, povera, nonostante le proprietà conciarie, alla resistenza ed alla impermeabilità delle pelli animali.
Chi le lavora, il calzolaio, è considerato, almeno fino al XIV secolo, un artigiano di basso grado, di bassa reputazione.
Ma il cambiamento di mentalità è vicino: sia nelle calzature, sia negli altri accessori quali mantelli, grembiuli da lavoro, guanti, la concia diventa uno dei procedimenti più importanti e remunerativi.
Oltre ad elevarsi ad Arte storica ( a Firenze nelle Arti Minori si potrà trovare la corporazione dei cuoiai e galigai; nelle Arti Maggiori invece i pellicciai e vaiai ) diventa finalmente mestiere.
E’ il riscatto di uno “status” che riuscirà nei secoli a ribaltare produzione ed assetti lavorativi.
Il libro di Laura Righi, oltre ad essere ben strutturato e godibilissimo, ha il merito di colmare un vuoto di ricerca storica sull’argomento.





